di Christophe Julliand

Se l’inverno 2020-21 è stato quello del Vendée Globe con un’edizione che ha battuto tutti i record dal punto di vista mediatico (con conseguenze che cercheremo di analizzare), l’inverno boreale 2021-2022, invece, è stato più noioso, non avendo proposto nessun giro del mondo a vela da seguire. La situazione sarà ben diversa nei prossimi anni con l’entrata in scena di diverse proposte in fatto di circumnavigazione del globo in regata. Proposte per tutti i gusti e tutte le tasche, in solitario, in doppio o in equipaggio completo, per velisti professionisti o corinthians appassionati, a tappe o senza scalo, a bordo dei super 60 piedi IMOCA, dei Class 40, di barche normali o addirittura vintage.  

Saily fa il punto della situazione e una preview dei prossimi giri del mondo a vela.

1. GLOBE 40, IL PRIMO DEI GIRI RISERVATI AI CLASS 40– Rimandata di un anno a causa del Covid, la regata Globe 40 è riservata alle imbarcazioni della Class 40 con equipaggio in doppio che ogni team potrà ricambiare di tapa in tappa . E’ un giro del mondo con molte tappe: la prima da Tangeri in Marocco fino a Capo Verde, la seconda, molto lunga da Capo Verde a Mauritius, la terza da Mauritius fino ad Auckland, la quarta dalla città delle vele neozelandese a Tahiti in Polinesia Francese, la quinta dalla Polinesia ad Ushuaia in Patagonia, la sesta da Ushuaia a Recife in Brasile la settima da Recife fino a l’iisola di Granada nei Caraibi e infine, l’ultima da Grenada fino a Lorient in Bretagna. 

Oltre all’originalità del percorso con alcuni scali iconici per il mondo della navigazione ma mai ancora esplorati dalle regate offshore internazionali (Tangeri, Capo Verde, Polinesia, Ushuaia). questa prima edizione della Globe 40 vede una lista di equipaggi corta (dieci iscritti) però molto internazionale con barche iscritte dai Pesi Bassi, dal Canada, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito dal Giappone, dalla Francia, dal Marocco, dalla Spagna e dall’Australia. E questo raggiungere una partecipazione non solo franco-francese, era un primo obiettivo predefinito dagli organizzatori, transalpini, di Sirius Events. Per quanto riguarda l’Italia, il lancio della regata aveva suscitato interesse ma soltanto Andrea Fantini, reduce di diverse stagioni in Class 40, ha deciso di integrare il team giapponese di Mixai Around the World.  

La Globe 40, primo dei giri del mondo riservato ai Class 40, è anche in ordine cronologico la prima delle prossime regate intorno al mondo a partire: il 26 giugno 2022 da Tangeri. 

VIDEO GLOBE 40 TEASER

https://www.globe40.com(link is external)

2. THE RACE AROUND, LA PIÙ TOSTA IN CLASS 40– Si chiama The Race Around il secondo dei giri del mondo proposti e riservati ai Class 40. Una regata che vuole raccogliere l’eredità di quella che, negli Anni ’80 si chiamava Boc Challenge, poi Around Alone (edizione ’98 vinta da Giovanni Soldini) e infine Velux Five Oceans. Le barche ammesse non sono più i 60 piedi IMOCA ma i Class 40, la regata si potrà correre sia in doppio che in solitario. Idwata e fondata dagli inglesi Sam Holliday e Hugh Piggim, The Race Arounf vuole essere la prova più impegnativa del campionato Class 40: una circumnavigazione del globo in poche tappe molto lunghe, sul percorso classico via i tre Capi (Buona Speranza Leeuwin e Cape Horn). Si parte da La Rochelle a settembre 2023, primo scalo in Sudafrica a Cape Town, secondo scalo in Nuova Zelanda ad Auckland, è previsto un terzo scalo in Sud America in un porto che verrà annunciato entro fine maggio, ultima tappa maratona tra quel porto e l’Europa. 

