Altro che moda passeggera, i catamarani stanno conquistando il mercato. Quali sono le ultime tendenze di questo segmento viste a Cannes (e da vedere a Genova)? Come siamo messi in Italia in tema di produzione e di infrastrutture?

di Christophe Julliand

Oggi, Day 4, largo aI multiscafi. Un tema da trattare parlando di questa edizione del Cannes Yachting Festival. Come già accennato nel primo pezzo in cui abbiamo raccontato le nostre prime impressioni, i multiscafi esposti a Port Canto sono tanti, specie in confronto a quelli che si possono vedere al Salone di Genova.

Sarà perché, come ci ha detto Furci della Fountaine Pajot, l’Italia è in ritardo rispetto ad altri paesi? O perché l’armatore tipo italiano, un po’ conservatore, è anche amante della bellezza. Questa in estrema sintesi, l’opinione di Mani Frers che abbiamo avuto il piacere di incontrare e con il quale abbiamo parlato di questo tema, arrivando a una conclusione condivisa: monoscafi, multiscafi, barche a motore… alla fine quel che conta è poter andare per mare. Arrivati a questa conclusione però, ci siamo fatti questa domanda: ma in Italia come siamo messi in fatto di infrastrutture? Conosciamo più di un porto dove semplicemente i catamarani non possono entrare, non certo per problemi di pescaggio come avviene con i monoscafi in alcuni marina, ma semplice perché posti in banchina per imbarcazioni così larghe non ci sono…

Già, la larghezza. Un parola sola che riassume tutti i pregi e inconvenientI del pluriscafo. L’ingombro in porto come inconveniente quindi, ma è la stessa larghezza all’origine dei pregi di questo tipo d’imbarcazione: è proprio la larghezza che crea così tanto spazio da vivere sia in coperta che all’interno, è sempre la larghezza che crea la stabilità dell’imbarcazione senza chiglia e con il pescaggio ridotto che permette di accedere a porti (quando sono attrezzati), a lagune, fiumi e rade inaccessibile ai monoscafi.

Chiudiamo questa riflessione qui senza entrare nel merito delle performance e quella vecchia polemica tra i fanatici del monoscafo a chiglia (“eh ma la bolina, gli angoli, i bordi piatti!”) e gli altrettanto fanatici del multiscafo (“eh! ma vuoi mettere la velocità al lasco? Con la barca che non sbanda poi!”). Entriamo nel merito. Innanzitutto bisogna ammettere che quella dei catamarani non è una moda passeggera come si poteva pensare anni fa. Si tratta di un trend profondo che convince sempre più diportisti. I multiscafi non sono dedicati esclusivamente al charter, ma possono soddisfare altre aspettative (viaggi lunghi o vacanze estive di armatori privati). E non sono neanche barche “atlantiche”, se ne vedono sempre di più anche in Mediterraneo.

Quali sono le tendenze più visibili dal punto di vista del mercato e della tipologia di barche che si possono vedere qui a Port Canto?

Parliamo di multiscafi, in realtà possiamo usare la parola catamarani. Ci sono soltanto due trimarani esposti: un francese della Neel, “nuovo” arrivato sul mercato, e un Dragonfly della danese Quorning Boats, famoso per gli scafi pieghevoli che permettono di occupare lo stesso pazio di un monoscafo..

Sul piano del mercato mondiale: i grand marchi che hanno creduto per primi in questo settore sono sbarcati a Cannes in forza, Fountaine Paiot e Lagoon, per citare i due leader, sono presenti con quasi tutte le rispettive gamme, cioè dieci o più modelli, dai 36 ai 60 piedi con modelli che tendono a crescere di taglia. Stesso discorso per Bali, un nome più recente ma con lunga esperienza alle spalle e una vasta offerta di prodotti. E’ un mercato quello dei multiscafi dominato dalla produzione francese, però si nota la presenza di marchi francesi creati da poco e di cantieri internazionali. In un caso o nell’altro sono marche che per necessità devono differenziarsi dai grandi produttori ed essere originali. C’è chi si specializza nel campo dei grandi catamarani, sopra i 18 metri: è il caso della società polacca Sunreef Yachts che espone due modelli il 70’ e un 90’ targato Eco. Un altro cantiere polacco è presente con un 50’ dal look decisamente futuristico, il Wave 50, tentativo venuto forse meglio in rendering che nella realtà.

Molti di questi brand non possono competere con i cantieri dai grandi numeri che puntano alle grandi flotte da charter, ed ecco propongono catamarani da indole più sportiva, destinati ad armatori privati. Diventa sempre più netta e visibile la differenza tra catamarani da crociera tranquilla (scafi laterali larghi senza deriva, fly bridge sui modelli più grandi) e catamarani da crociera veloce (scafi più stretti, derive laterali, no Fly bridge).E’ il caso della società americana Balance che presenta un 15 metri sicuramente veloce, così come il bellissimo HH52 prodotto a Taiwan e progettato dagli specialisti Morelli & Melvin. Due i produttori italiani presenti a Cannes quest’anno, Itacatamarans con il 14,99 (ma il cantiere di Verona ha un nuovo modello in arrivo, il 15,49) e C Catamarans con il 37, già visto a Genova e un nuovo, intrigante C-Cat 48 che vi racconteremo in dettaglio domani.

Impossibile chiudere questa rassegna senza parlare di una delle star di questo Festival: il Gunboat 68, bellissimo progetto VPLP, un catamarano di 20 metri destinato alla crociera veloce, molto veloce.

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