CACCIA AL RECORD DEL TROFEO JULES VERNE – Charles Caudrelier, Franck Cammas e tutto il team in attesa vigile, occhio alle carte delle previsioni. Analisi: perchè sono così importanti i primi 10 giorni

La finestra meteo, il corridoio di condizioni ideali, o almeno senza stop tra bonacce o burrasche, sta diventando la magnifica ossessione per il team Gitana, dichiarata la sua volontà di tentare il record del Trofeo Jules Verne, la circumnavigazione del globo a vela in equipaggio.

Per il maxi trimarano Edmond de Rothschild una sgambatura tra il Marina du Château di Brest e Lorient, dove l’equipaggio del Maxi è tornato dopo una sessione di addestramento in mare aperto. La difficoltà di trovare una sequenza favorevole di sistemi meteorologici tra Nord e Sud Atlantico, non consente agli uomini del Gitana Team di individuare il momento giusto per salpare all’inseguimento del record. Charles Caudrelier, Franck Cammas e tutto il team sono in fase attiva: barca pronta, cerate mezze indossate, come una esercitazione pronta a scattare, mentre si continua a monitorare qualsiasi evoluzione delle condizioni meteorologiche.

Maxi Edmond de Rothschild (Skipper : Charles Caudrelier) – Départ du Trophée Jules Verne – Briefing Météo – Brest le 14/01/2023

PERCHE’ I PRIMI 10 GIORNI SONO ESSENZIALI AL TENTATIVO – Pochi giorni fa l’ultimo falso allarme, tutto sembrava pronto e la partenza annunciata, per poi essere annullata. “Le condizioni non erano adatte a noi”, ammette Charles Caudrelier. “Francis Joyon (che con IDEC Sport detiene il primato, ndr) ha fissato un livello molto alto con il suo record (40 giorni, 23 ore e 30 minuti nel 2017), e per questo, anche se Edmond de Rothschild ha un potenziale eccellente, dobbiamo trovare una sequenza meteorologica molto favorevole, e anche molto rara, che funzioni per noi sia nell’Atlantico settentrionale che in quello meridionale. Questo è il trampolino di lancio per un tentativo di record e se non va a buon fine le possibilità di superarlo sono praticamente nulle”. L’obiettivo resta lo stesso: passare sotto il Sudafrica e il Capo di Buona Speranza in meno di 11 giorni.

I PROSSIMI GIORNI – “Stiamo tenendo d’occhio un sistema di bassa pressione al largo del Brasile, ma abbiamo bisogno di 7-8 giorni per arrivarci”, spiega il recente vincitore della Route du Rhum – Destinazione Guadalupa. “Tuttavia, le previsioni sono ancora molto irregolari in quella zona… Quello che stiamo cercando è la possibilità di agganciarci a una depressione favorevole a una velocità che soddisfi il potenziale della barca e possa portarci fino all’Oceano Indiano”, concorda Franck. “Per ora, ogni volta che ci avviciniamo a uno scenario del genere, i modelli cambiano e le condizioni non sono ancora favorevoli”. Ma lo stesso Cammas, avendo all’attivo anche il record fatto segnare nel 2010, ci tiene a sottolineare che “le opportunità possono arrivare abbastanza rapidamente”. Stay tuned…

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