Dopo quasi 4 giorni di regata, la flotta della Globe 40 partita domenica pomeriggio da MIndelo a Capo Verde, si sta avvicinando alla zona di convergenza intertropicale, il famoso pot-au-noir

A largo della Guinea Bissau e della Sierra Leone, è interessante la rotta seguita dall’apripista MIlai dello skipper giapponese Masa Suzuki ed Andrea Fantini: invece di puntare a Sud decisi, il leader fa rotta verso SE  e guadagna acqua verso Est. Stessa strategia per i primi inseguitori di Milai, cioè gli olandesi di Sec Hayai a un po’ più di 5 miglia del leader, e gli americani di Amhas a 20 miglia, tutti posizionati più o meno intorno al parallelo 8°N e a seguire la stessa traiettoria. 

La posizione della flotta in avvicinamento al pot au noir dopo quasi 4 giorni di regata

Secondo le previsioni meteo per i prossimi giorni, un’apertura con vento stabile sembra voler materializzarsi intorno ai 5° N. Questo significherebbe una transizione veloce e indolore tra alisei da NE dell’emisfero N e alisei da SE dell’emisfero australe. Situazione che, se viene confermata, potrebbe favorire i primi, non necessariamente i ritardatari. E così i dolldrums, ovvero la prima difficolta strategica di questa lunga frazione Capo Verde-Mauritius potrebbe diventare una decisiva sliding door per la flotta.

A proposito di ritardatari, dopo un primo pit-stop a Praia, l’equipaggio marocchino di Ibn Battuta 2022 ha dovuto fare dietrofront e tornare al porto di partenza, Mindelo a Capo Verde, per sistemare problemi di autopilota. Ha annunciato la sua intenzione di ripartire appena possibile. Per loro inizierà una regata davvero solitaria, con oltre 600 miglia di ritardo sul gruppo e condizioni meteo totalmente diverse.

Simon Boussikouk e Omar Bensendikk durante la partenza da MIndelo. Dopo un primo pit-stop a Praia, isola a Sud dell’arcipelago di Capo Verde, l’equipaggio marocchino di Ibn Battuta 2022 ha dovuto tornare al porto di partenza per risolvere problemi di pilota automatico

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