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25/01/2017 - 15:24

America's Cup or not America's Cup?

L'accordo che affonda la Coppa

Le previsioni raccolte dalla nostra redazione si sono rivelate giuste: accordo tra i team per "proseguire" le prossime edizioni di Coppa America con l'attuale "andazzo". Oracle emette un comunicato già preparato, mentre è ancora in corso la presentazione a Londra... Che pantomima! Per fortuna che non tutti sono daccordo. Ne vedremo delle belle - VIDEO, COMMENTO E COMUNICATO IN INGLESE

 

IL COMMENTO ALL'ACCORDO

Magra consolazione aver fatto lo scoop per Saily: siamo stati i primi a prevedere l'annuncio da Garrard e ci abbiamo azzeccato. Il guaio è che la notizia, nonostante tutti i media anglofoni si affannino a dire il contrario, non è bella. E' una iattura per la Coppa e quindi per la vela. O nella migliore delle ipotesi è l'ennesima non-notizia che ci propinano da anni.

Il commento di Saily alla vigilia della notizia - l'America's cup blindata nelle mani di un solo uomo, Russell Coutts - resta l'architrave del ragionamento, e nessuno può scalfirlo o smentirlo. Ma adesso c'è di più: c'è il comunicato ufficiale, che vi abbiamo anticipato in inglese, e spiega con enfasi quanto è stato presentato nei saloni della House of Garrard (dove più d'uno, sono sicuro, si sarà rivoltato nella tomba).

Proviamo a riepilogare concetti e decisioni che si vorrebbero far passare. Dico vorrebbero, perchè al di là di quando scritto, 5 team che firmano un "accordo quadro" (è la traduzione di "framework agreement") hanno una validità giuridica pressocchè ridicola, rispetto all'immensità del Deed of Gift.

1. Il comunicato inizia con Russell Coutts che dice: "per la prima volta in 165 anni di storia, i team hanno agito non per i propri interessi ma per quelli della Coppa". Già sentire il bisogno di affermarlo fa suonare questa "escusatio non petita" come una "accusatio manifesta". Si fanno gli affari loro, e basta, altrochè. Che il bene della Coppa sia diventare un circuitino (con rispetto parlando) alla Extreme Sailing, ce lo vengano a spiegare...

2. Altro elemento drammaticamente indicativo: a dare per primo la notizia in conferenza è un certo signor Martin Whitmarsh, CEO di Land Rover BAR, un uomo di Ben Ainslie. Praticamente è Ben (uno sfidante, per quanto vincitore annunciato) che "spiega" come e quando saranno le prossime due edizioni dell'America's Cup, nel 2019 e 2021. Viene da ridere (non da sorridere) per la banalità e la caduta di stile molto british.

3. L'Amministratore Delegato di Ben Ainslie Racing parla di "formato di lunga durata per la vela agonistica". Affari suoi, o della Coppa America? Si conferma che questo accordo è solo un piccolo tentativo di creare un circuito di regate e chiamarlo col nome storico del più antico trofeo della storia sportiva. Non è il bene del trofeo, perchè quello è nella sua essenza, nella sua sfida tra personalità e tecnologia, non tra atleti su monotipi. Per quello c'è già la vela olimpica, e ci sono tanti circuiti professionali, GC32, M32, Extreme, Match Racing Tour, 52 Super Series, Sailing Series, persino Melges e altri one-design.

4. Torbjörn Törnqvist, fondatore di Artemis, mette tra virgolette le parole "grand prix" e conferma che questa è la "visione" di questi 5 team. Appena cinque. Per inciso, Extreme, GC32, M32 etc, tutti quelli sopra citati, sono circuiti con un numero di team ben maggiore di questa America's Cup...

5. Poi parla persino Iain Murray, l'australiano tuttofare passato da Race Director nell'edizione 2013, a challenger of record per la sfida aussie di Oatley poi ritirata, e tornato figliol prodigo alla corte di Coutts. Ha il coraggio di dire che "C'è un vuoto da riempire"...

6. Franck Cammas è contento "per gli aspetti commerciali e di pianificazione" (almeno dice pane al pane...), e Sir Ben Ainslie dice che "l'accordo è centrale nella storia della Coppa perchè adesso i team e l'event authority possono iniziare a pianificare"... Aspettate di sentire cosa potranno pianificare.

7. Poi parla James Spithill. Quanto tempo è passato da quel ragazzino adolescente talentuoso del match race che veniva a vincere il Trofeo Roberto Trombini a Ravenna, e che arrivò a timonare Luna Rossa... Adesso è un uomo e forse studia da Russell Coutts. Fattostà che dice, candidamente, una cosa gravissima: "Sappiamo che uno di questi team vincerà la prossima Coppa America, quindi abbiamo condiviso una visione comune per le prossime edizioni e con l'accordo formalizzato le regole, prima della fine di questa edizione." Esilarante. L'America's Cup potrebbe essere dichiarata clinicamente morta dopo questa dichiarazione.

