Dopo quasi 16 giorni di regata nella terza tappa della Globe 40 tra Mauritius ed Auckland, Frans Budel e Ysbrand Endt, gli olandesi di Sec Hayai guidano la flotta a circa 250 miglia dal gate posizionato dal comitato di regata ad Eclipse Island, sotto Capo Leeuwin, la punta sud occidentale dell’Australia. 

iMIlai, il Pogo 40 giapponese alla partenza da Mauritius (foto JM Liot)

Una leadership quella di Sec Hayai sempre minacciata da MIlai di Masai Suzuki e Luca Rosetti distanziato ma di solo 34 miglia. Dopo aver strambato vicino al limite sud del campo di regata, nei Quaranta Ruggenti,  il Pogo 40 giapponese segue la barca olandese come la sua ombra nella risalita verso le coste australiane, registrando le stesse velocità e gli stessi angoli.  

Un po’ più staccati, seguono gli americani: Gryphon Solo di Joe Harris e Roger Junet a 170 miglia del leader ed Amhas di Brian Harris e Kyle Hubley a 190. Più complicata la situazione di Whiskey Jack: la skipper canadese Melodie Schaffer accompagnata dallo spagnolo Jeronimo Santos Gonzales sono rimasti più a nord della rotta, sono a 400 miglia dei primi e alle prese con la riparazione delle vele. 

La flotta in avvicinamento al gate di Eclipse Island, sotto Capo Leeuwin dopo quasi 16 giorni di regata

A meta strada di questa tappa maratona, questa terza frazione del giro del mondo in doppio riservato ai Class40 è ancora molto lunga, e tutta da giocare. Rimangono oltre 3.000 miglia fino ad Auckland in mari e sistemi meteo complessii, a cominciare dal tratto al largo delle coste sud dell’Australia fino alla Tasmania e poi la traversata dello stesso Mar di Tasmania fino ad Auckland. 

Lua Rosetti al carteggio di Milai, il Class 40 dello skipper giapponese asai Suzuki (foto JM Liot)

La promessa di altri dettagliati ed interessanti “Racconti Salati” pubblicati sulla pagina Facebook di Luca Rosetti, diario di bordo che vi proponiamo di seguito

GLOBE 40 – RACCONTI SALATI #1

Da poco meno di una settimana sto navigando a bordo di Milai nell’Oceano Indiano da Mauritius a Aukland.

Ecco qui i miei pensieri di questi 6 giorni appena trascorsi.

Day 1 – L’emozione della partenza ha reso difficile prendere sonno nelle pause. Essendo in due a bordo abbiamo 2h on e 2h off per mangiare, dormire, igiene personale e svagarsi un po’ con libri, musica e netflix Per questa regata, abbiamo veramente tutti i comfort. Lo skipper, Masa, dovendo passare in totale oltre 200 ore in mare, durante la preparazione della barca, si è veramente occupato di tutti i dettagli per rendere la vita a bordo agile e confortevole.

Fino a qui condizioni tranquille di bolina larga. Ma nei prossimi giorni ci attenderà un fronte e poi condizioni molto fredde nei mari del sud.

Day 2 – Che colori che ci regala l’oceano indiano. Giornata spettacolare con sole e vento leggero in poppa. Approfittiamo del caldo e della barca che va da sola per riposare, mangiare e svagarci un po’. Domani è previsto il passaggio di un fronte, per fortuna non troppo attivo, ma comunque ci aspetta una bella bolina ignorantella.

Day 3 – Oggi abbiamo passato un primo fronte freddo. Probabilmente ne troveremo altri sulla rotta fino ad Auckland. Non era particolarmente attivo. Ora corriamo veloci di bolina larga con 20 nodi e mare non troppo agitato. Navigazione veramente piacevole. La scelta di cercare subito il sud fino ad ora si è rivelato un investimento più rischioso che proficuo. I routage ci vedono con un piccolo vantaggio nei prossimi giorni, ma difficile a dirsi. Noi stiamo facendo del nostro meglio per far correre Milai veloce e la barca ci dà grande soddisfazione.

Day 4 – Giornata complicata. Non per l’intensità del vento.. È stato tutto il giorno un ballerino che salta e gira. Ma soprattutto salta, da 8kt a 22kt in pochi istanti. L’acqua spazza il ponte… che fare?

Dare tela e ridurre? Energia e strada in più per manovrare. Stare sotto invelati nei cali? Soluzione sicura, ma lenta. Stare sopra invelati in raffica? Il rischio di danneggiare l’attrezzatura è alto.. e per Auckland la strada lunga, ma soprattutto per completare il giro del mondo. Il marinaio vorrebbe una cosa, l’uomo un’altra, e l’atleta un’altra ancora.

Day 5 – Ci siamo portati a sud della flotta per aggirare una zona di alta pressione (no vento). Nonostante qui abbiamo la possibilità di scaricare dati meteo ci siamo cascati dentro… Un po’ per ingenuità, un po’ per incertezza nei modelli. Tutto da rifare, tutto da ricostruire. Comunque una gustosa giornata, Masa ha condiviso con me i liofilizzati giapponesi. Wow davvero gustosi.

