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04/05/2018 - 16:33

A bordo del Bright lo skipper Aldo Revello e Antonio Voinea

Ricerche, esito ancora negativo

LE ULTIMISSIME sui due velisti Aldo Revello e Antonio Voinea. Notte di ricerche con Nave Alpino della Marina italiana (elicottero a bordo). Oggi attesa la Marina portoghese. Il caso sulle tv. La mobilitazione della comunità velica. EPIRB era manuale. AIS solo ricevente. Giovanni Soldini ("Sono sulla zattera al 90%"), Andrea Mura ("Interrogazione parlamentare"), Simone Perotti ("Speranza!"), Patrizio Roversi (VIDEO). ANALISI RAGIONATA DI COSA PUO' ESSERE SUCCESSO (E DI QUALI SVILUPPI ATTENDERSI)

 

Martedi 8 maggio pomeriggio - Come previsto, nave Alpino dopo due intense giornate di ricerche, passa l'incarico a una nave portoghese sopraggiunta: la Fregata deve ripartire per la propria missione e deve fare i conti con la propria autosufficienza logistica. Questo si legge nel comunicato della Marina Militare delle 14:30 di martedi, che comunque, anche per confermare la volonrà "politica" apre con il titolo che indica la continuazione delle ricerche dalla nave Alpino. Eccolo.

MARINA MILITARE: NAVE ALPINO CONTINUA LA RICERCA DEI VELISTI DISPERSI - La Fregata Multi Missione (FREMM) della Marina Militare ha trasferito la responsabilità del coordinamento delle ricerche nell'area di operazione a una nave portoghese.

Continua senza sosta la ricerca dei due velisti dispersi nell’oceano Atlantico tra le Azzorre e l’Europa con Nave Alpino, la FREMM comandata dal Capitano di Fregata Davide Da Pozzo.

L’attività di nave Alpino è iniziata ieri intorno alle 09.00 con l’arrivo dell’Unità nell'area area di operazione definita dalle autorità portoghesi responsabili delle operazioni di ricerca e soccorso sulla base dei dati meteomarini della zona e la posizione del segnale dell’Emergency Position Indicating Radio Beacon (EPIRB).

Per l'attività di ricerca nave Alpino si avvale dei più moderni sistemi di sorveglianza in dotazione sia all'unita sia all'elicottero SH90 imbarcato. L'area già perlustrata è pari a più di 1600 miglia quadrate (pari a circa tutta la Valle d'Aosta)  nonostante le condizioni meteorologiche non ottimali con presenza di  onde di circa 2 metri (mare 4) e vento proveniente dai settori settentrionali.

Il pattugliamento, già svolto anche con oltre 12 ore di volo di elicottero SH90, continua, come anticipato, anche nella giornata odierna su un’area ulteriormente allargata dalle autorità portoghesi fino a oltre 100 miglia nautiche dalla posizione dell’EPIRB.

Nella giornata di domani, in funzione dell’autonomia logistica residua, nave Alpino riprenderà l’attività programmata.

La Fregata Alpino, al comando il Capitano di Fregata Davide Da Pozzo, fa parte del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione). È stata varata il 13  dicembre 2014 nel cantiere di Riva Trigoso (GE) e consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016. Il 9 giugno 2017 ha ricevuto la bandiera di Combattimento a Civitavecchia. Contraddistinta dal distintivo ottico F 594, secondo la classificazione NATO, è una fregata di nuova generazione, caratterizzata da spiccate innovazioni tecnologiche e dalla possibilità d’impiego in vari contesti operativi.

È la quinta FREMM e la quarta in versione “anti sommergibile” (Anti Submarine Warfare - A.S.W.). Imbarca un equipaggio di 168 uomini e donne – quasi la metà rispetto alle precedenti fregate – e, grazie ai suoi 200 posti letto totali, è in grado di ospitare lo staff di un comando complesso, un team di forze speciali e una squadra di specialisti per l’impiego di due elicotteri medio-pesanti. Ha un dislocamento di 6700 tonnellate e raggiunge i 27 nodi di velocità grazie alla propulsione ibrida CODLAG (una turbina a gas e due motori elettrici) che garantisce altresì bassi consumi e autonomie elevate.

