Sostenibilità, accessibilità e sicurezza. Se aveste ricordi dai polverosi libri di scuola, questo motto, cambiato e rivisitato, dovrebbe rinfrescarvi la memoria su una lontana Rivoluzione. Qui non siamo in Francia, non abbiamo armi, ma ci troviamo di fronte ad una vera e propria piccola rivoluzione nel mondo della vela: la Foiling Week. Che la vela non sia uno sport campione di sostenibilità non è un segreto. Resine, cantieri, apparecchi, plastica. Poi ci sono le regate, l’inquinamento. World Sailing grida al cambiamento e prova a metterci una pezza, ma capite anche voi che finché le barche sono fatte di vetroresina e carbonio, darmi la borraccia in alluminio ad ogni regata è un po’ come cercare di distruggere un asteroide battendoci addosso una palla da baseball. Non siamo nemmeno dei fuoriclasse quando si parla di inclusività e pari opportunità, basta uscire dalla vela olimpica che quella bolla di sapone protettiva scoppia, lasciandosi un po’ di amarezza dietro. A sicurezza non siamo messi così male. A qualche regata di classe olimpica ogni tanto ci scappa il ferito, a qualche Volvo Ocean ci scappa il morto, ma essendo uno sport che si pratica alla mercè della natura e con barche sempre più veloci, potrebbe andare anche peggio. Quindi cosa ha fatto la Foiling Week? Ha preso tutti questi valori, che nel mondo della vela non vanno alla grandissima e li ha fatti propri. Ce ne parla il suo presidente e fondatore: Luca Rizzotti: “è importante che il mondo della vela capisca che questi valori che noi proponiamo non sono trascurabili, non si possono organizzare degli eventi e pensare al futuro dello sport senza tenerne conto. Questo vale sia da un punto di vista etico, perché il mondo sta cambiando velocemente e i giovani sono molto coscienti dell’importanza di questi valori e dall’altra parte, se vogliamo che il futuro della vela sia fattibile e le sponsorizzazioni arrivino, bisogna tenere conto che tutte le più grandi corporations sono allineate a questo tipo di valori.”

Tra le grandi iniziative, che riassumono i valori presentati da Foiling Week, è degna di menzione la SuMoth Challenge, la sfida lanciata a quattro atenei (il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, la canadese ITS Rafele e l’Università di Southampton) per la costruzione di un Moth sostenibile.

Parla sempre Luca Rizzotti: “Il SuMoth challenge è pensato come un modo di dimostrare che sostenibilità e performance vanno assieme. Solo così si può portare un cambiamento nel settore, perché se porti sostenibilità senza performance, non vai da nessuna parte. Gli studenti delle varie università disegnano una barca che corrisponde alle regole della classe Moth. Si utilizza un software, che indica l’impronta di CO2 lasciata dai vari materiali utilizzati e solo i progetti che fanno uso di materiali riciclati o sostenibili ottengono un punteggio alto. Quando la barca viene portata a regatare, diamo dei punti extra se il timoniere è una ragazza, perché stiamo cercando di spingere affinché più ragazze partecipino alla vela.”

Possiamo dire che i SuMoth siano sicuri? Che dire, il primo giorno di regata nessuna imbarcazione è arrivata sul campo di regata e ci sono state più rotture e cose da rivedere che non prove disputate, ma nonostante questo nessuno è andato a fondo, tutti i progetti sono tornati a terra ed è stato bello vedere i sorrisi stampati sulle facce dei giovani costruttori. Vedere il tutto funzionare e la barca volare per la prima volta, è stato emozionante” dice Maddalena Rossi, team leader del team Politecnico di Milano ed ex-velista della classe 420.

Parlando più approfonditamente di inclusività, ogni anno Foiling Week è dedicata ad un tema sociale, che quest’anno è stato Back the bid, ovvero, cercare di riportare la vela nei giochi paralimpici, un’iniziativa verso la quale World Sailing sta spingendo molto: “essere un evento foiling dove ci sono molti medagliati, rende il messaggio più forte. Avere dei grandi nomi aiuta. Back the bid non è solo nel banner, è un hashtag che abbiamo inserito anche sulle magliette e su tutti gli adesivi, ed è importante che ci sia anche una rappresentazione forte.”

Come ricorda Lorraine Mckenna, del team 11th Hour Racing: “Questo non deve essere un punto di arrivo, ma qualcosa di aggiunto, qualcosa con cui cominciare il percorso e queste cose devono esserne una parte integrante”

Si potrebbe pensare che pensato alla sostenibilità, pensato all’inclusività, pensato alla sicurezza, si sia pensato a tutto. Un altro grande problema della vela sembra quello di attrarre i giovani verso questo sport oppure quello di mantenerne vivo l’interesse. Compiuti i diciotto anni, i numeri diminuiscono drasticamente e da quando io prendevo freddo e madonne da mia madre in Optimist, anche i numeri dei più piccoli si sono ridotti. È stata quindi creata un’iniziativa che aiuti i più giovani nel loro percorso formativo verso il mondo della vela professionistica e verso i circuiti di prestigio come SailGP e America’s Cup. Più che un’iniziativa la si potrebbe chiamare un’ “università di foiling”, dove i giovani saranno seguiti e preparati, con l’aggiunta di quattro o cinque eventi in alcune delle location più esclusive del mondo. Stiamo parlando della Foiling Youth World Series, un’accademia basata sui valori di Foiling Week, ma pensata per i più giovani. Luca Rizzotti:abbiamo generato un pathway preciso legato al mondo foiling, per portare i giovani dall’essere giovani di talento ad essere dei professionisti del mondo foiling. La vela ha già dei percorsi per la vela olimpica e la vela oceanica ben precisi, ma mancava quello foiling e questo è quello che abbiamo cercato di creare. Siamo in contatto con lo Royal New Zealand Yacht Squadron, con World Sailing, China Sport Industry Group, con alcuni circoli importanti che vogliono partecipare.”

D’altronde, parlando con Emily Nagel, una velista fortissima che nella vela ha fatto di tutto, mi sono resa conto che la vela, essendo uno sport di nicchia, non da tutte queste opportunità di essere conosciuta e amata e in un mondo in cui tutto va veloce e in cui i giovani stessi vivono sempre più veloci e connessi tra loro, un’iniziativa così era necessaria per dare il lancio a quella che Russell Coutts ha definito la “rinascita della vela.”

Concludo proprio con quanto detto con Russell, al quale ho chiesto di lasciare un messaggio verso i giovani che vogliono approcciarsi al mondo della vela: “Non siate limitati da un solo cammino. Ce ne sono diversi, trovate la vostra passione e seguitela. Penso che sia importante provare più aspetti della vela e poi trovare quello che più interessa. Questo risulterà in una crescita complessiva dello sport.”

Ancora complimenti a Foiling Week, non solo per i valori dimostrati, ma anche per l’ottima organizzazione che ha reso questa settimana entusiasmante, innovativa e coinvolgente.

Restate connessi con noi, prossima tappa: il Campionato Europeo Nacra, 49er e 49er FX di Aarhus, su Saily.it!

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