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07/09/2017 - 11:51

NACRA 17 E DINTORNI: DEMOCRAZIA O CONFUSIONE?

Durante il Mondiale 2017, la Classe Nacra 17 si riunisce e prende decisioni volte a "stabilizzare" (almeno temporaneamente) una situazione che ormai sembra ingovernabile. Dai caschi alle derive, ecco cosa si decide. E perchè la vela mondiale è a rischio cortocircuito tra Classi, Velisti e Istituzioni

 

La classe annuncia pomposamente riunioni e ben due votazioni volte a "stabilizzare" la situazione. Come se fosse normale discutere se, come, quando e perchè cambiare dettagli costruttivi e tecnici fondamentali in corsa, durante un mondiale, a meno di tre anni dall'appuntamento per il quale si e' ricevuto lo status olimpico.

Il sistema è lo stesso usato per introdurre i foil: il voto. Peccato che ci si arrivi sempre senza un'adeguata o minima preparazione, all'improvviso, e alla fine pilotando le decisioni stesse. In questo caso due riunioni in pieno mondiale per "misure stabilizzatrici".

Si è cominciato con un tema importante: l'uso del gennaker di bolina. Due ore di dibattito e alla fine un voto "sailors only". E poi che voto: si decide un cambio "temporaneo" solo per questo mondiale delle istruzioni di regata nel senso di vietare l'uso del gennaker di bolina. Voto definito "sul filo del rasoio con le due parti molto vicine e con tante ragioni valide".

Dietro questa descrizione "politica" c'è tutta la storia di una classe, e di una barca, che sono un laboratorio tecnico in piena evoluzione. Pienamente legittimo, se fosse una classe open, assai meno trattandosi di un one-design olimpico. Poche settimane fa all'europeo i kiwi Jones e Saunders escogitarono l'uso del gennaker di bolina in una giornata con 9 nodi di vento. Quasi tutti li seguirono, il metodo ha un senso, ma presto sia il costruttore che alcuni velisti hanno iniziato a preoccuparsi per la tenuta dell'attrezzatura, e non solo, chiedendo alla classe di controllare e normare la tecnica. Non si sono registrati alberi rotti, fanno notare alla Nacra (con un sospirone di sollievo, visti gli antichi precedenti), ma più di un gennaker s'è strappato, non essendo del resto disegnati per la bolina.

Il divieto ha fatto infuriare tanti che s'erano allenati a lungo sulla tecnica (il tema è sempre quello di fare foiling prima e più a lungo possibile), e il fatto che sia per ora "temporaneo" e limitato a questo mondiale di fatto non risolve la questione, che si riaprirà presto, lasciando tutti nell'incertezza. Alla faccia della "stabilizzazione".

E via con altre decisioni: dall'aggiunta di straps puntapiedi sugli scafi, a (molto) sulle dotazioni di sicurezza, a partire dall'obbligo del caschetto per tutti (non è più una scelta, solo il Comitato di Regata può lasciare libertà di utilizzo in condizioni di vento particolarmente leggero), giubbotti imbottiti antiurto, coltellini di sicurezza... E decisioni sull'uso delle derive foiling lasciato ai Comitati di Regata (opportunamente "guidati" da appositi manuali redatti dagli esperti della classe...) in base alle condizioni meteo (il foil è figo e attraente, è una larga parte della vela del futuro, ma ad oggi, e specificamente con certi tipi di barche, presenta innegabili rischi e i primi a dirlo sono i velisti).

Si è deciso che le regole di classe abbiano una maggiore flessibilità... E in una prossima riunione in programma sabato 9 a fine mondiale, è già all'ordine del giorno il varo di una commissione tecnica di velisti per fare una lista di indagini e valutazioni tecniche su tutte le possibili innovazioni che possano migliorare le prestazioni della barca... Insomma il cantiere ha lanciato un prodotto e i clienti glielo stanno perfezionando. Da un lato cercano stabilità e certezze, dall'altro non vogliono fermare eventuali evoluzioni. La contraddizione del Nacra 17 sta tutta qui, e non basta l'equilibrismo politico-finanziario della classe, che approfitta delle debolezze (fin qui) di World Sailing. Il problema sul tavolo, lo vogliamo ripetere, non è nella scelta del foiling, o del progresso nella vela. Il problema è la qualità e serietà degli interlocutori che forniscono l'equipment olimpico allo sport velico. E il loro effettivo controllo da parte della federvela. World Sailing adesso dovrà approvare le modifiche proposte alle regole di classe: vedremo che reazione sarà in grado di mostrare, ma certo al punto in cui siamo la federazione non può neanche aprire una guerra con una classe olimpica, perchè le conseguenze agli occhi del CIO sarebbero tremende.

Alla fine sono stati eletti tre vicepresidenti della classe (ben tre, altro comportamento che sa di politica e correnti): Lisa Darminian (AUS), Sofia Bekatorou (GRE) e Iker Martinez (ESP), e un tesoriere, nientemeno che l'ex coppa America Murray Jones (NZL). Velisti importanti. Quanto conterà davvero il loro ruolo? Qui si pone un interrogativo che è la chiave di lettura del particolarissimo momento della vela olimpica (e non solo olimpica). Qual è il rapporto di forza reale, il percorso decisionale effettivo, tra gli attori del nostro mondo: Classi, Velisti, Federazione internazionale, Federazioni nazionali. Se non si dirime in fretta questa matassa, andiamo a un cortocircuito rovinoso per tutti.

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