VIDEO E REPLAY DAY 2 CON VENTO E ONDA – Una giornata “agitata” nelle acque del Mar Rosso. Tra preludi al match race di domani, tanta azione e manovre al cardiopalma. Vi portiamo all’interno della regata con un commento a caldo. Emirates vola in testa, Luna Rossa con 1-2-4 è saldo al secondo posto. Domani ultime due regate di flotta e poi Match Race finale tra i primi due… Restate connessi!

di Francesca Frazza

Buongiorno dal Mar Rosso! O buonasera, dipende da quando leggerete questo articolo. Facendo un breve recap sulla giornata di ieri (giovedi 30) la prima di questa piuttosto intensa preliminary regatta a Jeddah, c’è stato poco vento, pochissimo, e tempi duri hanno testato i sei team in regata.

Le condizioni più difficili per queste barche? Difficile dirlo, ieri è successo di tutto e quando pensavamo che tutte le nostre certezze sarebbero state confermate, le carte in tavola si sono ribaltate completamente. Abbiamo scoperto che i neozelandesi possono sbagliare, non sono così imprendibili, il duro lavoro degli inglesi ha pagato, gli Americani, nonostante la vittoria di Vilanova hanno avuto uno “shocking day”, come lo ha definito il timoniere Tom Slingsby. Poi c’è Luna Rossa Prada Pirelli, che a questo evento ha schierato un team giovane, con Ruggero Tita e Marco Gradoni ai timoni e Umberto Molineris e Vittorio Bissaro nella posizione di trimmer.

Ci siamo emozionati ieri? Molto. Quella terza partenza mure a sinistra, davanti a neozelandesi, quella lucidità, la comunicazione a bordo, il cuore in gola ad ogni manovra, non ce lo dimenticheremo facilmente. Ma questo è solo per quanto riguarda ieri. Oggi, questo venerdi primo dicembre, tutto è cambiato. In meglio!

Tre regate con vento e onda, tutti hanno volato al 100% e la classifica ha un volto nuovo: il defender Emirates Team New Zealand è matematicamente qualificato al Match Race di finalissima tra i primi due, e affronterà rilassato le ultime due prove di flotta in programma sabato dalle 11:30 circa. Luna Rossa Prada Pirelli, al secondo posto, ha 11 punti di vantaggio sul terzo, Alinghi Red Bull Racing, e questo non la mette al sicuro di un posto in finale, dovrà difendersi domani. Anche gli inglesi di Ineos, a 16 punti dagli italiani, possono nutrire qualche residua speranza. Saranno due regate di flotta combattute, e poi il Match finale, tutto da vivere, speriamo con Ruggi e Marco, e Vitto e Umberto protagonisti contro i soliti kiwi. Ecco la classifica aggiornata. E sotto gustatevi il dettagliato racconto delle (tante) cose accadute oggi…

DAY 2, SCENARIO NUOVO – Oggi giornata da fuoco, 34 gradi, visibilità ridotta e 13-15 nodi da Nord-Ovest in crescita, con 0.5 metri di chop a rendere il mix decisamente più interessante. Sicuramente, la prima cosa che salta all’occhio è un diverso approccio di tutti i team non solo alla regata in sé, in termini di tattica e strategia, ma alla giornata in generale. Tutti i team optano per il J3, una fiocco di 23 metri quadrati necessario per queste condizioni più hardcore e già dai 3 minuti prima della partenza notiamo un posizionamento diverso, con i team in “attesa” nel box sotto la partenza.

Nessuno cerca più la pressione al di sopra della linea, di pressione ce ne è abbastanza oggi. American Magic deve puntare a dare il tutto per tutto, recuperando punti necessari, Emirates Team New Zealand deve mantenere la calma di sempre, Orient Express deve evitare penalità e così via.

RACE 4 – Proprio Orient Express commette il primo fallo, con una boundary penalty (oltre i confini del campo di regata) da completare appena dopo la partenza. Lo stile di partenza è decisamente più “convenzionale”, nessun team sembra volersi mettere nella condizione di partire mure a sinistra, come era successo ieri, per evitare di manovrare inutilmente. Cosa ci aspettiamo? Regate più ravvicinate, più manovre e di avere il cuore in mano per tutto il tempo.

