STRUTTURISTI AL LAVORO, ESAME DEI DATI E ALLA FINE… – Sensori, simulazioni fluidodinamiche, misurazione degli impatti dello scafo ad alta velocità, decine di ingegneri al capezzale di un progetto. Eppure le barche si rompono e ora si corre ai ripari. Con un… rinforzo

AC40, così non va. C’è da rifare qualcosa. E’ già pronto per essere aggiunto agli scafi in consegna e a quelli futuri, un bel “pacchetto aggiornamento strutturale”, comprendente un sostanzioso rinforzo proprio della zona prodiera, quella accartocciata sullo scafo di Emirates Team New Zealand dopo la violenta “nasata” che ha fatto immergere la barca in acqua dalla prua fino all’altezza dell’albero, scendendo da un volo eccessivamente alto e fuori controllo sui foil.

L’incidente all’AC40 del team defender durante i test sulle onde del Golfo di Hauraki di Auckland, ha provocato danni alle sezioni anteriori dello scafo e alla struttura del ponte. “Mentre il team in acqua stava recuperando lo yacht e tornando a terra, gli ingegneri del team hanno immediatamente iniziato a esaminare i dati a bordo per identificare la causa principale del problema”, recita spavaldo un comunicato stampa dei detentori dell’America’s Cup…

GLI ESAMI STRUMENTALI – “Le prime cose che osserviamo in questo tipo di evento dinamico sono le accelerazioni e le velocità di rotazione che provengono dall’unità di misura inerziale (IMU) dello yacht”, ha spiegato Jamie Timms, ingegnere strutturale di Emirates Team New Zealand. “Queste letture ci consentono di dedurre l’entità dei carichi idrodinamici sulla struttura dello scafo, che possiamo quindi inserire nelle nostre simulazioni strutturali per stimare lo stato di sollecitazione e i margini strutturali di sicurezza. Utilizziamo i dati anche per convalidare le nostre simulazioni fluidodinamiche degli impatti dello scafo ad alta velocità”.

“Durante la 36a America’s Cup, abbiamo raccolto e catalogato le dinamiche di tutti i principali eventi sui tre yacht che abbiamo navigato in quella campagna e le abbiamo incluse, con un margine aggiuntivo, per definire i casi di carico per l’AC40. Durante i primi 18 giorni di navigazione dell’AC40, abbiamo visto un paio di eventi che hanno generato grandi impatti. Questi si erano allineati con i casi di carico del nostro progetto e la struttura dello scafo funzionava come previsto. Successivamente, quest’ultimo evento ha registrato accelerazioni che sono andate ben oltre tutti i nostri record precedenti”.

Dunque maggiore accelerazione. La velocità: il demone della vela volante che sta sfuggendo al controllo dei suoi stessi epigoni.

Quando scuffiò Te Rehutai a Auckland

“Le cifre sottostanti confrontano le decelerazioni longitudinali e laterali dall’incidente dell’AC40 con il più grande evento visto da Te Rehutai, l’AC75 del team dall’ultima America’s Cup (nella foto sopra). “Non solo abbiamo visto decelerazioni longitudinali superiori del 70% rispetto al precedente caso peggiore, ma questo è stato accoppiato con un carico laterale simultaneo di entità simile: lo yacht si è fermato completamente e ha imbardato di 90 gradi in poco più di un secondo. Riteniamo che sia stato questo stato di carico combinato a portare a un cedimento iniziale del pannello sandwich di prua. Il danno che abbiamo visto nello scafo e il parziale distacco della struttura di prua è probabilmente una conseguenza del pannello di coperta compromesso, piuttosto che una causa principale”.

E QUINDI? ARRIVA IL PACCHETTO PER TUTTI, E NON CI SARANNO RITARDI NELLE CONSEGNE – Ecco pronta la soluzione. Con questi nuovi dati in mano, gli ingegneri del team hanno progettato un pacchetto di aggiornamento della struttura interna che sarà integrato in tutti gli yacht AC40 attuali e futuri. Il pacchetto di aggiornamento della struttura interna sarà realizzato da McConaghy’s, che sta costruendo (in Cina) la flotta di AC40. “La buona notizia è che non ci saranno modifiche al programma di consegna per i rimanenti AC40 attualmente in costruzione e il pacchetto di aggiornamento della prua sarà presto inviato dal cantiere McConaghy per il retrofitting dei tre AC40 che sono già stati consegnati”.

E POTRETE ANDARE PIU’ VELOCI… – “Durante lo sviluppo di questa classe, abbiamo visto gli yacht diventare sempre più dinamici man mano che crescono le prestazioni e le capacità dei velisti. Come con qualsiasi imbarcazione ad alte prestazioni, c’è un equilibrio costante tra la riduzione della massa e la garanzia di affidabilità e sicurezza, e con l’aumentare della nostra comprensione della classe, evolviamo il nostro approccio per mantenere tale equilibrio. Questa struttura aggiuntiva ripristinerà i margini strutturali completi per i casi di carico potenziati e consentirà ai velisti di spingere i limiti prestazionali della classe in sicurezza e con fiducia.

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