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11/01/2016 - 20:31

Ci sono velisti e velisti/2

Joyon, il Papa della vela

Ha quasi 60 anni, una trentina di record a vela, e i due più importanti: primo a girare il mondo in solitario senza scalo su un trimarano (2004) e il più veloce (2007)  

 
Storia, numeri, segreti e ricordi di uno dei “cardinali” della grande vela oceanica. Come quando Rodney Pattisson gli regalò la medaglia d’oro olimpica… - VIDEO

di Fabio Colivicchi

 
Sono tornati a casa, 5 oceani, i Grandi Capi, gli iceberg, il record sfumato, l’avversario (Spindrift 2), tutto in 47 giorni e 47 notti. L’ultima è la notte dell’arrivo. Mentre il giorno muore, ecco il faro di Créac'h, con la bella luce di Ouessant che illumina, traslucida, il trimarano IDEC Sport con i sei velisti: Francis Joyon, Alex Pella, Clement Surtel, Boris Herrmann, Bernard Stamm e Gwénolé Gahinet. I marinai possono cadere tra le braccia di questo buio familiare, casalingo, bretone, sbattendo calici e sorridendo sulle banchine di Brest. Certamente non hanno battuto il Jules Verne Trophy. Ma hanno pur sempre firmato la terza migliore prestazione di tutti i tempi su una circumnavigazione a vela. Hanno migliorato il record della barca di 17 ore, e con solo sei velisti a bordo, mentre Franck Cammas ne aveva nove quando conquistò il record del Jules Verne nel 2010.
 
Hanno firmato in particolare una nuova avventura umana. Contrassegnata da grandi momenti. Come lo sprint da urlo verso l'equatore e una strambata per iniziare l'avventura. Come il record assoluto dell'Oceano Indiano inghiottito da immersioni che più a sud non si può, nel ghiaccio, a congelare barca e marinai. Come quando hanno lottato insieme nel Pacifico, che pacifico lo è stato un po 'troppo o nel passaggio di un curiosamente tranquillo Capo Horn. Come nell’incontro ammirato dell’incredibile gigantesco iceberg nel bel mezzo del Sud Atlantico.
 
Hanno navigato veloce. Molto veloce. E si sono “divertiti tantissimo". Si sono conosciuti, o meglio scoperti, come solo in una impresa del genere, un mese e mezzo di mare intorno al pianeta, e sono stati in grado di condividere i loro sogni con noi, terrestri ordinari.
 
FRANCIS JOYON
Francis Joyon è lo skipper, l’animatore, l’anima, l’ispiratore, il padre quasi, dell’impresa e persino degli stessi velisti, alcuni dei quali davvero molto giovani da poter essere suoi figli. Classe 1956, sessant’anni il prossimo 28 maggio, Joyon è una delle molte facce della vela oceanica francese, l’ennesimo simbolo di una storia che ha quasi la sua stessa età. Eppure, Francis ha qualcosina in più. Di suo, di unico, che lo rende diverso dai vari Eric Tabarly, Philippe Poupon, Loick Peyron, Michel Desjoyeaux, Laurent Bourgnon, e restante ampia compagnia…

E non stiamo parlando dell’onoreficienza di Cavaliere della Legione d’Onore, né del titolo di velista dell’anno 2008 per la federazione francese della vela. Il valore aggiunto, il tratto in più che fa di Francis Joyon un caso unico nella storia della vela oceanica, è il suo rapporto con la velocità, quindi la scelta dei multiscafi, soprattutto trimarani, e con i record. E la summa di tutto ciò sono due cose che ancora oggi lo issano sulla vetta delle vette, chissà per quanto tempo ancora indisturbato. Ecco qua: il Cavalier Francis Joyon, nel 2004, è stato il primo navigatore a completare la circumnavigazione del mondo a vela in solitario su un trimarano. E’ già un’arte essere soli su un monoscafo, lo è di più farlo in oceano, o intorno al mondo, ma se gli scafi diventano tre…

Provate a pensarci. E Joyon è anche il detentore del record di questa categoria, stabilito nel 2007. E non proprio un recordino da poco: 57 giorni, 13 ore, 34 minuti e 6 secondi. Il trimarano era un altro IDEC, progetto di Nigel Irens, lungo 29,7 metri. Da solo, ha impiegato circa 10 giorni in più di quanto abbia fatto insieme ai 5 compagni di viaggio nell’ultimo assalto al Verne.
 