Abbiamo subito una clear start, con American Magic che questa notte ha decisamente fatto il punto della situazione e deciso di dare una svolta. Vincono la partenza sul pin, partono a mille, mentre Luna Rossa parte un pò in sordina, più dietro rispetto a Emirates Team New Zealand e INEOS, ma con un pace migliore, tanto da riuscire a spingersi fuori dalla linea in maniera ottimale, ponendosi immediatamente tra i primi tre equipaggi.

Fin da subito la situazione è scottante, la flotta si divide, ma la differenza di velocità in bolina, tra i top team, è veramente minima e nel giro di 100 metri ci sono tutti i team. Sentiamo le barche cantare, sentiamo i commenti a bordo e la sintonia tra i quattro regatanti a bordo di ogni bolide. Sulla destra c’è quasi un match race tra gli Americani e gli Italiani, che riescono ad allungarsi sulla destra del campo.

A botte di trenta nodi di velocità ci avviciniamo alle boe, se sbattiamo le palpebre è un attimo che ci troviamo a fine poppa. Luna Rossa fa un primo giro di boa da maestro, American Magic invece fa una piccola sbavatura, ma a queste velocità questa sbavatura costa caro, Luna Rossa è di nuovo in testa. Marco Gradoni dice “we have an easy cross”, di sottofondo sentiamo il commento “yes, but let’s keep the focus”. Di bolina Luna Rossa Prada Pirelli decide di tenersi lontano dal caos, hanno un ottimo pace e in questo preciso momento magari non sono i più veloci, ma dietro di loro infuria la battaglia tra Emirates Team New Zealand e American Magic. Il percorso è decisamente impegnativo, è difficile avere aria pulita e il colpo di Luna Rossa di tenersi fuori dal caos paga bene. I neozelandesi, a bordo, sembrano sempre i più tranquilli, ma oggi sembrano meno calmi di ieri, c’è anche una mezza infrazione sulla boa di bolina del secondo giro, Emirates vira in prua ad American Magic, costringendo gli americani alla virata, ma gli umpires non si esprimono e danno un “all clear”.

Ci avviciniamo alla fine della seconda poppa, gli Italiani, tenendosi liberi, Glenn Ashby nel mentre parla con Philippe Presti, allenatore di Luna Rossa Prada Pirelli: “Ieri è stata una giornata molto stressante, i ragazzi sono stati molto bravi. Oggi è un’altra giornata super challenging, stiamo andando bene, ma manca ancora un giro.” Philippe giustamente non si sbottona, come abbiamo visto ieri, basta niente per perdere tutto.

Il trimmer lavorano, i timonieri scrutano attorno. Luna Rossa Prada Pirelli vince la prova con stile, con ventisei secondi di anticipo su Emirates TNZ, che ha davvero battagliato con American Magic per ottenere quella seconda posizione. E come ha detto giustamente il commentatore: “this is racing”.

A bordo di Luna Rossa Prada Pirelli parla Marco Gradoni: “Penso che siamo riusciti ad eseguire una buona partenza, riuscendo poi a sfilare sottovento ad American Magic, con i quali abbiamo avuto, in seguito, un incrocio abbastanza ravvicinato. Gli Americani hanno scelto l’altro gate e di poppa siamo riusciti a spingere al massimo, guadagnandoci una buona posizione. Abbiamo fatto tutti un ottimo lavoro. La regata è andata in migliorando, dobbiamo solo continuare così. A bordo abbiamo un buon flow, lavoriamo bene, abbiamo qualche cosa da fare adesso, ma stiamo lavorando tutti molto bene.”

Parla anche Philippe Presti: “il feedback è ovviamente ottimo, abbiamo avuto una buona partenza, riuscendo a navigare in aria pulita, il gioco sta tutto lì.”

RACE 5 – Neanche il tempo di rilassarci un attimo, di farci una camomilla mescolata a qualche calmante, che è già l’ora di partire per la seconda regata. Ricordiamo che in uscita, il vento da nord-ovest che ora spinge, era appena entrato e l’acqua era decisamente più piatta. L’onda piano piano si sta alzando, mentre noi siamo qui a casa, con il fiato sospeso.

Cambia l’approccio alla partenza, di nuovo. I team ora si avvicinano mure a sinistra, si preavvisa un’altra partenza a ferro e fiamme e l’atmosfera che si respira è di tensione, anche i commenti che arrivano dalle barche sono abbastanza concitati. La partenza è [quasi] tutto, all’inglese “you have to nail it”, i team spingono tantissimo. American Magic prende un’altra penalità ed è proprio la notizia che né Goodison, né Slingsby volevano sentire, visto che gli Americani devono davvero recuperare punti preziosi, dopo aver ottenuto solo un punto in tutta la giornata di ieri. I Francesi sono primi in pin, ma sono OCS e anche gli Inglesi di INEOS, che sono partiti tra i Neozelandesi e gli Italiani, sono partiti troppo presto. Questo vuol dire che Neozelandesi e Italiani hanno la strada un pelino più spianata e i Kiwi guidati da Burling e Outterdige stanno spingendo bene sul lato sinistro del campo.