Gli organizzatori hanno limitato a 35 il numero di partecipanti: 15 in solitario, 15 in doppio e 5 wild card. Le iscrizioni veranno chiuse a fine settembre 2022. Molti dei grandi protagonisti della super dinamica Class 40 hanno annunciato la loro intenzione di partecipare a questa prima edizione di The Race Around, tra cui i nostri giovani alfieri Alberto Bona e Ambrogio Beccaria.    

VIDEO. LA ROCHELLE PORTO DI PARTENZA DI THE RACE AROUND 2023

https://youtube.com/watch?v=K1crps_PDvE

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3. VENDÉE GLOBE 2024, L’EDIZIONE DEL DECENNALE– Quella del 2024 sarà la decima edizione del giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza. Partirà il 23 novembre 2024 come da tradizione da Les Sables d’Olonne in Vandea. Un’edizione per la quale si sta costruendo la bellezza di 15 nuovi IMOCA (mai visto tale fermento nel campo dei 60 piedi oceanici), con un mercato dell’usato saturato. E’ in questo contesto, con avversari sempre più agguerriti, che Giancarlo Pedote e il team Prysmian Group, in preparazione per la loro seconda partecipazione consecutiva, hanno deciso di conservare la stessa barca modificandola in profondità con una nuova prua, un piano velico modificato e dei foil più grandi. L’obiettivo dichiarato da Pedote è di migliorare l’ottavo posto ottenuto nel 2021. Gli organizzatori hanno deciso di limitare a 40 il numero di partecipanti che dovranno completare un copioso programma di regate preliminari per ottenere la qualifica.

IL GIRO DI GIANCARLO PEDOTE

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Saily seguirà le tappe di avvicinamento e preparazione alla regata, le novità, i vari delle barche nuove o modificate, l’avventura di Giancarlo Pedote e tanto altro. E su Saily TV si prepara a tornare l’esclusivo format video SOLO, dedicato all’Everest della vela!

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4. THE OCEAN RACE, IL DIFFICILE (MA NECESSARIO) RILANCIO– Riuscirà The Ocean Race a ritrovare la gloria passata dell’ex Whitbread (la cui prima edizione risale al lontano 1973) diventata poi Volvo Ocean Race? E’ la domanda che si fanno un po’ tutti gli addetti ai lavori parlando del giro del mondo a tappe e in equipaggio completo, più precisamente della prossima edizione inizialmente prevista per il 2022-2023 ma rimandata di un anno a causa del Covid, e forse di qualche altro motivo non dichiarato (mancanza di un title sponsor per gli organizzatori, ritiro di alcuni concorrenti di prestigio e sovrapposizione con altri eventi appetibili dal punto di vista degli sponsor).

In effetti, come già accennato, gli organizzatori hanno voluto aprire la regata agli IMOCA 60, che si aggiungeranno alla flotta di otto monotipi VO65 che hanno partecipato all’ultima edizione della Volvo Ocean Race. Dato l’entusiasmo e vista la dinamicità della classe IMOCA, l’idea è sembrata azzeccata, rimane però da limare ed aggiustare alcune sovrapposizioni in calendario con altri eventi-faro della classe INOCA cioè le grandi classiche che sono Route du Rhum, Transat Jacques Vabre.

La prossima The Ocean Race partirà da Alicante il prossimo 15 gennaio 2023, in programma otto tappe fino al Grand Finale a Genova. Anche per questo, dobbiamo augurarci una edizione animata e partecipata che dia forza all’arrivo in Italia.

Sul fronte degli iscritti, la pagina dedicata sul sito internet (LINK https://www.theoceanrace.com/en/teams.html(link is external)) della regata elenca 14 nomi nella classe IMOCA e 7 in classe VO65. Tra i 60 piedi, si leggono i nomi di alcuni team già ben noti nella classe IMOCA (gli americani di 11th Hour Racing, il team francese dello skipper Thomas Ruyant e quello tedesco di Boris Hermann per citarne tre), e altri nomi più misteriosi che ci interessano più da vicino: in particolare Italia Sailing Team legato allo Yacht Club Italiano di Genova. Sappiamo invece che non ci sarà l’altro team italiano che figura ancora nella lista pubblicata sul sito internet (Nuraxi Team). Staremo a vedere, e incrociamo le dita: forza TOR!