Prima di arrivare a questo, Joyon ha costellato la sua vita, e i libri di storia della vela, di un numero pressocchè incredibile di record, a cominciare da quello del primo giro in solitario nel 2004 (72 giorni e spicci). Una impresa che all’epoca suscitò ammirazioni infinite, e resta celebre il gesto del campione olimpico inglese Rodney Pattisson, che durante una conferenza stampa offrì a Francis una delle sue medaglie d’oro: “Non ho niente di più prezioso, ma non trovo di meglio per esprimere la mia ammirazione”.  Quel record sarà battuto poi da Ellen MacArthur nel 2005, e quindi riconquistato nel 2007 dallo stessa accoppiata Joyon-IDEC.
 
La lista di record è pazzesca, la trovate qui sotto, ripresa da Wikipedia. A noi che raccontiamo resta la voglia di capire, di studiare tra le pieghe dolci di quella faccia di francese non bretone (è nato in un comune sulla Loira nel pieno centro del paese), dentro a quegli occhi liquidi che sembrano galleggiare perché custodiscono in una memoria interna le infinite distese d’acqua e l’onda d’urto dei mille venti che ha sfruttato per scivolarci sopra. Con quella apparenza da uomo di campagna, quella mitezza rocciosa, quell’incedere cardinalizio, il sessantenne Francis Joyon – dati alla mano – resta il velista oceanico solitario più veloce della storia.



 
Record in solitario su multiscafi
 
•       2004
•       Record du tour du monde à la voile : 72 j 22 h 54 min et 22 s (et premier marin à boucler un tour du monde sans escale en solitaire sur multicoque). Temps battu depuis par Ellen MacArthur en 2005 et par Francis Joyon lui-même en 2008.
•       Record sur la Route de la Découverte, (CadixSan Salvador) : 11 j 3 h 17 min et 20 s. Amélioré par Thomas Coville en 2005 puis par Francis Joyon, à nouveau, en 2008.
•       2005 :
•       Record de distance à la voile en 24 heures : 542,7 milles.
•       Record de la traversée de l'Atlantique Nord à la voile, (New YorkCap Lizard) : 6 j 4 h 1 min et 37 s. Battu par Thomas Coville, en 2008, en 5 j 19 h 29 min et 20 s.
•       2007 :
•       Record de la traversée de la Manche : 6 h 23 min et 36 s (record en cours)
•       Record de distance à la voile en 24 heures : 616,07 milles.
•       Record BrestÉquateur à la voile3 (meilleur temps que les bateaux en équipage) : 6 j 16 h et 58 min
•       Record Cap de Bonne-EspéranceCap Leeuwin5 à la voile (meilleur temps que les bateaux en équipage) : 7 j 08 h et 12 min
•       Record de l'océan Indien à la voile : 9 j 12 h et 3 min
•       Record BrestCap de Bonne-Espérance à la voile : 15 j 7 h et 16 min4,6
•       Record de l'océan Pacifique à la voile : 10 j 14 h et 25 min
•       2008:
•       Record du tour du monde à la voile : 57 j 13 h 34 min et 6 s1 (record en cours).
•       Record sur la Route de la Découverte, (CadixSan Salvador) : 9 j 20 h 35 min et 3 s. Il améliore de plus d'une journée ce propre record en 2013.
•       2009:
•       Record sur le parcours de La Mauricienne, (Port-Louis (Morbihan) (France) – Port-Louis (Maurice) (île Maurice)) (symbolisant la route de la compagnie des Indes Française) : 26 j 4 h 13 min et 20 s. (temps de référence et record en cours)
•       2012 :
•       Record de distance à la voile en 24 heures 7 : 668 milles; soit 27,83 nœuds de moyenne. Battu par Armel Le Cléac'h, en 2014, 673 milles; soit 28,20 nœuds de moyenne.
•       2013 :
•       Record sur la Route de la Découverte, (CadixSan Salvador) : 8 j 16 h 07 min et 5 s 8. Il améliore de plus d'une journée son propre record. Battu par Armel Le Cléac'h, en 2014 : 6 j 23 h 42 min et 18 s.
•       Record de la traversée de l'Atlantique Nord à la voile, (New YorkCap Lizard)9 : 5 jours, 2 heures, 56 minute et 10 secondes. (record en cours)
•       2014 :
•       Record de la Route de l'Amitié, (BordeauxRio de Janeiro) : 13 j 3 h 5 min et 19 s. (temps de référence et record en cours)
 
 
Record in equipaggio su multiscafi
 
•       2015 :
•       Record de la la traversée de l'océan Indien : 6 j 23 h et 4 min (temps de référence en cours d'homologation WSSRC)
Tentative infructueuse du trophée Jules-Verne : 47 j 14 h 47 min 38s
 