 

Martedi 8 maggio mattina - Giornata di speranze senza fine lunedi 7 maggio, a conque giorni dal segnale EPIRB. Ci crede Rosa, la moglie di Aldo Revello, ci crede la comunità dei velisti, ci crede Giovanni Soldini. Ci ha creduto, deviando una nave sull'area, la Marina Militare che ha spedito l'Alpino a condurre altre ricerche. Velisti qualunque e navigatori famosi si cercano, si interrogano, discutono. La Vita in Diretta nel pomeriggio di Rai Uno si è collegata con la nave Alpino e con la casa di Aldo, dove c'erano la moglie e la mamma. La tensione resta alta, le paure e le speranze si accavallano.

Nella notte tra lunedi 7 e martedi 8 Nave Alpino ha proseguito a pattugliare la zona, al momento senza esiti. Nella giornata di martedi è attesa sull'area una nave della Marina portoghese che presumibilmente avvicenderà la nave italiana nelle ricerche.

EPIRB MANUALE - L'ipotesi ormai quasi certa è che la barca sia affondata anche con una certa rapidità. Si è inoltre saputo che l'EPIRB a bordo era di tipo manuale, questo fa sperare che avendo avuto il tempo di azionarlo, i due a bordo abbiano anche potuto aprire la zattera. L'AIS a bordo del Bright era solo ricevente, non si puo' dunque avere traccia della barca e confrontarla con altre navi in zona. Solo le coordinate dall'EPIRB possono essere sovrapposte ai tracciati di percorrenza di navi in transito per verificare se qualcuna possa essere indiziata di collisione con il Bright. Ma si tratta di ipotesi successive, da indagine. Ora solo speranze di ritrovare Aldo e Antonio, come una sorpresa, un mezzo miracolo.

Quanto all'AIS a bordo del Bright sembra che fosse solo ricevente, quindi non si puo' avere una traccia della rotta della barca, ma resta il punto nave al momento dell'accensione dell'EPIRB.

Non mancano alcuni tra i navigatori interpellati che non fanno mistero di temere il peggio, considerando il tempo trascorso e l'esito negativo delle ricerche: alla fine una zattera si sarebbe trovata, quel tratto di mare è trafficatissimo, è il ragionamento. Ma prevale il gruppo degli ottimisti, che sperano. 

ALTRI AGGIORNAMENTI APPENA DISPONIBILI

 

Il mistero della scomparsa del Bright e dei due velisti Aldo Revello e Antonio Voinea. La sospensione delle ricerche da parte del soccorso marittimo portoghese ha provocato una mobilitazione generale. Intervengono Giovanni Soldini ("Sono sulla zattera al 90%"), Andrea Mura ("Interrogazione parlamentare"), Simone Perotti ("Speranza!"), Patrizio Roversi (VIDEO). Si muove la Farnesina. ANALISI RAGIONATA DI COSA PUO' ESSERE SUCCESSO (E DI QUALI SVILUPPI ATTENDERSI). Le analogie col caso Cheeky Rafiki

ULTIMORA DOMENICA 6 NAVE DELLA MARINA ITALIANA SULL''AREA DI RICERCA - ++ Velisti dispersi: nave Marina in zona per ricerche ++La Alpino operera' domani e dopodomani, Portogallo informato (ANSA) - ROMA, 6 MAG - La nave Alpino della Marina Militare fara' il 7 e 8 maggio, nell'ambito di un transito programmato in quelle acque, un'ulteriore ricerca con impiego elicottero di bordo in relazione al naufragio dell'imbarcazione Bright presumibilmente avvenuto il 2 maggio a 300 miglia a oriente delle Isole Azzorre. Lo comunica la Marina spiegando che "il Portogallo e' informato che la nostra iniziativa e' su base di non interferenza ma mirata a ottimizzare l'intervento dato il transito della nostra unita'". (ANSA).

