Tanta Italia a vela sugli oceani. Gli eredi di Soldini, Malingri & C sono trentenni all’assalto di un sogno. In crescita numerica e qualitativa. Dopo l’impresa di Giancarlo Pedote al Vendée Globe, c’è come l’impressione che l’incantesimo sia scattato. Il progetto Alla Grande di Ambrogio Beccaria presentato alla Bicocca Pirelli a Milano, è la punta dell’iceberg: nei giorni scorsi avevamo visto avanzare altri due Class40 italiani tutti nuovi: per Andrea Fornaro e Alberto Bona (ITSA). Sui Mini c’è il solito trambusto di idee e volti, tra essi ci saranno i prossimi Pedote-Beccaria. Il treno di onde è partito e ora non deve fermarsi.

Il Bogi Beccaria show, con il contorno special del sindaco Giuseppe Sala e di Marco Tronchetti Provera, e con Valentina Squinzi di Mapei, conferma anche la sua capacità di comunicare e “bucare” gli schermi, col sorriso, con il giusto approccio popolare, oltre che quella di poretare risultati eccezionali come visto negli ultimi anni. Ora che intorno avrà un dream team dai designer ai costruttori a sponsor e schiere di comunicatori, il milanese potrà diventare un veicolo straordinario di visibilità, per se stesso e per tutta la vela.

La storia dei tre amici laureati quasi insieme a La Spezia in Ingegneria Navale: Gianluca Guelfi il progettista (tesi dieci anni fa, proprio su un Class40!), il costruttore Edoardo Bianchi (due Olimpiadi in Tornado e anni con Persico a lavorare su Luna Rossa), il navigatore Ambrogio Beccaria (che quindici anni fa andava sul Laser 4000 a Dongo), è già di per se bella da raccontare.

Quanto alla barca, sarà da scoprire e ammirare: per ora si gioca sul vedo-non-vedo, molti scuri e pochi chiari, ci sono misteri nascosti che giustamente il team custodisce e che la rendono simile a una barca di Coppa.

Varo a luglio, prima regata il 19 agosto la Palermo-Montecarlo (partenza con telecronaca su Saily TV), poi su al Nord per la Route du Rhum. Ma il vero waypoint è il giro del mondo in solitario in tre tappe nel 2023, The Race Around.

Allagrande, Beccaria!

CLASS40 E ITALIA: 15 ANNI DI STORIA – (Christophe Julliand) La categoria dei monoscafi oceanici chiamata Class 40 nasce formalmente nel 2004. E’ una risposta all’esclusione dei 50 piedi della classe IMOCA che d’ora in poi sarà esclusivamente dei 60 piedi, l’idea è quindi di colmare il vuoto cerando una categoria di barche oceaniche di taglia intermedia tra i 60 piedi IMOCA del Vendée Globe e i monotipi Figaro di poco più di dieci metri. L’obiettivo era di sviluppare una classe di barche dai contenuti moderni ma con budget limitati grazie a un box rule che vieta l’uso delle fibre di carbonio per la costruzione di scafo e coperta, e altre soluzioni costose come chiglia basculante e daggerbord. 

Se il successo è stato immediato in Francia (a oggi quasi 200 scafi varati) il concetto Class 40 ha suscitato interesse anche in altri paesi compresa l’Italia. Dopo il capitolo del trimarano di 69 piedi,  è proprio grazie al Class 40 che Giovanni Soldini è tornato al successo in oceano sempre sotto i colori di Telecom Italia: Magalè il nome di battesimo del 40 piedi di Soldini, il primo progetto firmato da uno yacht designer allora quasi sconosciuto Guillaume Verdier (oggi uno degli yacht designer più quotati sul mercato, oceanico e non). Con questa barca appena varata Soldini vince nel 2007 la Transat Jacques Vabre in doppio insieme con Pietro D’Alì. Bissa il successo l’anno successivo con una vittoria in solitario nella The Artemis Transat, versione moderna della Ostar. 

Nello stesso periodo, 2007-2009. il costruttore romagnolo completa la costruzione di tre sistership del BM 40, primo Class 40 progettato dal francese Sam Manuard. Calaluna, Black Sam e Kika Green Challenge i nomi di questa barche che abbiamo visto navigare principalmente in Mediterraneo. Nel 2011-2012 Marco Nannini giunse secondo al giro del mondo Global Ocean con un Class40 di serie, un Akilaria di Marc Lombard. E’ con Black Sam ribattezzato Italia che il navigatore Gateano Mura tentò un giorno del mondo senza scalo nel 2016, passò Capo di Buona Speranza e Capo Leeuwin, ma fu costretto al ritiro a Perth (Australia).