 
LE PRIMA PAROLE A TERRA DI FRANCIS
"Ci sono stati molti grandi momenti! Ricorderò un classico: il passaggio a Capo Horn con condizioni molto piacevoli del mare e una luce straordinaria. Ma la cosa principale è stato il divertimento dell'equipaggio! Abbiamo lavorato molto bene insieme, ce la siamo cavata bene. Siamo rimasti piuttosto complementari: eravamo diversi navigatori solitari che navigano insieme e ne è venuto fuori un buon mix. La notte scorsa, la penultima, dove c'erano raffiche a 48 nodi, eravamo ovviamente un po 'stanchi ma senza possibilità di riposo, a manovrare e combattere... Eppure tutto è stato fatto con buon umore, con piacere! Una notte, Bernard è stato gettato violentemente da un’onda, ha attraversato tutta la barca, è stato davvero brutale... Ripartire? Se potessimo rifare lo stesso equipaggio con questa barca saremmo felici insieme, sì! Abbiamo tutti una sensazione molto positiva di questo!"
 
COSA RICORDERANNO GLI ALTRI VELISTI

Bernard Stamm: “Una planata a 45 nodi! Se dovessi isolare un ricordo, è questo, 45 nodi in surf! Non so esattamente dove fossimo, da qualche parte nell'Oceano Indiano credo. Ero al bar... La barca è già abbastanza impegnativa tra i 35 e i 40 nodi, ma quando si naviga per lunghi periodi sopra i 40 nodi è... beh, è ​​memorabile!"
 
Gwénolé Gahinet "Le discese alle alte latitudini nell'Oceano Indiano e l'avventura umana" Una ricordo intenso è la prima discesa nel profondo sud, a sud delle Isole Kerguelen e Heard. Abbiamo dovuto fare incursioni molto, molto a sud verso il sentiero che conduce al record Oceano Indiano. E 'stato un ingresso abbastanza difficile, fino a quasi 60 gradi Sud sull’acqua a 2 gradi. La notte a 35 nodi al buio con la paura degli iceberg... è stato piuttosto forte, la concentrazione, lo stress, il freddo, tutto davvero, davvero difficile. Una notte, la barca si è letteralmente congelata! Le reti congelate, congelato il ponte... è una navigazione eccezionale. Sono grandi momento, che non dimentichi più! Ma, più in generale, ciò che è stato grande in questo giro del mondo è l'avventura umana, la coesione della squadra, del gruppo. Abbiamo avuto tanto tempo, un grande tour mondiale. Eravamo tutti molto diversi, con un sacco di storie da dirci l'un l'altro. Ad ogni cambio di turno, c'erano un sacco di aneddoti, ci siamo scambiati tanto. E poi grandi momenti di divertimento... che sono quasi la cosa principale!"
 
Boris Herrmann: "L'incontro visivo con Spindrift, vicino alla Nuova Zelanda. E' stato fantastico ritrovarsi in quel luogo dopo mezzo giro del mondo! L'atmosfera a bordo era fantastica, e per tutto il mondo. Credo di aver imparato molte cose in questo equipaggio, guadagnando un po’ di maturità. E’ stata un'esperienza gratificante, con gli altri, a bordo di questa bella barca!"
 
Clément Surtel "Capo Horn, la roccia leggendaria. Il momento più grande per me è Capo Horn che ho superato per la prima volta in un bel tramonto. Si tratta di una bella immagine Grande Sud, e anche una liberazione, si tornava a Nord. E c'era una grande atmosfera a bordo, tutti svegli e felici. Non potevamo davvero sapere prima di partire come sarebbe andata tra noi, e non è mai facile per 6 su una barca come questa. Avevamo davanti una favola. E dopo 47 giorni di mare, beh... ci conosciamo meglio!"
 
Alex Pella "Quell’enorme iceberg sulla nostra strada. Beh, naturalmente, siamo molto felici di finire questo giro del mondo con un tempo molto buono, anche se non abbiamo infranto il record. Ci sono stati grandi momenti di atmosfera a bordo, credo condivisi da tutti. Se devo fare un’unica foto di un momento magico, per me è quella di questo enorme iceberg a forma di croce, incontrato nel Sud Atlantico durante una bella giornata di sole. In coperta, eravamo tutti stupiti, a guardare questo spettacolo come se fosse stato messo lì da qualcuno, sulla nostra strada, solo per noi! A bordo c’erano buone persone!"

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