PROFILO

04/10/2018 - 20:59

Il giovedi nero della vela mondiale

Una scena del film Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin

Londra epicentro di una giornataccia per la vela mondiale, questo 4 ottobre 2018. Coutts vara il Sail GP anti-Coppa America (c'è dentro persino Louis Vuitton!), e subito dopo World Sailing, ormai ostaggio del CEO Andy Hunt in un tramonto di follie, riconosce lo status di "special event". Nello stesso giorno in cui vara i trials tra Laser, D-Zero, Melges 14 e RS Aero. Sarasota sempre più decisiva per salvare la vela.

Una ventata di follia che sembra aver preso alcuni e che arriva quasi ovunque, spinta da una situazione istituzionale quanto meno confusa. Andiamo con ordine, e saremo brevissimi.

In Gran Bretagna, dove nacque la Coppa delle Cento Ghinee, poi diventata la leggenda dell'America's Cup, Sir Russell Coutts sotto a Tower Bridge in una serata con dj-set e volti tv, ha varato la sua ultima bomba (ne ha messe nel tempo, di bombe alla vela, Russelino): si chiama Sail GP, breve e certo non fantasioso, con chiaro riferimento alla Moto GP o a qualunque cosa che lui e Larry vagheggino per la nuova creatura. "Fueled by Athletes. Powered by Nature", dice il claim. Come se fosse una cosa nuova e originale. Avevano sul groppone un po' di vecchi catamarani AC50 usa e getta per la fallimentare (specie per loro come defender) Coppa America 35 a Bermuda, e han pensato bene di rimetterli in circolo per un circuito di regate tra professionisti nel mondo (wow, un altro). Tanto per promemoria elenchiamo: (Volvo) Ocean Race, Extreme Sailing Series, GC32 Racing Tour, World Match Racing Tour, Cetilar Trophy M32 (saranno anche alla Barcolana 50), Flying Phantom Series, 52 Super Series, RC44 Championship Tour (notare che RC sta per Russell Coutts: ha lasciato un'altra impronta), The Nations Trophy (Swan OD League), World Cup-la Coppa del Mondo di Vela Olimpica (finale 2019 e 2020 a Genova), Star Sailors League, Sailing Champions League (e nel versante italiano la Lega Italiana Vela), e potremmo continuare ma è abbastanza.

Senza citare l'America's Cup 36, che comunque avrà i suoi eventi prologo modello World Series. Russell, che ha vinto la Coppa America come neozelandese, poi da svizzero e quindi da statunitense, e che ha avallato il piano di Alinghi, primo grande attentato alla Coppa con la rivoluzione multinazionale dei team, oggi nega recisamente che la nuova Sail GP nasca come rivale dell'America's Cup: "Assolutamente no", dice citando la regola che vedrà le squadre nazionali al 100% (che voltagabbana!) e affermando di guardare alla Ryder Cup (dopo Formula Uno, Moto GP e Mondiali di Calcio, ci mancava che un evento velico ambisse come riferimento una gara di Golf, segno proprio che abbiamo le idee chiare). "Un circuito globale con località ripetute, commercialmente sostenibile, nazione contro nazione: è un ottimo motivo di vendita". Buoni affari Russell, pur se non ne avresti bisogno.

La "novità" del Sail GP è un'idea per fare soldi (loro) e mandare in confusione il resto della vela (noi) che peraltro non se la passa tanto bene. Con che faccia Coutts (mi ricordo anche le sue telefonate in auto a Vincenzo Onorato, challenge of the record, piene di promesse non mantenute) afferma che Sail GP non sarà in concorrenza con la Coppa America (e ancor più con tutti i circuiti e circuitini che abbiamo iniziato elencare sopra), quando è evidente che agirà sull'identico mercato di sponsor, candidature di città, team e media? Del resto la genesi di Sail GP l'ha raccontata candido candido al Times proprio Russell: "Larry mi chiese: vuoi fare un'altra Coppa America? Io dissi, adesso no. E lui: vogliamo fare qualcosa di nuovo?" (proprio così, di "nuovo"). E poi sentite qua: Tom Slingsby (ex Oracle) guiderà il team australiano (dopo aver cercato di trovare soldi per una sfida di Coppa), Keith Mills, il miliardario inglese che sostenne Ben Aisnlie a Bermuda, è coinvolto nella squadra britannica. Oracle, Land Rover e Louis Vuitton (ah ah ah: Louis Vuitton!!! Rimasta fuori dalla porta della Coppa che adesso è griffata Prada!) sono partner fondatori di Sail GP.