Day 6 – Oggi il sole è tornato a splendere, luminoso e caldo. Dopo giorni nuvolosi e freddi.. una notte dura e cupa a lavorare per uscire dalla bonaccia… E’ una coccola meravigliosa.

RACCONTI SALATI #2

Day 7 – La vela è uno sport di posizionamento, una partita a scacchi. Bisogna posizionarsi in modo da avere vento favorevole per più tempo possibile. A è necessario sacrificare miglia. Ora, finalmente, siamo, rispetto a vento e avversari dove volevamo.

Day 8 – Anni dalla RiMini650 2016, la prima in Mini. Avevo sclerato nella bonaccia e temuto il vento forte. Ho avuto la fortuna, la passione, la caparbietà, chiamatela come volete, di non darmi per vinto e andare avanti. D’altronde c’erano stati anche momenti belli…

Quest’anno un click, percepito alla SAS e di cui sto trovando conferme qui, nell’Indiano. Nonostante, a volte, si mangi e si dorma male o mi capiti di soffrire il mal di mare ho iniziato a trovarmi, navigando, veramente nella mia dimensione. Non tutto è rosa e fiori, ma sono le difficoltà a farti apprezzare la semplicità, troppo spesso data per scontata, come un raggio di sole che accarezza la pelle dopo giorni grigi.

Day 9 – Ho già fatto colazione? Ma questo l’ho mangiato ieri o oggi? Pochi giorni in mare, vivendo al ritmo dei tuoi bisogni e quelli della barca. Sonno polifasico. Il tempo smette di battere frenetico. L’orologio necessario solo per sapere quando scaricare gli aggiornamenti meteo.

RACCONTI SALATI #3

Day 10 – Io e Masa abbiamo due filosofie differenti: io per spingere, sempre, e ridurre tela quando è il momento. Lui (e lo capisco… ad Auckland avrà completato “solo” la terza tappa delle 9 in programma) è più conservativo e riduce in anticipo.

Coppia perfetta, direte! Uno tira, l’altro spinge e si trova l’equilibrio… E invece no, porca miseria! Quando io gli dò retta avevo ragione io e, viceversa, quando lui mi dà retta aveva ragione lui 

Day 11 – Da ieri è cominciata la primavera, qui nell’ emisfero australe. Ma a noi, arrivati quasi a latitudine 40 S e con vento da Sud, sembra di essere entrati nel congelatore. Un vento gelido che arriva direttamente dai ghiacci del polo Sud. Nessuna terra a separarci, nessuna terra a saldarlo.

Day 12 – Il class 40 è una barca che ha tanta potenza. Non puoi pensare di rimediare agli errori con la forza, come invece, a volte, il mini mi concede di fare. Su questa barca da corsa bisogna essere precisi nelle manovre e avere un occhio per tutto, o si rischia di danneggiare la barca o peggio farsi male.

RACCONTI SALATI #4

Day 13 – Giusto ieri riflettevo sulla potenza della barca e la paura di farsi male…  Questa mattina in strambata, un po’ per il freddo, un po’ per l’umidità, un po’ perché ero piuttosto addormentato, mi sono stirato la schiena.  Panico…  Per un attimo mi sono visto di dire al mio compagno: sono bloccato.. per qualche giorno te la devi vedere tu. Avrei compromesso la regata. 

Avevo le 2h off. Sdraiati, respira. Rilassa ogni singolo muscolo del corpo. Respira, concentrati sulla schiena. Respira…  Finito il turno di riposo un bello stretching e per fortuna di nuovo operativo. Non al 100%, ma ci siamo.  Mi sono stupito del controllo che sono riuscito ad assumere sui muscoli del corpo e di come lo yoga, la meditazione, li esercizi di respirazione che faccio in preparazione alle regate siano stati fondamentali. 

Day 14 – A bordo parliamo inglese. Io non sono una spada, me la cavo. Accento italiano… Masa è un po’ più ferrato di me, accento Giapponese.  Giorno della partenza, appena partiti:  -Have we got “ebbol”?  -“Ebbol”?! (Guardandomi storto perché non capissi una cosa così semplice) -Yes “ebbol”, the fruit  – Ahhh apple…  Che inizio, mi vedevo già 35 giorni di incomprensioni e deliri…  E invece, menomale, fino ad oggi nessuna incomprensione durante i confronti meteo, le manovre o le chiacchiere quotidiane nei momenti di convivialità, per svagarsi un po’.. 

Day 15 – La stanchezza.   I ritmi e l’umore sono ottimi e due settimane sono volate. Ad ogni modo si avvertono i primi segnali di stanchezza: piccoli errori-dimenticanze durante le manovre.  Dover risolvere problemi in manovra, rovinare l’attrezzatura, rischiare incomprensioni…  Ora più che mai bisogna prestare attenzione a sè stessi, alla barca e al compagno per non innescare circoli viziosi.

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