I Kiwi virano, trenta metri dietro di loro virano anche gli Italiani e poco dietro Alinghi. Sembra, tuttavia, che i neozelandesi navighino un pò più bassi rispetto agli Italiani, che riescono a tenere bene l’angolo di bolina. Passo simile e angolo più alto significano solo una cosa, Luna Rossa fa un balzo in avanti. La questione è veramente di pochi metri, parliamo di una decina, massimo di una cinquantina, in quello che a tutti gli effetti è diventato una specie di match race.

Stare dietro alla regata è davvero impossibile, siamo alle boe, Emirates Team New Zealand arriva dalla destra del campo, poco sopravvento a Luna Rossa Prada Pirelli, ma riesce ad anticipare la virata degli italiani e riesce così a ri-mettere la prua davanti, prendendosi il gate di destra.

Gli Italiani sembrano a tutti gli effetti più efficienti di bolina, ma i neozelandesi sono un pò più confident sulla poppa, riuscendo a navigare con la stessa velocità, ma con un angolo nettamente più basso. Outterridge commenta da bordo: “let’s keep it simple, it feels like we are making gains” ed è proprio quello che i kiwi stanno riuscendo a fare, navigano veloci, lontano dal caos. Fa ridere sentire un “let’s keep it simple” quando stai navigando a quaranta nodi di poppa, con tutto il mondo che ti guarda. I neozelandesi incrociano davanti, sono mure a dritta, Luna Rossa è mure a sinistra e sono ancora avanti sulla strambata successiva. Sembra quasi che mure a dritta si scenda meglio, Luna Rossa riesce, infatti a guadagnare metri preziosi sui neozelandesi, riportandosi in prima posizione poco dopo il gate. Qui a casa ormai la nostra temperatura corporea è scesa a 31 gradi, siamo di marmo.

Ci sembra chiaro che il set-up di ETNZ e di Luna Rossa sia diverso, sembra quasi che gli Italiani navighino in modo più “potente”, ma le velocità sono davvero simili ed è un continuo tira e molla tra i due team. Il vento sembra favorire leggermente la destra, Luna Rossa decide di proteggere quel lato del campo, facendo rimbalzare i neozelandesi sulla sinistra. Al giro di boa ormai i due team navigano in sincronia, ma Emirates riesce, ancora, a navigare con un angolo un pò più aperto, guadagnandosi la vittoria.

Peter Burling viene interrogato subito dopo la fine della prova: “si inizialmente abbiamo faticato, non riuscendo a trovare il giusto shift, ma penso che abbiamo fatto un buon lavoro, siamo riusciti a rimanere sempre lì, sfruttando tutte le opportunità che ci sono state concesse. Siamo ‘confident’ a bordo.”

RACE 6 – Per l’ultima regata la brezza sale ancora, così come l’onda, mentre la visibilità è decisamente ridotta. Il commento generale è che gli Italiani stanno dimostrando di saper navigare; nel mentre i sei team si preparano per l’ultima prova della giornata. Saper misurare il tempo che ci si impiega per raggiungere la linea è fondamentale, ma è necessario anche sapere cosa fare e come far passare il tempo che manca alla partenza. A bordo ci sono i software che dicono ai quattro a bordo dove sono, la distanza dalla linea e quanto tempo manca, ma gli occhi sono bene aperti, perché il posizionamento è tutto, soprattutto in quest’ultima complicata regata. Emirates si dirige a gamba tesa sul pin e fa una partenza da manuale, mentre Luna Rossa, purtroppo prende una penalità per aver virato troppo vicino agli Inglesi.

Nella sinfonia suonata dai neozelandesi e dagli Americani, che si rimettono in pista dopo una brutta race five, si infila Alinghi, facendo partire un valzer a tre. Si vira, ci si infila, si rivira, Alinghi gira splendidamente avanti, facendo saltare i neozelandesi proprio sul giro di boa. Gli Americani, rimasti un pelino più dietro, riescono a infilarsi davanti ai neozelandesi che, con una poggiata degna delle più belle composizioni di Mozart, riescono a guadagnarsi l’interno della poppa. A bordo sono tutti concitati, meno i neozelandesi, che affrontano un’altra regata con una calma disarmante.