La prossima America's Cup, quella vera, defender Emirates Team New Zealand, challenger of record Luna Rossa, ha in programma delle Series introduttive nel 2019 e 2020, in Europa (Italia, Napoli favorita), USA e Asia. Proprio gli stessi anni e mesi in cui le regate Sail GP gireranno il mondo, nelle città più munifiche di offerte per ospitarle. E RC dice che non nasce per dare fastidio. Ma fin qui, robetta. Il drammone arriva adesso.

Poche ore dopo la presentazione a Londra, a Sail GP è stato riconosciuto lo status di "Special Event" dalla federvela mondiale World Sailing. Qui sta il nocciolo di questo giovedi nero dello yachting. World Sailing, agonizzante, in stato confusionale, riconosce uno status di evento speciale a un circuito presentato in discoteca con tre video clip emozionali. Chi ha deliberato questo "riconoscimento"? C'era un ordine del giorno? Si è riunito il Board, il Council, qualche Committee?

Badate bene: sono le stesse ore nelle quali WS ha annunciato nientemeno che dei trials per scegliere il singolo olimpico tra Laser, Devoti D-Zero, RS Aero e Melges 14. Che di per se non sarebbe niente di straordinario, le selezioni per le classi olimpiche ci sono sempre state, ma chi ha scelto le classi? Quando? Perchè?

Torniamo all'endorsement di World Sailing che pare proprio fulminato dal Sail GP: Andy Hunt in persona, l'ormai famelico CEO World Sailing, attaccato da tre quarti del mondo velico e forse alle sue ultime settimane di potere nel nostro sport, come un dittatore braccato nel palazzo risponde agli assalti sparando ad alzo zero. "World Sailing aiuterà Sail GP con attività di promozione e marketing", dice la news (attività nelle quali WS si è rivelata tragicomicamente fallimentare già per la vela olimpica e paralimpica). Hunt: "Siamo eccitati all'idea di lavorare con Sail GP per questa nuova 'Fan Friendly Elite Racing League' (questa l'ho messa tra virgolette perchè è il succo concentrato del delirio Huntiano nella vela in rovina), e prosegue: "Sail GP è impegnata a innovare e spingere in avanti lo sport, collaborando con loro coinvolgeremo milioni di persone che ameranno la vela." Chaplin nel "Grande dittatore" faceva ridere di meno.

Il proposito di essere brevi è franato. Coutts e Hunt ci han preso la mano. Riepilogando, l'istituzione che dovrebbe rappresentare la vela e i velisti del mondo dal 1906, sull'orlo (documentato e non smentito) della bancarotta finanziaria, a pochi giorni dall'Annual General Meeting più drammatico della sua storia nel quale può accadere di tutto, in spaventoso ritardo sulle risposte da dare al CIO per la vela olimpica, trascinato in tribunali internazionali per violazione delle regole sulla concorrenza e i monopoli, con un presidente divenuto invisibile (chi ha più visto, letto o sentito Mr. Kim Andersen?) e un CEO avvitato a parodia di se stesso, annega entusiasta nell'oblio del Sail GP, panacea di tutti i mali velici.

Per fortuna che in Italia, questo weekend, cominciano i campionati invernali. E domenica 14 la Barcolana, uguale da 50 anni e sempre più bella.

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