L’ATTRAZIONE DEL MOMENTO: E’ SOLO MARKETING O C’E’ UNO SPAZIO DI MERCATO? – Il primissimo Sun Fast 30 One Design, presentato al pubblico del Grand Pavois a La Rochelle, il secondo al Southampton Boat Show. Il monotipo progettato da VPLP, il cui progetto è stato gestito da Multiplast, sembra mantenere le promesse. E fioccano gli ordini… – FOTO

Dopo essere stato presentato per la prima volta a Cherbourg in luglio nell’ambito della Rolex Fastnet Race, il primo esemplare del Sun Fast 30 One Design, sviluppato in collaborazione con Jeanneau, ha effettuato alcune vele di prova in agosto a La Trinité-sur-Mer, prima di essere battezzato al Grand Pavois di La Rochelle. Questo One Design progettato da VPLP, il cui progetto è stato gestito da Multiplast, sembra mantenere tutte le sue promesse in termini di prestazioni. Secondo il cantiere sarebbero già più di 40 gli ordini.

Il Sun Fast 30 One Design è sulla strada giusta? L’interesse verso la barca, e ciò per cui sembra destinata (regate d’altura e offshore, anche in equipaggio ridotto, e formazione dei giovani all’altomare), fanno ritenere di si. Ancor prima del varo vero e proprio, il primo esemplare del nuovo monotipo aveva stuzzicato la curiosità dei velisti che lo avevano visto nella zona dell’arrivo della Rolex Fastnet Race alla fine di luglio a Cherbourg. “Questo ci ha dato un’ottima visibilità, molti velisti si sono fermati per saperne di più”, afferma Louis Vaquier, co-project manager di Multiplast, responsabile degli aspetti commerciali.

Nel frattempo il progetto VPLP ha realizzato alcune prime uscite di prova al largo di La Trinité-sur-Mer, con la maggior parte dei fornitori che sono saliti a bordo a turno per convalidare tutta l’attrezzatura: vele, sartiame, motore, elettronica, accessori…

Philippe Roulin, l’architetto responsabile del progetto di Multiplast, ha parlato dei risultati questa fase di aggiustamenti e ottimizzazioni: “La barca è straordinaria, è un vero piacere navigare. È vivace e ben bilanciata, a tutte le andature e le diverse velocità. Funziona bene con aria leggera perché è molto leggera e adeguatamente invelata. È sensibile al minimo soffio. Va bene anche con vento forte e onda. Sotto spinnaker plana e accelera mantenendo un buon controllo, anche con il pilota automatico. Con un equipaggio di quattro persone siamo riusciti a sfruttare tutti gli aspetti chiave delle prestazioni della barca, in tutte le velocità e le condizioni, cosa non così scontata. E pensiamo che questo sia davvero di buon auspicio per il futuro”.

Christine Briand e Dee Caffari, coppia di madrine – Varato ufficialmente al Grand Pavois di La Rochelle, il Sun Fast 30 OD numero 1 è stato battezzato il 20 settembre da Christine Briand, velista di La Rochelle, che ha commentato: “Ho colto al volo l’occasione quando mi è stato offerto di essere la madrina della barca, perché amo la monotipia. Auguro lunghissima vita al Sun Fast 30 One Design, spero che diventi uno dei primi one-design francesi ad affermarsi veramente a livello internazionale”.

Il secondo esemplare costruito era stato presentato una settimana prima al Southampton International Boat Show, madrina la velista britannica Dee Caffari. Il cantiere ha messo in atto il desiderio di non essere percepito come un progetto unico franco-francese: “Vogliamo sviluppare un circuito in Inghilterra, completandolo in Francia”, spiega Louis Vaquier. All’orizzonte sembra profilarsi un nuovo Figaro. Con una singolare concorrenza tra cantieri della stessa famiglia: Beneteau contro Jeanneau…

Sulla scia di questi due saloni, la stampa specializzata sta iniziando a conoscere le potenzialità dei one-design anche nell’ambito del premio European Yacht of the Year 2023, il cui vincitore sarà annunciato a gennaio durante il Boot di Düsseldorf e del premio Barca dell’anno 2024 per Voile Magazine, per il quale la barca ha ricevuto una nomination. Sono previste anche altre vele di diversi fornitori per continuare a ottimizzarle, mentre i futuri clienti avranno l’opportunità di testare il Sun Fast 30 OD dall’inizio di ottobre nel sud della Bretagna.

Già 40 ordini per bloccare la barca (21 sono della società francese Cap Regatta) – La produzione in serie inizierà poi nel cantiere Jeanneau di Nantes-Cheviré, con cui Multiplast ha stretto una partnership. “Entro la fine dell’anno avremo costruito una decina di barche. Oggi contiamo poco più di 40 ordini, distribuiti lungo le coste della Manica, dell’Atlantico e del Mediterraneo”, afferma Louis Vaquier. È stata avviata una partnership con la società francese Cap Regatta. “Abbiamo effettuato un ordine a Multiplast per 21 barche”, spiega Foad Zahedi, fondatore dell’azienda, “Forniremo tre flotte di sette barche nelle nostre basi di Marsiglia, Lorient e Cowes. L’obiettivo è quello di creare basi di addestramento per le regate offshore per dilettanti, club e aziende”.

Perché la scelta del Sun Fast 30 OD? “Perché è un progetto VPLP, che è una garanzia di qualità”, risponde Foad Zahedi. “Ma in generale, tutte le parti interessate a questo progetto mi ispirano fiducia e credo nella filosofia di questo monotipo economico che permette ai giovani di gareggiare. La barca è magnifica e semplice, nella tradizione di chi ha fatto i grandi tempi del Tour de France à la Voile. Mi piace. E poi c’è il lato one-design, dove è l’equipaggio a fare la differenza”.

Il Sun Fast 30 OD dovrebbe competere nelle sue prime regate nella primavera del 2024 con in programma la Sun Fast World Cup e lo Spi Ouest-France Banque Populaire Grand Ouest a La Trinité-sur-Mer, nonché lo SNIM a Marsiglia. La barca è candidata anche a diventare la classe del campionato mondiale di doppio misto. Insomma un futuro luminoso è assicurato.

Certo, l’ecosistema francese intorno alla vela d’altura e oceanica è un immenso bacino culturale e di potenziali utenti per una barca e un progetto simile. Difficile, ma non impossibile, immaginare qualcosa del genere anche in Italia. In fondo le regate offshore e la vela d’altura sui nostri mari hanno numeri importanti, e anche in oceano stiamo cominciando a fare risultati, spesso anche a spese proprio dei francesi. Intanto però, in questo caso la strada l’hanno tracciata loro.

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