CARRELLATA DI GRANDI BELLEZZE IN BANCHINA A PORT CANTO – Le barche a vela confermano il trend: i cantieri continuano a sfornare modelli di grandi dimensioni. Eccone alcune viste a Cannes. Molte (e non è una novità) sono italiane

di Christophe Julliand

Un po’ come l’altro festival locale, quello del cinema, il Cannes Yachting Festival è un evento glamour, una fabbrica di sogni possibili o impossibili. Si va al festival per ammirare le star, nel nostro caso le barche, per farsi vedere anche (e vai col selfie a bordo dello yacht da urlo). Oggi, ci siamo interessati agli over 60 (intendiamoci parliamo della lunghezza degli scafi espressa in piedi), i grandi yacht a vela, quindi. Ecco a voi una lista quasi esaustiva e un raccolta dati delle stelle presenti a Port Canto, un segmento di mercato, quello degli yacht over 60 che non conosce la crisi, anzi,

Grand Soleil 72. Iniziamo con una delle star del Salone, Panta Rei 2 primissimo esemplare del GS 72 in versione performance e probabile palma d’oro di questa edizione. Ne abbiamo già parlato e torneremo per raccontarla in dettaglio, la più grande delle novità Del Pardo, il Grand Soleil 72. E’ proprio in quel segmento del mercato che parla tanto italiano che vuole entrare a sua volta il costruttore Grand Soleil, con un pedigree tutto italiano: Matteo Polli per l’architettura navale, lo studio Nauta per il design e Franco Corazza come project manager.

Advanced Yachts A80. Creato un po’ più di 10 anni fa con il varo di un 66’ che ha costruito le basi del brand proprio per lo spirito maxi yacht e l’offerta di soluzioni semi custom, Advanced Yacht è presente quest’anno con MIndfulness, secondo esemplare dell’A80. Il primo ha concluso da poco un giro del mondo (partecipando ad alcune regate impegnative come la Sydney Hobart) ed è tornato a casa senza nessun problema tecnico a bordo), il terzo è stato varato da poco e un quarto esemplare è in corso di costruzione presso il cantiere di Forlì. Le linee d’acqua di questo elegante blue water yacht sono firmate dallo studio Reichel &Pugh, gli interni da Nauta Design.

Mylius. Anche Mylius è una realtà tutta Italiana relativamente recente, il cantiere è stato fondato nel 2004 e ha saputo trovare il suo spazio in questa nicchia. In questi anni ha varato 58 barche in totale. Questo grazie a una strategia dinamica e in continua evoluzione. Ottimo esempio quello del Mylius 80 (già 3 esemplari varati) esposto qui, un modello nato per cercare di migliorare il 76 (prodotto in 5 esemplari). “Si è arrivati a rivedere alcuni dettagli sostanziali, come l’area della coperta e le linee della tuga, che hanno rinnovato così completamente il progetto precedente” spiegano i dirigenti del cantiere. “La tuga rimane più bassa e filante mentre, in coperta, l’assenza del gradino nel pozzetto ha aumentato la disponibilità di spazio libero alla stessa quota. Anche il layout degli interni è stato semplificato. Nella zona di poppa a sinistra è stata inserita una cucina a ferro di cavallo dotata di tutti i comfort, mentre a destra è stato dato maggiore spazio a bagno e cabina equipaggio. L’area carteggio è stata spostata all’interno dell’ampia dinette e la zona impianti è stata resa ancora più agevole. Carbon Arrow 3 il nome della barca esposta.

Ice Yachts, altro marchio tutto italiano relativamente recente presenta due modelli, entrambi progettati da Umberto Felci che ci ha raccontato che “Bandido il 70 RS è destinato a un armatore messicano, mentre il 62 Targa Spice è studiato per un armatore/navigatore che ha voluto soluzioni singlehanded, E’ un progetto studiato per soddisfare le sue esigenze da navigazione in solitario, E’ stato molto interessante trovare tante soluzioni e dettagli dalle più evidenti come la doppia pala del timone per risparmiare l’autopilota al dock out di coperta

CNB e Solaris. E’ stato siglato l’anno scorso l’accordo che unisce CNB a Solaris Yachts. Solaris è un marchio storico della nautica italiana, (è stato fondato nel lontano 1977 ed è diventato famoso per i suoi performance cruiser, mentre CNB esiste da 30 anni fa ed è stato precursore nel campo dei grandi one off e semi custom. L’obiettivo di questa alleanza è di creare “sinergia tra i due marchi a vantaggio dello sviluppo di nuovi modelli, nel rispetto delle identità di ciascuno.” si legge sul sito internet del cantiere, unione prosegue il comunicato che “si inserisce in una struttura più calibrata e più reattiva, adattata alle esigenze di questo mercato esclusivo Fino al 2022 ci sarà un periodo di transizione per non interrompere le consegne future e per consentire un’agevole integrazione della produzione con Solaris Yachts. Quest’anno a Cannes CNB presenta il 66 e l’ormai famosa tuga panoramica disegnata da Philippe Briand, diventata la firma iconica del brand. Quattro i modelli esposti da Solaris oltre il 40 e il 50 due over 60, King Charles II il Solaris 60 ammiraglia della gamma “classica” con tuga flush deck e Petit Cheval, un 64 RS (primo esemplare 3.4 anni quasi 20 esemplari prodotti, modello più piccolo della gamma Raised Saloon, entrambi progettate progettata da Javier Soto Acebal.

Da vedere anche Grey Guam, il 78 della famosissima Nautor Swan – cantiere che, forte del suo prestigio, è stato uno dei primi a lanciarsi nella costruzione di maxi. Il primo esemplare è stato varato 4 o 5 anni fa, è stato seguito da altri cinque esemplari, e altri 3 sono costruzione. Infine, due modelli della famiglia Y-Yachts del cantiere Michael Schmidt Yachtbau sono esposti, un 70’ venduto in 17 esemplari e un 90’ più recente con tre barche in acqua.

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