Sempre negli stessi anni, Matteo Miceli ha costruito Eco 40 presso i cantieri d’Este su progetto dello spagnolo Sito Aviles Ramos. Eco40 e Miceli hanno compiuto quasi un intera circumnavigazione, per arrendersi solo a 2000 miglia dall’arrivo per la rottura della chiglia. L’ultimo Class 40 costruito in Italia è stato Fantastica dell’armatore Cirillo, progetto Verdier ma che ha sofferto di una costruzione non all’altezza del suo pedigree.

(Alla Grande) Si chiama Alla Grande la barca con cui il velista oceanico Ambrogio Beccaria salperà ad agosto per un intenso programma sportivo che lo vedrà impegnato fino al 2024. Alla Grande è anche il nome del progetto, totalmente made in Italy, presentato questa mattina al Pirelli Hangar Bicocca di Milano con gli interventi del Sindaco Giuseppe Sala, di Marco Tronchetti Provera, Vice presidente esecutivo e CEO di Pirelli e di Veronica Squinzi, Amministratore Delegato di Mapei. Presenti anche il progettista Gianluca Guelfi e il costruttore, Edoardo Bianchi, che hanno illustrato i dettagli della nuova barca di Beccaria.

100% made in Italy – Alla Grande è il primo progetto di vela oceanica moderna completamente italiano: lo scafo è stato disegnato da Gianluca Guelfi ed è in fase di realizzazione in un giovane cantiere genovese, Sangiorgio Marine. Laddove tutti i marinai italiani oceanici preferiscono spesso affidarsi a progettisti e talvolta anche a cantieri francesi, Ambrogio ha scelto di lavorare con un team italiano altamente qualificato, aprendo così un nuovo capitolo nella progettazione nautica nostrana.

La barca sarà varata il prossimo luglio allo Yatch Club Italiano di Genova e da quel momento la stagione sportiva di Beccaria comincerà all’insegna dell’innovazione, della ricerca tecnologica e della sfida costante.

Beccaria, classe 1991, laureato in ingegneria nautica, primo italiano della storia a vincere la Mini-Transat nel 2019, corona oggi il suo sogno di costruire una barca dall’anima italiana, lanciando così una sfida verso i navigatori francesi, campioni indiscussi della vela d’altura mondiale, fin dalla costruzione della barca.

Un progetto innovativo per la vela più sfidante – Dotata di una connessione satellitare e di sensori molto potenti, Alla Grande è un’imbarcazione fortemente innovativa, sia dal punto di vista della tecnologia che dell’impatto ambientale. La progettazione, lo studio accurato delle vele e le simulazioni idrodinamiche hanno permesso che questo progetto fosse rivoluzionario fin dai suoi primi passi.

Alla Grande, un Class40 di ultimissima generazione, è un’imbarcazione cosiddetta “scow” (“chiatta”) ovvero con la prua molto larga e fuori dall’acqua. La prua scow è ispirata alle tavole da surf e alla loro forma che permette di planare sulle onde senza scontrarsi sull’onda successiva. Alla Grande è studiata per l’oceano: pensata non solo per l’Atlantico degli alisei, ma anche per trovare il miglior passaggio sulle onde dei tre oceani. L’imbarcazione presenta nuove formule innovative, in particolare per quanto riguarda la posizione dell’albero (l’inclinazione longitudinale ad alte velocità permette migliori performance e più controllo) e un pozzetto con soli 4 winch di cui 2 winch centrali che permettono maggiore rapidità nelle manovre. I timoni inoltre sono basculanti e si sganciano automaticamente verso poppa quando c’è uno shock con un oggetto galleggiante o semi-galleggiante: sfortunatamente non è raro fare questo tipo di incontri al giorno d’oggi in oceano.

Alla Grande nasce dalla sinergia tra Gianluca Guelfi e Ambrogio Beccaria: Ambrogio e Gianluca, che hanno spesso navigato assieme, hanno lavorato a stretto contatto a quattro mani in modo da studiare tutta la parte ingegneristico-matematica assieme.