AGGIORNAMENTI DOMENICA 6 MAGGIO - La vicenda del Bright, il Beneteau Oceanis Clipper 473 della Bright Charter, di ritorno in Europa dai Caraibi, dal quale è partito il 2 maggio un segnale di soccorso EPIRB, che ha dato il via a operazioni di soccorso marittimo che hanno dato esito negativo, si accende ogni giorno di più. In primo luogo perchè c'è in ballo la vita di due velisti, lo skipper Aldo Revello e il suo co-equiper Antonio Voinea, dei quali non si hanno notizie da quel 2 maggio. Poi perchè la decisione della SAR portoghese di sospendere le ricerche ha provocato forti reazioni negative in Italia (in primo luogo dalle famiglie dei due marinai, ma è dell'ultim'ora persino un post facebook di Andrea Mura, neo-parlamentare, che ha annunciato una interrogazione al Ministro della Difesa). Infine, la vicenda è al centro del dibattito nella comunità velica per le riflessioni legate alla domanda: cosa può essere successo davvero al Bright e ai due uomini a bordo?

Partendo da questa situazione, ancora in movimento, Saily ha sentito alcuni personaggi della vela: navigatori, esperti di sicurezza e salvataggio in mare, skipper professionisti. Con lo scopo evidente di tenere accesa la speranza di ritrovare in vita i due velisti, e in ogni caso di riuscire a ricostruire, almeno ipoteticamente, gli avvenimenti che hanno portato a questo apparente naufragio. Se Aldo e Antonio potranno raccontarlo, ovviamente tireremo un immenso sospiro di sollievo. Al momento, la dinamica dei fatti in assenza di testimonianze dirette resta del tutto nel campo delle ipotesi.

Il segnale di allarme e poi la mancanza di altre successive comunicazioni da bordo fanno pensare che il Bright possa essere stato vittima di un evento a sviluppo molto rapido. L'urto con un oggetto (tanto frequente anche durante le regate come si sa) non pare in questo senso l'ipotesi più accreditata, perchè l'eventuale falla e l'abbandono della barca avrebbero avuto nella maggior parte dei casi una dinamica più lunga. I velisti avrebbero avuto il tempo di lanciare un May Day, preparare la zattera con le dotazioni di sicurezza, eccetera.

IL DISTACCO DELLA CHIGLIA L'IPOTESI PIU' PROBABILE? - La rapidità fa pensare a un altro tipo di incidente, purtroppo tutt'altro che infrequente: la rottura e il distacco della chiglia, con conseguente ribaltamento della barca e - a seconda del cedimento strutturale seguito alla perdita della chiglia - il suo affondamento. In questo caso l'equipaggio può aver avuto pochissimo tempo per mettersi in sicurezza, compresa la zattera.

Qualche skipper che abbiamo interpellato ha ricordato a vicenda di uno yacht inglese, il Cheeky Rafiky, che naufragò per il distacco della chiglia con quattro uomini a bordo che non furono mai ritrovati. La barca in quel caso però fu ritrovata, rovesciata, e il punto di distacco dell'insieme bulbo-deriva esaminato con estrema attenzione da periti ed esperti. Un report ufficiale di 24 pagine del settore investigativo sugli incidenti in mare venne pubblicato e ancora oggi quel caso è analizzato, studiato e discusso. Le analogie tra il Bright e il Cheeky Rafiki al momento comprendono solo la mancanza di testimoni per raccontare l'accaduto, perchè la barca nel caso del Bright non è stata ritrovata.

"Nel caso Cheeky Rafiki - ci dice uno skipper professionista - i velisti furono sbalzati fuori dalla barca e morirono affogati e per l'acqua sempre piuttosto fredda dell'oceano Atlantico. Puo' capitare che in un evento del genere non si abbia il tempo di aprire e lanciare la zattera di salvataggio." Un caso famoso di distacco della chiglia è quello accaduto a Giovanni Soldini agli inizi della carriera, con il 50 piedi Kodak, probabilmente per l'urto con una balena. A bordo della barca rovesciata rimasero con le tute di sopravvivenza e alla fine furono salvati da un cargo. Anche in quel caso non fecero i tempo ad aprire la zattera.

Ma se il Bright non si trovasse? Si dovrebbe presumere che la rottura, l'urto, il cedimento strutturale sia stato così grave da provocare non solo il ribaltamento ma l'affondamento della barca. Anche in questo caso, la domanda è: hanno fatto in tempo i due velisti ad aprire la zattera e salirci sopra? E ancora: possibile che le ricerche per tre giorni non abbiano trovato traccia di barca (o suoi resti) ed eventuale zattera? Tutte domande che naturalmente tengono col fiato sospeso e alimentano le ricostruzioni o le illazioni.