8. Vi risparmio le ovvietà di Ian Percy e dello stesso Larry Ellison, e passo ai punti dell'accordo quadro. Attenzione bene: decisi gli anni delle prossime due coppe: 2019 e 2021, come detto. Deciso che la 36AC, succesiva a questa di Bermuda 2017, inizierà subito, già nel quarto trimestre di quest'anno, con una tappa di World Series. Non si vogliono fermare più, il gioco deve continuare... 

9. Andiamo avanti: si useranno i cat AC45 per le tappe World Series della 36AC (sono già vecchi adesso...), ma saranno poi sostituiti dai cat ACC, cioè gli AC50 con cui si corre l'America's Cup quest'anno. Resteremo fermi a questa specie di monotipo (si può intervenire solo sulle appendici) per altri 5 anni. Alla faccia delle sfide tecnologiche. Unica generosa concessione al passato è che la località della finale di Coppa sarà scelta dal vincitore dell'edizione precedente.

10. Ancora il CEO di Ben Ainslie conclude con una frase che tira in ballo il team rumorosamente assente, Emirates team New Zealand: "ETNZ non è qui oggi, ma sono stati tenuti aggiornati sugli sviluppi di questo accordo quadro, e siamo ottimisti sul fatto che essi saliranno a bordo in futuro". Bugia. Bugia, Mr. Withmarsh: sappiamo per certo che ETNZ non era a conoscenza della presentazione da Garrard, tantomeno era stato invitato. Se questo è il modo in cui li aspettate a bordo...

11. Conclusioni: il "framework agreement" ispirato dal'onnipotenza di Coutts e dagli interessi di chi guadagna nell'attività dei team, è una pantomima con scarso valore sulle carte fondanti il glorioso trofeo del 1851 e sul Deed of Gift del 1870. Se Coutts, Spithill, Ainslie, Barker, Cammas e Percy, vogliono farsi un circuito di vele volanti professionistiche, sono liberissimi di farlo e li andremo pure a tifare. Ma non possono chiamarlo "America's cup". Tutto qui, semplice come il vento. Senza considerare che il valore di questo accordo si squaglierebbe al sole in caso di vittoria dei kiwi. Forse c'è da sperarlo, così ci eviteremmo altri anni di contenziosi legali. In nome e per conto di John Cox Stephens e dei suoi eredi.

 

IL VIDEO CON LARRY ELLISON E RUSSELL COUTTS SULLA "VISIONE" DELLA COPPA AMERICA...

 

IL COMUNICATO EMESSO DA ORACLE TEAM MENTRE LA CONFERENZA A LONDRA ERA ANCOPRA IN CORSO! (SEGUE TRADUZIONE ITALIANA E COMMENTI ULTERIORI)

A vision for the future of the America’s Cup has been agreed by current competitors that would see long-sought stability and continuity in the competition for the oldest trophy in international sport.

 

“This is a hugely significant moment for the America’s Cup,” said Sir Russell Coutts, a five-time winner of the Cup and the CEO of the America’s Cup Event Authority.

 

“For the first time in more than 165 years, the teams have got together for the benefit of not only themselves but for the America’s Cup.”

 

“People who want to enter this race now know how much it will cost, what kind of boat they need to build and that the rules can’t change on them,” said Larry Ellison, the Team Founder of ORACLE TEAM USA and the visionary who has helped to steer the America’s Cup into the foiling multihull era. “They are now able to plan ahead, build a boat, build a team and come out and compete for their country.”

 

 

During a press conference at The House of Garrard in London, United Kingdom where the America’s Cup trophy was originally crafted in 1848, skippers and team leaders revealed a framework agreement that would cover the next two editions, the 36th and 37th America’s Cup, due to take place in 2019 and 2021 respectively. Racing in the 35th America’s Cup will take place in Bermuda in May/June of this year and the 36th America's Cup cycle will commence thereafter.

 

“Today we can announce that a new framework agreement has been created, determining the format of the next two America’s Cup cycles, its protocols and its class rules,” announced Martin Whitmarsh, the CEO of Land Rover BAR, a challenger for the 35th America's Cup.

 

“This agreement is about a format long overdue in competitive sailing. The boats and the racing are incredibly exciting to watch - whether you are a sailor yourself or not. This will now reinforce the America’s Cup as the world’s supreme grand prix racing for sailing.” noted Torbjörn Törnqvist, Artemis Racing's Team Founder and Principal.

 

Iain Murray, Regatta Director of the 35th America’s Cup said, “There’s a void to be filled and the overwhelming message from all the people in the America’s Cup is let’s grab this opportunity and run with it.”

 

The framework agreement provides stability and gives interested teams an opportunity to plan longer term. It establishes a modern sporting, technology and design challenge, within which costs are controlled to provide a much lower entry price, which will encourage more teams to be involved and ultimately create larger audiences and help incentivize more people to go sailing.

 

Franck Cammas, Skipper of Team France, added, “It’s important for the teams to know what the future of the America’s Cup is and that is now clear with this agreement. That is good for everyone, commercially and for long-term planning.”

 

Sir Ben Ainslie, Team Principal and Skipper of Land Rover BAR commented, “This framework agreement is really pivotal to the future of the America’s Cup. The cup has an incredible history over more than 165 years, but now the teams and the America’s Cup Event Authority can actually start planning for the future.”

