ULTIM’ORA: IL MOTIVO DELLA 69 CON SQUALIFICA DI ARCA, LE PAROLE DELLO SKIPPER – “E’ stata una Barcolana epica, mi dispiace per questo epilogo. Io e il mio team siamo marinai e sportivi, abbiamo accettato il secondo posto, reso onore ai vincitori, fatto un bellissimo terzo tempo in banchina….” La ricostruzione di cosa è accaduto, gli strascichi, e come sarebbe meglio chiudere la vicenda

12.10.22 – Proviamo a dissolvere le nuvole che si addensano sul follow up di una Barcolana bellissima. Le due squalifiche-shock del martedi 11 hanno una matrice totalmente diversa dal caso del giorno precedente (EWOL Way of Life protestava Furio Benussi per la 69, motivo: un battibecco piuttosto animato presso lo stand di ARCA in banchina tra lo stesso skipper e un italiano dell’equipaggio sloveno), dismessa per insufficienza di prove. La Giuria Internazionale non ha ricevuto testimonianze sufficienti ad avvalorare la tesi di un comportamento scorretto o antisportivo di Furio Benussi.

La riapertura è stata però doppia (su EWOL e su Benussi), e in qualche modo anche se con basi giuridiche diverse prende spunto da quella protesta di lunedi. 1) EWOL scivola su una buccia di banana, mandando a discutere il caso il velista italiano Alessandro Mansutti, facendo emergere così che egli non era inserito nella lista equipaggio che è obbligatorio fornire. Squalificati.

2) E Furio Benussi? Qual è il motivo della riapertura del caso e della sanzione di squalifica che depenna ARCA dalla classifica? In queste ore ci sono sin troppe voci in giro. La verità di ciò che è stato detto è protetta dallo stesso Regolamento, che nel caso di RR69 sceglie di non rendere pubbliche le storie, proprio per un motivo di riservatezza e tutela della parte imputata. Si è detto o pensato che la riapertura fosse per la vela lasciata in mare e recuperata dal mezzo del team. Non è questo il motivo. Come scrivevamo ieri a tarda serata: “Se una Giuria fa una 69 subito dopo una 69, è lecito speculare che la seconda possa essere legata a qualcosa che è accaduto durante una udienza precedente”. E’ qui che starebbe (il condizionale è d’obbligo) la matrice della seconda 69, stavolta sanzionata. Il comportamento di Furio nella discussione della protesta, davanti alla Giuria Internazionale, alla controparte e ai testimoni.

Quindi: Furio Benussi sanzionato con la RR69 per frasi o atteggiamenti durante la prima protesta a suo carico (che poi avrebbe anche vinto), e ARCA squalificata di conseguenza (anche se su questo si potrebbe discutere).

Va sottolineata la gestione da parte della Giuria Internazionale di altissimo profilo (ci sono IJ che hanno fatto Olimpiadi, una che sarà PRO a Parigi 2024, un vicepresidente federale) che ha trattato la Barcolana come un evento di massimo livello. Duemila barche, tutte, dalla più piccola al grande maxi, sono uguali davanti al Regolamento di Regata, è la garanzia di sportività ed equità per tutti i regatanti.

ADESSO PARLA FURIO BENUSSI – Lo abbiamo raggiunto al telefono mercoledi mattina: “Ho avuto giorni decisamente migliori – è il suo esordio – Sono molto amareggiato da questa vicenda. Non ne esce la mia giusta immagine, di chi è Furio Benussi. Chi ha vissuto il mio spirito dopo questa bellissima Barcolana sa di cosa parlo. Con le barche ancora non ormeggiate, ho preso il gommone e ho portato ai ragazzi di Deep Blue la bottiglia di magnum che avevamo a bordo in caso di nostra vittoria: ci siamo stretti la mano, è vostra!

“Questo è il mio spirito in Barcolana. Io sono nato con la Barcolana, sono stato direttore sportivo quando era presidente Mauro Parladori, da ragazzo ho girato l’Europa portando il messaggio della Barcolana. Non ho fatto e non farei nulla che possa danneggiare l’evento. Il “terzo tempo” fatto alla nostra base nel dopo regata è stato una festa incredibile, c’erano tutti, il sindaco, il presidente del porto, assessori, velisti, c’erano i miei genitori e i genitori di altri velisti del team, Andrea Visintini di Deep Blue mi ha detto che Wendy Schmidt, l’armatrice, mi ha scritto per ringraziarmi dell’accoglienza avuta alla base. Non è successo niente degno di nota in quella occasione.

Un momento della festa “terzo tempo” con velisti di Deep Blue e altri team alla base di ARCA nel dopo Barcolana

“La notte dopo la prima protesta non ho dormito e la mattina ho scritto al presidente della Giuria, perchè avevo la sensazione che l’udienza non avesse sciolto tutti i dubbi sul mio comportamento. Eravamo reduci da una regata mitica, nella quale il mio equipaggio ha fatto una manovra di alta marineria di fronte a un problema importante, c’erano rischi per l’attrezzatura e per le persone, abbiamo fatto tutto con calma ed esattamente ciò che andava fatto, ponendo la sicurezza al primo posto, mi confortano in questa ricostruzione tanti UDR e Umpires che ho sentito. Abbiamo accettato sportivamente la sconfitta e il secondo posto. Questo strascico non ci voleva, siamo stati coinvolti in modo pretestuoso da un altro team e da una persona che non risultava neanche nella lista del loro equipaggio, a me sconosciuta.

“Ripeto, sono soprattutto amareggiato. Mi dispiace per la città, per la Barcolana, per lo sport. Mai avrei voluto un epilogo del genere dopo una Barcolana che definirei epica, che credo abbia scritto una pagina importante della storia della vela. Spero e desidero che la gente ricordi questa Barcolana per quanto si è visto in mare, e basta.”

COME CHIUDERLA – E’ come un fuoco che divampa. Bisogna spegnerlo alla radice. La rivalità tra EWOL e ARCA, soprattutto per le azioni e le esternazioni della parte slovena, è antica e profonda. E che ha strascichi giudiziari ancora aperti (la vicenda della barca Morning Glory). Appena entrano in contatto fanno scintille. La prima protesta anche stavolta viene da EWOL, che ha portato in Giuria ARCA. Furio Benussi è ormai definibile come un grande capitano di lungo corso, ne ha fatte a viste di tutti i colori, gli impegni che lo coinvolgono nella gestione di una barca e un team come ARCA sono notevoli, la stanchezza al culmine di una regata drammatica e il saliscendi delle emozioni non ha scalfito la sua lucidità nel raccontare l’accaduto e il non accaduto. Adesso dalla Giuria, semplificando molto, pare sia arrivato un doppio cartellino rosso a togliere dal campo i due litiganti.

Per chiuderla bene si dovrebbe smettere di parlarne e di agire. Lasciando alla gente solo le immagini del mare, come chiede Furio. Speriamo.

Barcolana

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