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07/04/2017 - 16:50

Il grande salto per il record

I Malingri sono pronti
partenza domenica 9!

Obiettivo: attraversare l'oceano Atlantico in soli 11 giorni! Vittorio e Nico Malingri finalmente hanno il semaforo verde dei meteorologi. La partenza per battere il record Dakar-Guadalupa è in programma domenica 9 aprile alle 10:30 locali. Padre e figlio sono pronti per la prima sfida del 2017 a bordo di Feel Good (Citroën), il loro catamarano sportivo da spiaggia lungo 6 metri. Una delle sfide più importanti del 2017 del Citroën Unconventional Team.  LE PAROLE DI VITTORIO ALLA VIGILIA

 

Le condizioni meteo, monitorate dai Malingri e da Navimeteo, sono buone: l’anticiclone finalmente sembrerebbe stare fermo incentro atlantico per il tempo sufficiente. Le depressioni previste lungo il tragitto sembrerebbero restare più, a nord, dando meno fastidio al flusso degli alisei. Rimangono due punti critici, che sono ora sotto continua verifica, la depressione che il 10 e 11 potrebbe dare fastidio a metà percorso e un’altra depressione che invece potrebbe complicare le cose dal15 all'arrivo.

Con questa meteorologia é stato scelto di passare a sud del arcipelago di Capo Verde, scendendo gradualmente fino al 13° parallelo e navigando a quella latitudine per la maggior parte del percorso. Sempre pronti però a scendere più a sud, in caso apparissero dei cali di vento sulla rotta.

La partenza è prevista domenica 9 aprile verso le 10,30; la linea di partenza è definita da due boe in prossimità della piccola isola di Gorèe, situata immediatamente a sud del porto di Dakar. A bordo della barca appoggio ci sarà anche Benoit Hallier, il giudice del WSSR Council, che prenderà il tempo ufficiale e farà i debiti controlli per l'omologazione del record.

La rottaprevede la traversata dell’Oceano Atlantico da Est a Ovest, dall’Africa alle Antille,2551miglia nautiche; si tratta di una rotta interessata nella prima fase dagli alisei di N/E,nella seconda da quelli da E, e in quella finaleda quelli di S/E. Zone di calma, che rallenterebbero di parecchio Feel Good, sono possibili nell’ultima fase e questo è difficilmente prevedibile adesso in quanto le previsioni accurate arrivano fino a 5 giorni, mentre la tendenza si delineaa 7/8 giornidalla partenza. Gli ultimi 2/3 giorni Vittorio, Nico e FeelGood dovranno macinare miglia con “quello che passa il convento”. A questo proposito si cercherà di prendere più anticipo possibile nella prima e seconda fase, in modo da potersene “giocare” un po’ all'arrivo.

Le difficoltà: attraversare un oceano su un piccolo catamarano non abitabile di 6 metri richiede una serie di attenzioni. E’ indispensabile evitare che il catamarano si rovesci. Nel caso succedesse i Malingri hanno la possibilità di raddrizzare la barca in un paio di minuti, usando il proprio peso e leve appropriate, ma devono farlo in fretta altrimenti l'albero galleggiante rischia di rompersi, in questo caso la barca si rovescerebbe completamente rendendo la faccenda molto più lunga e complicata.

Il resto è una questione di comfort, alimentazione, gestione del sonno e concentrazione sull'obiettivo per gli 11 giorni necessari, facendo camminare forte la barca. Non è facile fare tutte queste cose appollaiati sulle due terrazze laterali, su una barca che si muove in continuazione in velocità tra le onde.

Solo cibi freddi, ma si è scelto di non abbandonarsi alle razioni spaziali per conservare maggiore qualità e trovare nel cibo anche una fonte di appagamento psicologico. Piccoli salumi e formaggi sottovuoto dall'eccellenza italiana, carne secca, diversi tipi di gallette, noccioline, torroni di miele e cereali, corn-flakes e latte in polvere, cioccolato, succhi di frutta, biscotti dolci, frutta e verdura nella prima fase.

Si dorme come si può, senza lenzuola o sacchi a pelo, sulle terrazze che fungono anche da sedute. Si può contare solo sulla protezione di un tendalino e alcuni paraspruzzi di tela. Vittorio e Nico dormono alternandosi per conservare velocità e precisone di rotta.  Hanno previstodi riposare di notte, quando, anche per questioni di visibilità, si naviga più tranquillamente, e compensare con una navigazione più aggressiva nelle ore diurne che, a queste latitudini, sono parecchie.