La vela oceanica è uno sport estremo e adrenalinico che comporta anche uno sforzo psicofisico: la scoperta della solitudine, la gestione dell’ansia, il sonno polifasico sono parti fondamentali della navigazione oceanica. La competizione non è un mezzo, ma un fine per studiare quello che accade attorno a sé. Anche lo studio per raggiungere la velocità massima non è altro che una maniera di essere in sintonia con la natura e con quel mondo selvaggio che è l’oceano.

Navigazione a basso impatto ambientale – L’energia a bordo è interamente prodotta da fonti rinnovabili come l’energia solare e l’energia idroelettrica. I pannelli solari, sviluppati in collaborazione con Solbian, sono montati sul ponte e connessi al sistema elettrico di bordo, attraverso dei regolatori di carica MPPT (Maximum Power Point Tracker) che riescono ad ottimizzare la carica al meglio. L’idrogeneratore trasforma l’energia cinetica dell’acqua in energia elettrica attraverso una piccola elica immersa in acqua a poppa della barca. L’energia sarà in funzione della velocità: più la barca è veloce e più produrrà energia rinnovabile.

Nei limiti del possibile, la navigazione su Alla Grande sarà a basso impatto ambientale: l’acqua è prodotta da un dissalatore che a sua volta è alimentato dall’energia rinnovabile. L’utilizzo di plastica mono-uso sarà limitato ai minimi termini e i pochi oggetti di plastica sono ri-utilizzabili.

Marco Tronchetti Provera, Vicepresidente esecutive e CEO di Pirelli (Main e lead sponsor): Nel progetto di Ambrogio Beccaria abbiamo trovato tanti valori comuni e un entusiasmo contagioso. “Alla Grande” è la dimostrazione che un giovane preparato e determinato può trasformare un sogno in qualcosa di molto concreto. Un progetto affascinante, come quelli che la vela in solitaria sa proporre, che mette insieme la passione per le sfide estreme con lo studio, l’impegno quotidiano, la sperimentazione continua e la tecnologia. Tutti elementi caratteristici anche del nostro modo di fare impresa. Ambrogio può essere un esempio positivo per molti ragazzi della sua generazione. Anche per questo siamo saliti a bordo con convinzione e grande fiducia”.

Veronica Squinzi, Amministratore Delegato di Mapei (Global sponsor): “Siamo orgogliosi di sostenere questo progetto innovativo e coraggioso capitanato da Ambrogio Beccaria. Una sfida sportiva e tecnologica che parte dall’entusiasmo e la passione per il mare di tre giovani italiani di talento e che, siamo sicuri, arriverà lontano. Passione, entusiasmo, fatica, grinta nell’affrontare nuove sfide sono valori dello sport che da sempre fanno parte anche del DNA Mapei. Per questo abbiamo deciso di ‘imbarcarci’ in questa avventura”.

Giuseppe Sala, sindaco di Milano: “Alla Grande è un progetto entusiasmante: esprime al meglio l’innovazione di realtà industriali importanti milanesi e italiane, ma soprattutto dà voce alle ambizioni, alle intuizioni e alla caparbietà di Ambrogio Beccaria. Sono felice che sia lui, giovane milanese già premiato con l’Ambrogino d’oro nel 2020, a intraprendere questa sfida di vela oceanica con una imbarcazione tecnologicamente molto avanzata e a basso impatto ambientale. Complimenti a Beccaria, a Guelfi e a tutti coloro che hanno contribuito con le proprie competenze a realizzare questo interessante progetto”

Ambrogio Beccaria, skipper di Alla Grande: Quando sono partito per recuperare il relitto che poi è diventato la mia prima barca tutti mi davano del pazzo. Quando mi chiedevano come procedevano i lavori di cantiere io rispondevo sempre “alla grande!”. E così avevo chiamato la mia prima barca. Quando ho fatto la seconda volta la Mini-Transat ero sicuro di poter vincere: tutti mi davano di nuovo del pazzo. Oggi realizzo il mio sogno. Lo realizzo insieme Pirelli, che è main e lead sponsor, ma soprattutto è l’azienda che ha reso possibile questo mio sogno e con la quale condivido la stessa passione per le sfide, la tecnologia e l’innovazione. E anche grazie a Mapei, global sponsor, e a tutti gli altri partner che sostengono Alla Grande e ci aiutano a individuare

soluzioni tecniche e sportive all’avanguardia. Costruire una barca italiana è un progetto ambizioso, ma sono certo che questa scelta “pazza” andrà ancora una volta… alla grande!”.