IL REPORT UFFICIALE DEL MARINA ACCIDENT INVESTIGATION BRANCH (MAIB) SUL NAUFRAGIO DEL CHEEKY RAFIKI

 

GLI APPELLI SUI SOCIAL

Oltre al video-appello della moglie di Aldo Revello (che abbiamo rilanciato qui su Saily - http://www.saily.it/news/bright-aziona-epirb-soccorsi-atlantico), nella giornata di domenica le reazioni alla sospensione delle ricerche si sono moltiplicate. Simone Perotti di Progetto Mediterranea si è rivolto alla Marina Militare italiana, Andrea Mura, oggi anche onorevole, ha anticipato una interrogazione al Ministro della Difesa. Ecco i due interventi.

SIMONE PEROTTI: ANDIAMO A PRENDERLI - Se fosse un film su una tragedia in mare, il protagonista salperebbe con un manipolo di coraggiosi militari della Marina e navigherebbe senza sosta per raggiungere il tratto di mare e cercare i dispersi. Se il film fosse americano, questo sarebbe condito da concetti come “sono americani, non possiamo lasciarli da soli in mezzo al mare”, oppure “andiamo e riportiamo a casa i nostri ragazzi”.

Ma questo, sfortunatamente, non è un film. Un equipaggio è disperso in mare. Io, noi di Mediterranea, da giorni ci stiamo immaginando cosa possa essere successo, e la disperazione dei naufraghi.

E allora, per quel che vale la nostra voce, alla notizia che le navi portoghesi di soccorso starebbero interrompendo le ricerche, abbiamo deciso di fare un appello alle autorità italiane, e segnatamente alla Marina Militare Italiana e al Comando Generale Capitanerie di Porto, che sono patrocinatori di Progetto Mediterranea insieme al Ministero degli Affari Esteri: se in qualche misura è possibile ritenere con fondata speranza che l’equipaggio si sia messo in salvo sulla zattera autogonfiabile, se dunque ci sia una qualche possibilità che non siano già morti, ma che siano alla deriva nel grande mare, speranzosi di vedere una nave all’orizzonte, andiamo a prenderli.

In un giorno e mezzo al massimo una unità di soccorso potrebbe trovarsi tra le Azzorre e il Portogallo, nel teatro della sciagura. E allora facciamolo, adesso, senza indugio. Ogni marinaio, se guarda nel fondo del suo cuore, sa perché, senza bisogno di altre spiegazioni. Gli episodi di naufraghi che hanno resistito in attesa di soccorsi per settimane sono tantissimi.Non perdiamo la speranza.

Simone Perotti (Mediterranea)

ANDREA MURA: INDISPENSABILE PROSEGUIRE LE RICERCHE - Alla luce dei drammatici occorsi alla imbarcazione a vela "Bright" che navigava in prossimità delle isole Azzorre e dell'assurda sospensione delle ricerche, ho inviato una interrogazione urgente al Ministro Alfano per sapere se erano presenti altre navi al momento dell’allarme, chiedendo al Ministro ogni possibile pressione per far riavviare le ricerche dei dispersi.

Le condizioni meteo, il tipo di imbarcazione e la posizione del Brigth, rendono indispensabile il prosieguo delle ricerche.
La nostra Fregata di ultima generazione “Alpino” incrocia in quelle acque destinata ad altro servizio ed in trasferimento verso Funchal per poi arrivare in Canada. L’Alpino, dotata di elicottero a bordo, e’ assolutamente qualificata per il servizio di soccorso e abbiamo già preparato una interrogazione urgente anche al Ministro della Difesa.
Sono vicino ai familiari ed agli amici dei dispersi, resto a completa disposizione per qualunque cosa si possa fare in questo frangente. 


