DUE VIDEO – DECOLLO, STRAMBATA E PICCHIATA: LA PRUA COLLASSA – Il racconto di Peter Burling e Grant Dalton, l’analisi dell’incidente, le conseguenze per l’AC40, che era in “testing configuration”. Probabile un lungo stop agli allenamenti, ma anche interventi di rinforzo delle strutture su tutti gli AC40 in consegna

Corri e fai danni: potrebbe essere questo il nuovo slogan della Coppa America superveloce e della attuale fase di test e allenamenti che vede impegnati il defender e gli sfidanti. Ma se Luna Rossa sta risolvendo rapidamente il danno provocato dalla caduta accidentale dell’albero in una manovra a terra, l’ultima e più brutta notizia arriva da Emirates Team New Zealand.

La prua del suo AC40, il primo della serie di monotipi costruiti in Cina, versioni piccole degli AC75 che saranno usate per Womens e Youth AC e che i kiwi stanno usando anche per i test sulle appendici, è rimasta gravemente danneggiata in una violenta ingavonata. Nelle ultime settimane l’Emirates Team New Zealand AC40 è stato tolto dalla sua unica configurazione di progetto one-design, e i test sono stati intensificati nello sviluppo e nella raccolta dei dati per la progettazione del suo AC75. Si è visto anche un foil con la wing inclinata che ha incuriosito.

Il team stava navigando a nord dell’isola di Waiheke con vento di circa 15-20 nodi e onda abbastanza formata. Durante la navigazione di poppa a oltre 40 nodi di velocità, l’equipaggio ha perso il controllo dell’altezza (la barca si è alzata troppo in foiling) e ciò ha causato l’uscita dall’acqua del timone e dell’elevatore. Le conseguenze sono state: una strambata incontrollata ad alta velocità e simultanea ingavonata in picchiata profonda seguita da un ribaltamento.

L’impatto risultante della pressione dell’acqua ha fatto collassare il ponte a prua dell’AC40. Significativamente, la paratia stagna a poppa del punto in cui si è verificato il danno ha mantenuto la sua integrità strutturale, servendo con successo allo scopo di controllare l’ingresso di acqua in modo che la barca potesse essere raddrizzata e rimorchiata alla base.

A pochi istanti dall’incidente, il team in acqua e il team di progettazione e costruzione alla base hanno iniziato a valutare i danni e la tempistica delle riparazioni, e a capire i carichi precisi sulle strutture nell’incidente con le lezioni che possono essere imparate e i miglioramenti da inserire in futuro.

DOBBIAMO PREOCCUPARCI PER LA TENUTA DEGLI AC40? – Visto che l’incidente ha riguardato le barche AC40 che arriveranno (acquistate obbligatoriamente) a tutti i team nei prossimi mesi, e che presumibilmente vedremo in regata agli eventi preliminari di Barcellona e Cagliari nel 2023, la comunità della Coppa è giustamente preoccupata sulla capacità del progetto di reggere a certe sollecitazioni come quella di un incidente che per scafi e navigazioni di questo tipo va considerato quasi normale.

GRANT DALTON: PROBABILI RINFORZI SU TUTTI GLI AC40 – Il CEO di Emirates Team New Zealand, Grant Dalton, ha dichiarato: “Sembra che quando la barca si è tuffata, l’alta pressione dell’acqua e il carico laterale hanno fatto crollare la sezione anteriore del ponte causando il conseguente danno alla prua. I progettisti stanno analizzando i livelli di carico dell’incidente e anche se potrebbe essere troppo presto per dirlo, è probabile che avremo alcune strutture di retrofit necessarie per la nostra barca e per tutta la flotta dell’AC40. Ma lo capiremo meglio nei prossimi giorni.”

L’AC40 è stato rimorchiato alla base sui suoi foil dopo l’incidente ed è tornato nel capannone in fase di valutazione per il lavoro di riparazione che lo attende.

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