Gianluca Guelfi, progettista di Alla Grande: “Sono molto onorato di essere stato chiamato a progettare Alla Grande e posso dirmi sono soddisfatto del risultato. Credo di averci messo molta della filosofia di Ambrogio. Avendo navigato con lui ho cercato di interpretare quello che lui voleva e realizzare una barca che fosse completamente tagliata sul suo modo di navigare.

Il programma sportivo

– 19/24 Agosto 2022 – Palermo-Montecarlo

– 6 Novembre 2022 – Route du Rhum

– 21/24 Febbraio 2023 – RORC 600 Caribbean

– Novembre 2023 – Maggio 2024 The Race Around

Il team di Alla Grande

Ambrogio Beccaria Trent’anni anni, laureato in ingegneria nautica, Ambrogio Beccaria è nato e cresciuto a Milano. Dopo varie esperienze in equipaggio e in doppio, nel 2013 ha acquistato con i suoi risparmi un mini 6.50, una barca di 6 metri e mezzo. Da allora Ambrogio, che ha cominciato a navigare in solitario, non ha mai smesso di vincere regate di questa classe, in Italia e in Francia. Le ultime due stagioni (2018-19) ha ottenuto una serie di vittorie mai raggiunte da un navigatore nostrano, diventando a tutti gli effetti una promessa della vela oceanica. Il 15 novembre 2019 Ambrogio ha vinto per la prima volta nella storia della vela italiana la Mini-Transat, la storica transatlantica in solitario. Ha ricevuto il premio “Il Velista dell’anno” 2018 e 2019 ed è stato insignito dell’Ambrogino d’oro 2020. Vive a Lorient, in Bretagna.

Gianluca Guelfi, ingegnere nautico e yacht designer, classe 1988, nato in Toscana, ha studiato a La Spezia. Laureato con una tesi sul Class40, ha lavorato a La Rochelle con Marc Lombard nel 2011 e al laboratorio di idrodinamica di Nantes ha sviluppato un sistema di simulazione in collaborazione con Lombard. Ha creato una start up con base al La Rochelle creando un nuovo tipo di barche a sostentamento aerodinamico. Vive da Lorient, in Bretagna.

Edoardo Bianchi (SanGiorgio Marine), classe 1985, nato a Varese, cresciuto in Liguria, si è laureato in Ingegneria nautica a La Spezia con una tesi pionieristica su un catamarano idro-foil. Ex velista olimpionico di Tornado, un catamarano Formula 20 (Atene 2004 e Pechino 2008), ha lavorato per Persico Marine come responsabile della costruzione di Luna Rossa AC75. Nel 2021 ha fondato il suo cantiere a Genova, Sangiorgio Marine.

Cosa sono i Class40? – I Class40 hanno vissuto una prima fase più amatoriale, tuttavia nell’ultimo decennio la classe si è professionalizzata e oggi sta avendo un successo notevole: la vela oceanica sta crescendo e il Class40 è un buon compresso tra costi e performance. Oltralpe la Class40 sta vivendo una vera e propria stagione d’oro. Guillaume Verdier, Sam Manuard, Marc Lombard, David Raison sono guru indiscussi dello yatch design. La classe prevede imbarcazioni con una box rule, ovvero con dimensioni da rispettare: lunghezza (12,19 metri) larghezza (4, 50 metri), pescaggio (3 metri), lunghezza dell’albero (18 metri), peso minimo (4500 chilogrammi), superficie delle vele di bolina (115 metri quadrati) e Superficie vele di poppa (230 metri quadrati). Lo stesso vale per i ballast che sono massimo 750 litri in totale per lato. Le barche devono essere in fibra di vetro, la randa e il fiocco devono avere una superficie massima di 115 metri quadri (la somma delle due). I velisti italiani si sono sempre confrontati con questa classe, è rimasta storica la vittoria della Route du Café di Giovanni Soldini e Pietro D’Ali nel 2007 su un Class40 disegnato da Guillaume Verdier.

www.ambrogiobeccaria.com

439 visualizzazioni

Newsletter Saily