Andrea Mura

DALLA MOGLIE DI ALDO REVELLO UN APPELLO AL PRESIDENTE MATTARELLA - "Faccio un appello al presidente della Repubblica, alla Farnesina, ad Amnesty International, a chiunque possa darci una mano per far riprendere subito le ricerche. Sono sicura che sono ancora vivi -  ha dichiarato Rosa Cilano – e spero con tutto il cuore che qualcuno mi ascolti perché qui ci sono anche una bambina di quattro anni e mezzo una ragazza di 17 che attendono che il loro papà torni a casa. L'unica cosa che ci hanno detto è che avrebbero ripreso le ricerche solo ed esclusivamente se ci fosse stato un avvistamento reale di qualcosa di concreto – ha detto Rosa Cilano - che potrebbe essere la zattera oppure un pezzo di barca. E' l'unica maniera. Noi lanciamo un appello al presidente del Consiglio, al presidente della Repubblica, alla Farnesina, a Emergency e a chiunque ci possa aiutare a poter far riprendere queste ricerche". 

GIOVANNI SOLDINI: SONO SULLA ZATTERA - Giovanni è intervenuto con una lapidaria dichiarazione al Secolo XIX: "Al 90% sono vivi sulla zattera, bisogna continuare a cercarli".

LE RICERCHE DEL SAR PORTOGHESE - L’Istituto idrografico della Marina portoghese ha supportato questa operazione, dando il modello di scarroccio e indicando le aree di ricerca, tenendo conto del meteo e delle condizioni oceanografiche. Per individuare l'area di ricerca è stato calcolato lo scarroccio di una barca a vela, di una persona in acqua e di una zattera.
Fin dal primo momento, le navi mercantili nelle vicinanze della posizione di allarme dell'EPIRB (Emergency Location-pointing Radio Beacon), sono state impegnate in questa operazione SAR. Un aereo dell'aeronautica portoghese e uno della marina portoghese si sono uniti alle ricerche sotto il coordinamento della Marina portoghes.e
Più di 2000 chilometri quadrati sono stati indagati, ripetutamente, per 6 volte.
Sono stati trovati solo 3 giubbotti di salvataggio e alcune scatole di legno, ma senza poter confermare che questi oggetti appartengano al Bright. In totale, sono stati coinvolti 11 navi mercantili, 1 peschereccio, 1 nave da guerra, aerei e l'Istituto idrografico della Marina portoghese.

LUCA SABIU: NON INTASIAMO DI MAIL LE AUTORITA' - Tra i più coinvolti il minista Luca Sabiu, che ha fatto un "appello agli appellanti", per evitare che la voglia di solidarietà si riveli un boomerang e intralci il lavoro delle autorità. Ecco il suo messaggio: "Ciao a tutti, per favore per favore da tre giorni siamo incollati al telefono e al.pc per aiutare Aldo e Jack. Abbiamo il contatto diretto con il responsabile delle ricerche , per favore per qualche giorno non diffondete accuse o mail a chissà chi che potrebbero solo creare confusione. Abbiamo ottenuto il miglior canale possibile , ci rispondono in tempo reale e sono a nostra disposizione per trovare i nostri amici. Per favore portate pazienza stiamo vivendo incollati a telefono e PC. Se avete qualche notizia davvero utile scrivete e la comunichiamo ai diretti interessati ma adesso la confusione può solo essere dannosa. Siamo tutti dalla stessa parte. Aldo e Jack tenete duro non siete soli. Luca Sabiu."

LA NOTA DELLA FARNESINA - Nella mattinata di domenica sul sito del Ministero degli Esteri è apparsa questa nota: "La Farnesina, attraverso l'Ambasciata d'Italia a Lisbona, sta compiendo ulteriori passi sulle Autorità portoghesi affinché possano riprendere le ricerche dell'imbarcazione a vela con a bordo i due italiani."