Alinghi ha formalmente un vantaggio di 50 metri, parla Pietro Sibello, allenatore degli Svizzeri: “Finalmente stiamo facendo una buona regata. Stiamo faticando sulle partenze, ma i ragazzi sono riusciti a regatare davvero bene, centrando tutti i salti. Stanno facendo un ottimo controllo anche sugli altri due team, riuscendo a mantenere il controllo.”

Mentre Mozart suona di sottofondo e gli AC40 cantano, la sinistra sembra favorire American Magic e Alinghi, Emirates scende in terza posizione. Con un occhio guardiamo gli altri standings, Luna Rossa si sta per sedere al tavolo delle trattative, recuperando fino alla quarta posizione. Gli Svizzeri riescono a trovare un buon feeling e a spingere sottovento agli Americani e sulla virata successiva, riescono a lasciare American Magic nel loro “gas” [così è chiamata l’aria sporca su queste barche] e allo stesso tempo a controllare i neozelandesi. Tutto bellissimo, finché ad un certo punto, sul giro di boa, gli svizzeri si mezzo-schiantano, la barca gli va sopravvento, manca la randa ed ecco che i neozelandesi e gli americani tornano all’attacco.

Di poppa c’è una situazione che potrebbe diventare un disastro, Alinghi formalmente ha 50 metri di vantaggio e sta scendendo mure a dritta, American Magic però è chiaramente più veloce e mentre gli Svizzeri devono chiaramente strambare e girare la boa di sinistra, American Magic deve solo andare dritto per dritto per fare la boa di destra. I neozelandesi sono vaghi, ma se American Magic sceglie la boa di destra, quasi sicuramente sceglieranno la boa di sinistra. Gli Americani si preparano al giro di boa, i neozelandesi strambano per andare a sinistra, Alinghi stramba sulla loro prua, ma sono troppo in ritardo, i kiwi li asfaltano, sembra autostrada versus Gardesana della domenica. A questo punto la strategia per i neozelandesi è semplice, devono rimanere fuori dal caos.

Ci risiamo, manca l’ultimo giro. I neozelandesi fanno di tutto pur di proteggere la destra del campo, riuscendo a virare davanti agli Americani, mentre Luna Rossa Prada Pirelli sta dando del filo da torcere ad Alinghi per la terza posizione. Emirates continua a virare in faccia agli Americani, prima li fanno saltare sulla sinistra, sulle boe invece, impediscono ad American Magic di girare la boa di destra, facendoli necessariamente optare per la boa di sinistra. Siamo in piedi sulla sedia per questo finale da urlo. Emirates riesce a fare il solito trick, scendono bene, con un angolo basso, guadagnano metri preziosi sul secondo e sul terzo. Luna Rossa si avvicina ad American Magic, in tutto questo Alinghi sembra completamente essere uscito di scena.

Con un’ultima strambata “sbavata” i neozelandesi tagliano davanti, gli Americani riescono ad infilarsi subito dietro e, attenzione, c’è un photo finish per il terzo, con Alinghi che, mure a dritta, riesce ad arrivare come una mina impazzita, riuscendo a tagliare sul Comitato pochi centimetri avanti agli Italiani.

Parla nuovamente Peter Burling, che commenta così l’ultima regata di giornata: “Le regate sono abbastanza ravvicinate e penso che in quest’ultima regata ci siamo complicati un pò la vita, con qualche salto e qualche ‘ingavonata’ di troppo. Stiamo tutti imparando e migliorando. Penso anche che sia fantastico chiudere la giornata con due primi e un secondo, ci da la confidence giusta per scendere in acqua domani. Abbiamo avuto situazioni molto ravvicinate oggi, abbiamo regatato contro Luna Rossa e gli Americani nelle prime due prove e contro Alinghi nell’ultima e durante le regate ne sono successe di ogni, si può davvero guadagnare o perdere molto nel giro di pochissimi metri, quindi finire la giornata con due primi è ottimo.”

Manca solo un giorno di regate, con le ultime prove di flotta e il tanto anticipato match race. Tutti collegati domani alle 11.40, ci risentiamo da Jeddah!

QUI IL REPLAY INTEGRALE DELLE TRE REGATE DEL DAY 2

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