Saily TV sta preparando la nuova edizione del format TOR STORIES, dedicato al superclassico giro del mondo a vela in equipaggio!

WHAT’S GOING ON?

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Arriviamo ora alle proposte di giri del mondo rivolte agli skipper amatori o almeno con budget più contenuti.

5. GOLDEN GLOBE RACE, SECONDA EDIZIONE SEMPRE VINTAGE– La seconda edizione della “nuova” Golden Globe Race parte il 4 settembre 2022 da Les Sables d’Olonne. Come indicato dal nome stesso dell’evento, nel 2018, la prima edizione ideata dal vulcanico Don McIntyre voleva commemorare la Golden Globe Race del 1968-1969, quella che ha fatto conoscere al grande pubblico i nomi di Robin Knox Johnston e Bernard Moitessier. Per questa seconda edizione, McIntyre non ha cambiato filosofia: si tratta di un giro del mondo in solitario e senza scalo, a bordo di barche vintage d’epoca e piccole. Le barche ammesse devono essere state progettate prima del 1988, costruite in fibra di vetro, misurare tra 32 e 36 piedi e pesare minimo 6.700 chili. Il regolamento prevede anche la limitazione dell’uso di strumenti satellitari moderni a bordo per la navigazione.  

Sono stati diciotto i concorrenti a partecipare all’edizione 2018, cinque soltanto hanno completato la circumnavigazione, A vincere è stato il veterano Jean Luc Van Den Heede che a 73 anni ha concluso il giro in 211 giorni. 

Per la prossima edizione, è elencato il nome di 32 navigatori di tutto il mondo, tra cui anche il fotografo italiano Guido Cantini e della sua barca Spirit of Hannah, un Vancouver 34.       

Su Saily e Saily TV ampio seguito all’evento.

TEASER ONE YEAR TO GO

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6. OCEAN GLOBE RACE, COMMEMORARE LA WHITBREAD – Don McIntyre, ancora lui, è all’origine della Ocean Globe Race regata che vuole commemorare nel 2023 i primi cinquant’anni della prima Whitbread. Una regata in equipaggio e a scali quindi, però alla McIintyre cioè in spirito vintage o retro. A cominciare dalle barche ammesse: come per l’altra sua creatura, la Golden Globe Race, l’Ocean Globe Race vedrà la partecipazione di barche progettate prima del 1988, costruite in vetroresina e in serie.

Il bando di regata elenca le barche autorizzate a partecipare in tre classi create ad hoc: la classe Adventure per barche di lunghezza compresa tra 47 e 56 piedi (12 posti disponibili), la classe Sayula (che riprende il nome dello Swan 65 messicano, vincitore della prima Whitbread) per le barche dai 56 ai 66 piedi. In queste categorie sono ammesse tutti i modelli prodotti dalla Nautor con gli studi di progettazione S&S dei fratelli Stephens e di German Frers. Sono 8 i posti riservati alla classe Sayula. Infine, la classe Flyer (dal nome del secondo vincitore della Whitbread in 1981) fa entrare prototipi e one off che hanno già partecipato a una o più edizioni della Whitbread.

E’ cosi che nella lista degli iscritti, ritroviamo alcuni nomi importanti della vela oceanica: Pen Duick VI progetto di André Mauric per la partecipazione del navigatore Eric Tabarly alla prima Whitbread oggi skipperato da Marie, la figlia di Eric, o L’Esprit d’Equipe, vincitore dell’edizione 1984 della Whitbread con lo skipper Lionel Pean, oggi skipperato da Lionel Régnier. Nella stessa classe Flyer, spiccano anche i nome di Translated 9, bellissimo Swan 65 armato da Marco Trombetti con a bordo Vittorio e Nico Malingri, e dell’altro Swan 65 italiano Kanenas, dell’armatore Guido Del Gizzo, skipper Andrea Henriquet. 