IL VIDEO APPELLO DEL VELISTA PER CASO PATRIZIO ROVERSI

 

ALTRI AGGIORNAMENTI SEGUIRANNO APPENA DISPONIBILI

 

AGGIORNAMENTI SABATO 5 MAGGIO - La Guardia Costiera italiana conferma di aver ricevuto dal Soccorso Marittimo portoghese la notizia che le ricerche del Bright o di una zattera di salvataggio sono state sospese alle 14 ora italiana di oggi sabato 5 maggio. Saranno rilanciati nelle prossime ore diversi avvisi alle navi in transito sull'area. E' ormai appesa a loro la speranza di ritrovare i due velisti dispersi. L'EPIRB azionato risale al 2 maggio. Cosa può essere successo? - VIDEO E DIARI DI BORDO ULTIMI GIORNI

E' ufficiale: il SAR portoghese ha sospeso le ricerche dei due velisti del Bright, la barca dalla quale lo scorso 2 maggio era partita una segnalazione di soccorso tramite l'azionamento di un EPIRB. Per quasi tre giorni mezzi navali e aerei del soccorso marittimo del Portogallo avrebbero setacciato la zona, a Est-Nord-Est delle Azzorre, dove presumibilmente si dovrebbero trovare i naufraghi.

Una fonte della Guardia Costiera italiana ci ha confermato quanto segue: "Il SAR portoghese conferma che alle 14 di oggi, ora italiana, sono state sospese le ricerche del Bright e dei suoi marinai, che finora hanno dato esito negativo. Le autorità portoghesi fanno sapere che nelle prossime ore verranno rilanciati continuamente avvisi ai naviganti sotto forma di warning, per avvisare le navi in transito sulla zona di prestare attenzione e riferire eventuali avvistamenti."

A questo punto la paura comincia a farsi sentire. Cosa può essere succeddo davvero ai due velisti del Bright, alla barca, e dove potrebbero trovarsi adesso? Abbiamo chiesto alla nostra fonte se fosse possibile conoscere l'area delle ricerche, per quanto sospese, ma essendo di competenza del soccorso portoghese ciò non è stato possibile. Nel tratto di mare interessato il vento in queste ore è sui 15-20 nodi da Nord Est. Si deve calcolare lo scarroccio di una zattera di salvataggio, ed esperienze precedenti dimostrano quanta strada può fare un atollo.

Resta il fatto che dal Bright dopo l'EPIRB non sono arrivati altri segnali, nè comunicazioni. Dunque l'allarme è reale e forte, adesso aggravato dall'esito negativo delle ricerche che non hanno portato al ritrovamento di relitti o zattera. Le tracce trovate non sono state confermate come appartenenti al Bright. Viene da chiedersi cosa possa essere accaduto davvero quel pomeriggio del 2 maggio. L'urto con un oggetto sommerso o un animale puo' aver fatto affondare così rapidamente il Beneteau Oceanis Clipper 473. I due a bordo hanno fatto in tempo a mettere in mare la zattera? Tutto ha funzionato? Se i due sono su una piccola zattera, è ancora possibile che tre giorni di ricerche navali e aeree non abbiano dato esito?

ULTERIORI AGGIORNAMENTI APPENA DISPONIBILI

IL DISPERATO APPELLO SU FACEBOOK DELLA MOGLIE DI ALDO REVELLO: NON SOSPENDETE LE RICERCHE!

 

IL PRIMO REPORT - Ore di apprensione, e tante notizie sui siti all-news (che si fiondano sempre quando c'è una barca a vela in difficoltà vera o presunta) per il segnale di soccorso EPIRB lanciato dalla barca italiana Bright (un Beneteau Oceanis 473 lungo 14 metri e mezzo), che ha a bordo lo skipper ligure Aldo Revello e il suo compagno di traversata Antonio Voinea. I due erano partiti dai Caraibi lo scorso 7 aprile, e dopo una sosta a Fajal (Azzorre) erano ripartiti il 28 aprile diretti in Portogallo - VIDEO E DIARI DI BORDO ULTIMI GIORNI

La comunità dei velisti vive ore di apprensione, dopo che è stato attivato il segnale di soccorso EPIRB dalla barca italiana Bright (un Beneteau Oceanis 473 lungo 14 metri e mezzo), di ritorno dai Caraibi e da una sosta alle Azzorre, con a bordo l'esperto skipper ligure Aldo Revello e il suo compagno di traversata Antonio Voinea, un romeno trentenne con residenza a Fuerteventura, alle Canarie, dopo aver vissuto per alcuni anni in Veneto. I due erano partiti dai Caraibi lo scorso 7 aprile, e dopo una sosta a Fajal (Azzorre) erano ripartiti il 28 aprile diretti in Portogallo.

