Roger Junet a sinistra e Joe Harris l’equipaggio italo americano di Gryphon Solo 2

In approccio all’isola di Madeira ecco il primo video che ci ha mandato Roger Junet, co skipper di Gryphon Solo 2:

<iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fsaily.ilportaledellavela%2Fvideos%2F1295668074511391%2F&show_text=false&width=269&t=0" width="269" height="476" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe>

“Terzo giorno oggi. Purtroppo siamo dietro, c’è un vento stupendo da Nord. Siamo partiti bene, ma abbiamo avuto gravi problemi con il pilota automatico, mandava un errore. Abbiamo avuto delle strambate accidentali che sono pericolose, e cosi nel frattempo ci siamo ritrovati dietro alla flotta. 
C’è stata una collisione all inizio della regata tra le boe della baia di Tangeri, prima di uscire in oceano. La barca francese di Eric ha speronato la barca del team canadese, cosi Eric (Grosclaude, skipper di Un Globe en Solidaire, Ndr) è stato costretto a tornare in porto per le riparazioni. Speriamo possa ripartire, la barca di Mélody, la canadese non ha subito tanti danni.


Le trappole di Madeira

Noi abbiamo iniziato a spingere tanto, verso Madeira abbiano recuperato il team marocchino e il team canadese, ma poi li abbiamo ripersi. Girare intorno a Madeira non è stato per niente facile, c’è una zona senza vento dietro l’isola lunga 80 miglia. Il vento girava e ci ha spinto una zona morta, cosi ho chiamato subito Joe che dormiva e abbiamo strambato filandocela dove c’era più vento. Ci è andata bene, avremmo potuto passare giorni li senza vento.

Senza pilota

Senza pilota automatico stiano timonando due ore a turno per mantenere la concentrazione. Dormiano pochissimo mai più di una ora alla volta, la stanchezza si fa sentire. Si stiamo organizzando per avere pezzi spediti a Capo Verde per aggiustare l’autoilota. 
Dobbiano passare Tenerife lasciandola sulla destra, vediamo la barca marocchina di Ibn Battuta qui davanti a noi. Tenerife e’ un altro passaggio difficile perché il vento accelera quando si incanala tra le isole, fa in effetto tipo imbuto, c’é poco spazio per fare le manovre e poi dietro le isole non c’è più vento, dobbiamo fare molta attenzione. 

La flotta è davvero molto competitiva e stiamo facendo tutti una bellissima gara. 
Seguiteci su Globe40.com.” 
Roger a bordo di Gryphon Solo 2

85 visualizzazioni

Newsletter Saily