VDEO PRESENTAZIONE DELLA OCEAN GLOBE RACE

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7. MINI GLOBE RACE, IL GIRO DEL MONDO IN MINIATURA– Sono sempre Don McIntyre e la sua società McIntyre Adventures – che sembrano aver trovato una specie di miniera di pepite d’oro, o almeno così appaiono – all’origine della creazione della classe Globe 5.80. Una classe di barche più vicina ai Micro che ai Mini 650 ma soprattutto più vincolante dal punto di vista dei materiali di costruzione, essendo strettamente one-design. Filosofia che non possiamo definire retro o vintage ma decisamente low tech: in effetti, il regolamento di stazza Globe 5.80 prevede il compensato marino come materiale per consentire l’autocostruzione.

I primi esemplari navigano e a bordo di queste barche, è già stata fatta una traversata atlantica in regata con 5 scafi tra i quali lo stesso McIntyre, che vuole organizzare un giro del mondo ma, a differenza degli altri, da Est verso Ovest passando canale di Panama per raggiungere l’Oceano Pacifico. Partenza prevista di questa Mini Globe Race a ottobre 2024 con tappe da definire. McIntyre avrebbe ricevuto oltre quaranta richieste d’informazioni da navigatori provenienti da tutto il mondo.

VIDEO. CLASSE 5.80 PER LA MINI GLOBE RACE

https://www.classglobe580.com/(link is external)

8. GLOBAL SOLO CHALLENGE, L’ORIGINALE PROPOSTA DI MARCO NANNINI– Chiudiamo questa rassegna con l’ultima proposta di giro del mondo a vela arrivata sul mercato in ordine cronologico, che arriva (finalmente, verrebbe da dire) dall’Italia. E’ quella di Marco Nannini, navigatore italiano che dalla Londra dove viveva si è cimentato prima nella Ostar, poi in Class 40 partecipando tra l’altro a una Route du Rhum in solitario e al giro del mondo in doppio. Il percorso è lo stesso del Vendée Globe o dalla Golden Globe Race, cioè il giro del mondo in solitario e senza scalo, da Ovest verso Est, via i tre Capi.

E’ dal punto di vista economico che la Global Solo Challenge vuole differenziarsi sia dal Vendée Globe che dalla Golden Globe Race come Nannini spiega sul sito dell’evento: “C’è un buco di mercato per un evento per i non professionisti che vogliano portare a termine una circumnavigazione in solitario con una barca che possiedono o che possono acquistare”. In altre parole si tratta di evitare lo scoglio economico di un programma Vendée Globe dal budget multimilionario e riservato di fatto ai professionisti da una parte e, dall’altra, di eliminare i vincoli “retro-revival” definiti dal regolamento della GGR.

Quali sono le barche ammesse al Global Solo Challenge quindi? Tutte, senza distinzioni di età, dai 32 ai 50 piedi, a patto ovviamente che siano conformi alla normativa in vigore in fatto di sicurezza. 

La partenza è prevista dal Marina di La Coruna in Galizia a settembre 2023. Siccome si aspetta una flotta eterogenea, l’organizzatore ha deciso di mettere in piedi una serie di partenze scaglionate su otto settimane. Le barche saranno raggruppate in base alle loro caratteristiche di performance (il bando dell’evento ipotizza l’uso dei rating IRC) e partiranno a gruppi. “Una volta in mare” si legge nel documento di presentazione della regata, “non ci sono più suddivisioni classi. Le barche più veloci partite dopo dovranno cercare di raggiungere quelle più piccole e lente, l’inseguimento darà vita ad una tra affascinante per i navigatori il pubblico e gli sponsor”.

E’ precisato pure che: “Le differenze di performance fra le barche sono prese in considerazione dalle partenze scaglionate eliminando la necessità di fare il calcolo di tempi compensati a fine evento: vince la prima barca che taglia il traguardo”.

Anche la Global Solo Challenge suscita grande interesse un po’ dappertutto nel mondo, anzi forse un vero boom: ad oggi sono 46 gli skipper pre iscritti, con diversi italiani interessati tra cui Andrea Mura e il suo fedele 50’ Vento di Sardegna. Nella lista iscritti figurano Riccardo Tosetto, Alessandro Tosetti, Simone Camba, Francesco Cerina, Luca Tosi, e l’italo francese Patrick Phelipon.

VIDEO GLOBAL SOLO CHALLENGE

https://globalsolochallenge.com

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