Le ipotesi ancora tutte in piedi: accensione accidentale del segnale EPIRB (ma allora perchè non si riesce a stabilire un contatto via radio), possibilità che i due, in caso di abbandono della barca (in avaria o con una falla per aver colpito un oggetto semi sommerso), siano a bordo della zattera di salvataggio. 

Le autorità della Farnesina confermano che al momento sono Tre navi, un peschereccio e un aereo C-295 dell'Aereonautica Portoghese stanno setacciando un'area di 300 miglia quadrate alla ricerca di tracce della barca e dei due velisti italiani.

AGGIORNAMENTI SEGUIRANNO SU QUESTA PAGINA

Qui di seguito i diari di bordo di Bright negli ultimi giorni e alcuni video.

LO SKIPPER - Aldo Revello, 35 anni di vita dedicata al mare. Ha navigato in Mediterraneo, nel Mare del Nord, in Mar Rosso, nel Mar dei Caraibi, nell'Oceano Indiano e in Atlantico. Ha portato la sua barca ai Caraibi attraverso l'Atlantico via Gibilterra e Canarie ed è tornato via Azzorre. È un tecnico esperto nella manutenzione e riparazione delle imbarcazioni. Istruttore subacqueo. Innamorato:​ delle sue figlie di Rosa dei lunghi viaggi delle barche della gente

VIDEO 1 MAGGIO

Diario di bordo 1 maggio 2018 - Che giornate meravigliose.il bright corre sereno senza sforzo oggi al gran lasco e macina miglia buone.da faja l ne abbiamo fatte in linea d aria 420. molte di piu sul mare a causa dei lunghi bordi dei giorni scorsi.i delfini arrivano anche 3 volte al giorno a giocare a prua e stiamo bene.la sera freschetto.l oceano e uno spettacolo infinito in infinito movimento.ci corriamo sopra con tutto.barca cuore sguardo e parola.da un lato e routine.una manovra poi si cucina si dorme si legge e si chiacchiera.dall altra e stupore sogno e meraviglia.credo sia vita intensa.esperienza grandiosa.si.me la sto godendo.o a vigo per il gusto senza pressione e stress.ore e giorni nel vento.provate anche voi.37 57n 19 44w ciao

 

LA RIPARTENZA DA FAJAL (AZZORRE)

Diario di bordo 28 aprile alle ore 14:44 Eccoci qui. Un po' emozionati come per ogni partenza, soprattutto quando davanti hai di nuovo quasi 1000 miglia di Oceano. ( Tradotto liberamente am cagu adoss, detto in polinesiano, significa che gli dei e i venti ci siano favorevoli e bacino leggeri le nostre vele). Ciao Fajal come sempre accogliente, verde, risparmiosa e piacevole. Rotta per la costa del Portogallo e per Gibilterra. Per casa. Se vi va io pubblico sempre il diario di bordo sulla pagina compagnia del bright. Scriveteci sul satellite e state con noi. Un abbraccio da Aldo e Antonio Jack....

Diario di bordo 29 aprile 2018. Partiti ieri con vento irregolare che ci ha costretti a fare un pò di bordi tra le isole e a qualche ora di motore abbiamo poi preso il ritmo con un gran lasco da sud ovest durato fino a poco fa. Freddo e pioggia. Poi ha girato da nord ovest ed il tempo sta migliorando. A bordo il rollare pesante fa passare la voglia di fare tutto. Ho letto un libro intero!Con il mio vicino di cabina ci incontriamo saltuariamente. È un tipo strano. Siamo a 38 34N 24 54W.5.5 nodi ora che il vento è calato. Circa 180 mg fatte mentre sto scrivendo. Delfini.

Diario di bordo 25 Aprile 2018 Due giorni magici per il Bright e il suo equipaggio. Mentre scrivo mancano 50 mg a Fajal e alla fine di questa prima tratta di Atlantico. Su un mare calmo sotto sole luna e stelle. Viaggiamo in vacanza a 5 kn di media con un venticello gentile che pare tutto infinito. Vengono i delfini tre volte al giorno a salutare. Restano delle mezz'ore a giocare in prua. Portano gioia e meraviglia. Le vele sono bordate a segno da almeno 72 ore e facciamo poco. Pappa oggi gnocchi freschi impastati da Jack pisolini selvaggi e chiacchiere. Musica spesso e un the o un caffe. Bello molto. Siamo a 39 46 N 23 30 W rotta su Fajal. Domani mattina mentre io sarò ancora a nanna dopo il turno all'orizzonte dopo 2300 mg e 17 giorni dovrebbe comparire terra!