 

As is required, the framework agreement respects and upholds all aspects of the Deed of Gift, the document that lies at the heart of the America’s Cup.

The Deed of Gift is the foundational document governing the America’s Cup. One of the unique aspects of the competition is that after winning the racing on the water, the victorious yacht club and its team then become the trustees of the event, responsible for outlining the terms of the next edition.

 

Historically, this has seen a crescendo of interest in the America’s Cup as the final races take place, followed by an extended period of down-time during which the new Defender re-defines the equipment and format of the next event, and builds a business structure to manage the next edition of a major, globalized, international competition, all while maintaining its core focus on winning as a sports team. This has resulted in teams being disbanded and costly equipment being made redundant and discarded.

 

Jimmy Spithill, the skipper of two-time winner and current defending champion, ORACLE TEAM USA said, “We have all seen how damaging that extended quiet period can be for each of the stakeholders in the event. What we’ve done over the past year is to work together to tackle that problem head-on.

 

“We know that one of the current teams is going to win, so we have found common ground on a vision for the next event, and formalized that into rules now, before racing starts later this year. That means there is now a clear plan in place that confirms the format for the competition using existing boats and equipment as much as possible to reduce costs.

 

“I think this announcement will go down as one of the defining moments in America’s Cup history. It’s great for fans, athletes, and commercially – a win win for everyone. This is a huge step forward, with the sky the limit.”

 

Iain Percy, Team Manager of Artemis Racing gave his insight into how the America’s Cup is progressing, saying, “I’ve been competing as a sailor in the America’s Cup World Series for the last two years and I’ve experienced first hand the huge swell of interest. We all realize that we’re on the right track as a sport and it is the right time to build on it for this and the next generations of top sailors.”

 

Larry Ellison said, “It is a very modern sport, it's a very extreme sport, it's a team sport and it’s country v country so I am very optimistic that we can make this sport very attractive to the next generation of athletes. The kids love it, and this will also help make it attractive to people who don't go out and sail every day, but love watching the competition on TV.”

 

The framework agreement and agreed future protocol binds the signatories to deliver the 36th America's Cup (AC36) and the 37th America's Cup (AC37) under the following terms:

 

  • The America’s Cup will be on a two-yearly cycle for AC36 (2019) and AC37 (2021).

  • The America’s Cup World Series (ACWS) will start, at the election of the defender, as soon as Q4 2017. Venues, sponsors and media partners will be approached over the next six months to secure up to 12 international events over the next two years. 

  • The first year of the America’s Cup World Series (ACWS) will be raced in AC45F foiling catamarans – the same boats used in America’s Cup World Series (ACWS) in the 35th America's Cup.

  • The second year will see a transition to the America’s Cup Class (ACC) boats, the same technically sophisticated class of boats raced in Bermuda in 2017 (with a slight rule modification to extend the wind range in which they can race to 4 to 26 knots). After this transition to the America’s Cup Class (ACC), the AC45Fs will be retired from the America’s Cup competition and the ACC boats will be the only boats raced.

  • The America’s Cup World Series (ACWS) will culminate with a final event at the venue for the next America’s Cup and the final standings from the America’s Cup World Series (ACWS) will be used to qualify teams for the America’s Cup Challenger Playoffs.

  • The America’s Cup Challenger Finals and America’s Cup Match will be held in 2019 in a venue selected by the winner of the 35th America’s Cup.

  • To reduce costs, teams will not be permitted to build, test or train on AC45 surrogate boats as they have in this cycle of the America’s Cup.

  • This above will repeat for AC37, with the exception that all racing will take place in America’s Cup Class (ACC) boats.

 

Five of the six current competitors and their respective yacht clubs have already signed this framework agreement: ORACLE TEAM USA, Artemis Racing, Team France, Land Rover BAR and SoftBank Team Japan.

 

In addition, several prospective new America’s Cup teams have been briefed on the framework agreement and have expressed significant interest in becoming challengers for AC36 and AC37.

 

“Emirates Team New Zealand is not here today, but they have been kept updated on all developments throughout the creation of the framework agreement,” Whitmarsh said. “We remain optimistic that they will come on board in the future and it is clear that cooperation is better for all of the stakeholders in the America’s Cup.

 

“The target cost to field a competitive new team is in the US$30-40 million range, a significant reduction from current team budgets.”

 

Dean Barker, CEO and Skipper of SoftBank Team Japan endorsed the sheer spectacle that is America’s Cup racing in its modern guise: “It’s high octane, seat of the pants racing with plenty of action and plenty of drama. It can be very unpredictable but it’s a true test of machines, technology and people and the racing now is a hell of a lot better than it’s ever been before.”

 

Commenti

Marco Rossato (non verificato)

La speranza è l'ultima a morire. Per fortuna ho "solo" 42 anni e prima di lasciare questo mondo spero di rivedere quella Coppa America che mi ha fatto innamorare da piccolo di questo sport. Quella coppa che mi ha fatto sognare e rimanere in piedi a notte fonda pur di vedere le "nostre" barche in azione, quelle barche che a vederle dopo decenni ancora ti sanno emozionare.