Ma il rischio vero è quello mentale. Per arrivare a farcela in tempo Vittorio e Nico dovranno usare tutte le loro risorse umane e non perdere mai la volontà di farcela. L'alternanza di veglia e sonni brevi per giorni già di per se provoca una costante pesantezza di fondo. In tutto questo bisogna inoltra evitare la pigrizia ed eseguire le manovre, decidendo lucidamente la rotta da tenere, rispettarla accuratamente per ottimizzare i tempi della navigazione, mantenere la calma per affrontare gli inevitabili problemi in barca. Insomma “starci dentro” e tornare velocemente a casa.

I record men: Vittorio Malingri, classe 1961, pioniere della vela oceanica italiana, è stato il primo azzurro a partecipare al Vendeé Globe, l’“Everest dei mari”. Nico Malingri, secondogenito di Vittorio, 25 anni, ha attraversato a vela l’Atlantico 11 volte ed è qui alla sua prima prova agonistica.

La barca: Feel Good, un catamarano in carbonio di sei metri non abitabile, è considerata l’imbarcazione più veloce e innovativa della sua classe. Può tenere medie attorno ai 15 nodi, con percorrenze di oltre 300 miglia al giorno.

Vittori e Nico Malingri fanno parte del Citroën Unconventional Team (CUT), fucina di talenti degli sport adrenalinici che per stile di vita condividono una visione non convenzionale

Vittorio Malingri, già pioniere della vela d’altura, e suo figlio Nico intendono superare in doppio il primato attuale della Dakar-Guadalupa (ad ora 11 giorni, 11 ore e 25 minuti detenuti dai navigatori francesi Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin), il record oceanico più classico della classe di imbarcazioni F20 (formula 20'). L’impresa è supportata da Citroën, main partner, e da OneSails, partner tecnico.

LE PAROLE DI VITTORIO ALLA VIGILIA: “Gimo giù come du diavoli”!

Dakar, 6 aprile 2017 “Ragazzi sono qui che me la faccio sotto da qualche giorno, da quando abbiamo capito che il 9 aprile andiamo via. E’ sempre cosi, mi prende un pò di paura di non so neanche io che cosa, o tutto assieme, insomma che qualcosa vada storto. Quindi riflessioni, controlli fisici e mentali della preparazione della barca, degli apparati, della cambusa.

Va tutto bene Feel Good è pronto e bello tranquillo. Dondola a poppa di Huck Finn da 3 settimane. Alla normale tensione che accompagna la vigilia di qualsiasi impresa, si aggiunge la responsabilità del genitore. Poi passa, il momento in cui si esce in oceano aperto. Formiche nell’immenso. Invece di fare paura te la fa passare. Non hai alternative, devi stare lucido, sereno, ragionare bene, divertirti più che puoi, vedere di arrivare in fondo a tutti i costi…tutti interi.

Poi c’é il divertimento, ci aspettano 11 giorni di centinaia di planate sulle onde dell’Atlantico, e Feel Good dà il meglio proprio in quella situazione lì. Invece il meteo è completamente diverso dall’ultima opzione. Domenica partiremo con una 20 di nodi di vento e scenderemo subito verso S/W, dirigendoci a sud dell’arcipelago di Capo Verde. E’ una buona finestra, la migliore che abbiamo avuto fin ora, ma c’è sempre incertezza nella parte finale che è difficile prevedere con così tanto anticipo.

In generale il vento non sarà fortissimo, a parte alcuni momenti in cui sono previsti 20/22 nodi, e davanti ai temporali tropicali in cui per un momento si possono subire raffiche anche di 40 nodi o più, la maggior parte della navigazione si svolgerà con 15 o meno nodi, e dovremo tirare fuori il massimo dal nostro Feel Good. Anche la rotta a sud non aiuta perché le 2550 miglia possono diventare facilmente 2700, e noi vorremmo al massimo percorrerne 2650. Vedremo.

Ci sarà da stare belli coordinati con Navimeteo e continuare a posizionarci bene mano a mano che il meteo evolve. Più grande incognita l’arrivo, che temiamo sarà poco ventoso. Importante dunque darci dentro da subito e prendere molto margine nella prima parte. Oggi abbiamo controllato le comunicazioni, l’invio satellitare di info e immagini, messo le pile nuove in tutti gli apparati, messo i telefoni e le batterie delle sport cam in carica.

Nico stà ricontrollando la cambusa, sembra tranquillo. Ieri e due giorni fa Cesare e Nico sono andati a surfare un pò. Io sto sempre a bordo, non scendo quasi mai. Sto bene a casa mia, ovunque sia nel mondo. Mi riposo, dormo tantissimo, cerco di mangiare bene, mi rilasso… carico le pile anche io. Tranqui! Gli spacchiamo il culo, siamo qui per questo….magari ci riusciamo sul serio. Il nostro motto, in eugubino, é sempre: “gimo giù come du diavoli” (andiamo giù come due indiavolati), come alla Marsiglia Cartagine. Poi vediamo se era vero.”

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