 

VIDEO DELLA PARTENZA DAI CARAIBI 7 APRILE

LA PARTENZA DAI CARAIBI

Diario di bordo 7 aprile Bright Partiti oggi alle 2. Ho giá nostalgia del Caribe!Uscire al buio nell'oceano è traumatico si corre nel buio a 7 kn di bolina larga. Prendiamo un tonno all'imbrunire sospesa la carbonara lo mangiamo crudo limone e pepe fantastico. Un groppo dopo l'altro. Rotta a per nord est ora siamo quasi al traverso di Dominica. Il mare ê buono ma fa paura. Un bel bacio!

 

VIDEO DELLA TRAVERSATA VERSO L'ATLANTICO

 

LA NOTIZIA DELL'ALLARME SU ALCUNI SITI WEB DI NEWS

(ansa.it)  Uno skipper spezzino di 53 anni, Aldo Revello, risulta disperso, insieme ad un suo amico marinaio, Antonio Voinea, dal 2 maggio. A dare l'allarme è la moglie dello skipper, Rosa Cilano. I due erano di ritorno dalla Martinica con destinazione Spezia a bordo di una barca a vela di 14 metri, Bright. A quanto risulta la barca è dispersa nel tratto di mare compreso tra le isole Azzorre e Gibilterra.

"Chiedo che le autorità continuino a impegnarsi nelle ricerche di mio marito e di Antonio". E' l'appello di Rosa Cilano, 37 anni, moglie di Aldo Revello. "Non riesco a capire cosa sia accaduto, l'ultimo contatto lo aveva avuto alle 0,16 del Primo Maggio. Il meteo era buono, con onda di uno-due metri e vento di 15-20 nodi a traverso. Sono marinai esperti, cercateli con grande impiego di forze", dice la donna madre di una bambina di 4 anni.

(Corriere.it) Uno skipper spezzino di 53 anni, Aldo Revello, risulta disperso nell’Atlantico dal 2 maggio scorso insieme a un suo amico, Antonio Voinea. I due erano di ritorno dalla Martinica con destinazione Spezia a bordo di una barca a vela Bright di 14 metri, la Beneteau Oceanis Clipper 463, di cui si sono perse le tracce nel tratto di mare compreso tra le isole Azzorre e Gibilterra. I due navigatori, marinai esperti, stavano rientrando nel Mar Mediterraneo dai Caraibi: «Dopo la prima parte della traversata senza alcun problema e una breve sosta alle Azzorre, sono ripartiti verso Gibilterra sabato 28 aprile - comunica il post redatto dagli amici che sta circolando in queste ore sui social network -. Il meteo era buono, con onda di uno-due metri e vento di 15-20 nodi a traverso, e la traversata tranquilla».

«Alle 13.30 di mercoledì scorso è stato emesso un unico segnale Sos attivato tramite EPIRB - riferisce la moglie di Revello, Rosa Cilano, al Corriere -, non sappiamo se manualmente o se sia partito a contatto con l’acqua. E’ la prima volta che succede: mio marito è un grande marinaio, naviga da 20 anni per mestiere, ma ha cominciato a 18». La donna, madre di una bambina di 4 anni, è in contato costante e diretto con la Guardia costiera italiana, la Farnesina e la nostra ambasciata a Lisbona: «Si stanno dando un gran da fare, al momento sono impegnate 7 navi più un elicottero e un aereo; tutte unità delle autorità portoghesi, che gestiscono in autonomia le ricerche - spiega -. Mi auguro che continuino senza sosta: nella peggiore delle ipotesi, cioè se per assurdo l’imbarcazione fosse affondata per le onde, sono sicura al 100% che entrambi si trovano sulla zattera di salvataggio che è a bordo, mio marito è uno che non molla».

Sezione ANSA: 
Saily - Barche e Saloni

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