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14/06/2018 - 19:49

Nostra intervista col navigatore nel giorno dell'annuncio più importante

Pedote: comincia il mio Vendée!

Giancarlo Pedote sarà il quinto italiano di sempre al via del Vendée Globe 2020, il giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza. L'annuncio della sfida lanciata, atteso da settimane, è finalmente arrivato. Un investitore ha comprato l'ex St Michel Virbac, IMOCA 60 con foil di Jean-Pierre Dick, e dal 2019 sarà a disposizione del navigatore italiano. Che non sta più nella pelle. Abbiamo sentito Giancarlo al telefono da Lorient. E' vero: non sta più nella pelle! Sentite cosa dice - FOTO - TRE VIDEO DELLA BARCA

 

di Fabio Colivicchi

Nel comunicato (che riportiamo più avanti in questa pagina per completezza) che annuncia l'avvio della sua campagna per il Vendée Globe 2020 - giorno quanto a lungo desiderato dal navigatore toscano! - Giancarlo Pedote è talmente raggiante che vìola (e finalmente!) le leggi dei comunicati: si lascia andare a rivelazioni personali, descrizioni di stati d'animo, condivisione della sua euforia, e conclude così il primo capitolo (che racconta di una misteriosa telefonata che gli ha annunciato l'ok al progetto): "Avrei solo voglia di correre, correre fino allo sfinimento, sdraiarmi sull’erba e sorridere alle stelle!"

Ecco, partiamo da qui, quando ci sentiamo al telefono. Lui è a Lorient, dove ha comprato una bella casa sul mare che sta ampliando, dove sono nati i due figli con l'inseparabile Stefania, anche lei oggi come decollata su un foil. Sarebbe così anche per voi se vi avessero appena detto che il sogno della vostra vita può partire, si può realizzare. Quando ti danno la certezza di andare a giocare la Champions League dello yachting in solitario, e che avrai a disposizione la ex barca di un mostro sacro, un fuoriclasse, un Maradona chiamato Jean-Pierre Dick. Si chiama "non sto più nella pelle", anche per un lavoratore razionale, programmato, applicato come Giancarlo.

"Ci siamo andati vicino tante volte, ma sempre si tornava indietro, alla fine non ne potevo più, stavo per convincermi che non ce l'avremmo fatta - dice Giancarlo - Poi è arrivata la famosa telefonata, quella che ti cambia la vita..."

Chi c'era dall'altra parte della cornetta?

"Una persona del gruppo di investitori che ha deciso l'acquisto della barca, un investitore in particolare, che per ora vuole mantenere la riservatezza sul suo nome..."

Non ti chiediamo di più, anche se moriremmo dalla voglia. Almeno: italiano o francese?

"Guarda, ti basti sapere che da parte mia il sentimento è la gratitudine. A me interessava avere la fiducia di qualcuno, per avere il mezzo e far partire la sfida. E poter dire che ci sarà italianità alla prossima edizione del Vendée Globe."

Anche il tuo sponsor di sempre, Prysmian, resta a bordo.

"Ed è una continuità bellissima, ne sono orgoglioso. Negli accordi c'è spazio anche per un piccolo logo sull'albero della barca in questa stagione, poi si vedrà. La barca sarà del tutto a nostra disposizione nel 2019 e vedremo insieme come creare il team. Quest'anno l'ex St Michel Virbac di Jean-Pierre farà la stagione con Yann Elies, col nuovo nome UCAR St. Michel. Io sarò però sempre molto vicino alla barca, all'organizzazione, al team, anche a bordo con l'equipaggio. E' così da un po' di tempo: ho fatto molte uscite tecniche e di messa a punto, le manovre, tutti i trasferimenti. Sono talmente tante le cose da assimilare su una barca del genere, non puoi certo farlo in una settimana, di fatto non si finisce mai. E' un processo graduale di cessione delle consegne."

Cosa farà la barca quest'anno?

"Fondamentalmente la Route du Rhum con Yann. Dopo quella regata andremo in cantiere per un quadro completo. Strumentazioni elettronica e circuiti elettrici, impianto idraulico, manovre correnti. Più vivi la barca, più la conosci, più la possiedi. Non dimenticherò mai la prima volta che misi piede su un Mini 650: mi sembrava incasinatissimo, pieno di cime, manovre, impianti. E invece il pilota di un Mini è una bazzecola, 4 fili e via. Sull'IMOCA invece... E' tutto in proporzione."

Facci qualche esempio.

"Quando ho preso in mano l'elettronica, all'inizio ero spaventato. Poi mi sono detto: si tratta solo di quantità, è logica, ho sempre capito tutto, capirò anche questa. Non in cinque minuti però: ci sono voluti quattro giorni! L'impianto di un IMOCA è molto complesso, tanto per cominciare si lavora su tre tensioni diverse: 48, 24 e 12 Volt, tre registri diversi. La batteria è a 48 V perchè deve avere capacità e affidabilità, alcuni componenti lavorano a 24 V per ridurre la dimensione del cavo che trasporta gli ampere, e quindi diminuire il peso. Altre apparecchiature, infine, vanno a 12 V. Quindi ti ritrovi a produrre con la generatrice a 48 V ma hai bisogno di trasformatori di voltaggio per trasferire energia e far lavorare tutto bene. Il barometro va a 12 V, lo schermo del pc a 24 V, il bus del pilota automatico a 12, l'idraulica della chiglia a 24... Poi bisogna isolare bene le componenti per evitare correnti parassite, considerando che lo scafo di carbonio è ottimo conduttore... Il passaggio di consegne è avvenuto filo per filo, e se non capivo mi fermavo finchè non diventava tutto chiaro, e se c'era da etichettare, etichettavo!"

E abbiamo parlato solo di elettronica (che certo per barche del genere è fondamentale), non abbiamo neanche accennato ad attrezzatura, vele... Facciamo così, ne parleremo nel 2019, quando verremo a trovarti a Lorient (promesso) e ci porterai a bordo. Qual è il programma del prossimo anno?

"Aspetto Saily a Lorient, quando volete! Faremo le regate IMOCA, non ho ancora un calendario preciso, è in fase di costruzione. Così come non c'è ancora un nome ufficiale della barca, o i nuovi colori, tutte notizie in divenire."

Anche perchè stai cercando altri sponsor e partner, giusto?

"Assolutamente si. La sfida è partita e si fa, completiamo i dettagli. Ho voluto fare l'annuncio perchè qui a Lorient ormai mi vedevano tutti sulla barca, volevo che in Italia si sapesse da me piuttosto che da una soffiata! Di certo la barca avrà bandiera italiana, perchè lo skipper è italiano!"

Rimettete gli orologi, segnate le agende: la data giusta è l'8 novembre 2020. Parte il giro del mondo a vela in solitario Vendée Globe Challenge, nona edizione. Al via, per la quinta volta in 27 anni, ci sarà un italiano. Prima di Giancarlo Pedote: Vittorio Malingri, Pasquale De Gregorio, Simone Bianchetti, Alessandro Di Benedetto. Puo' essere l'inizio di un nuovo capitolo, che fa riscoprire l'oceano agli italiani, e porta altri navigatori verso questa Champions dello yachting. Intanto, bravo Giancarlo, a presto!

>> Nelle foto della colonna di destra molte immagini di St. Michel Virbac, in navigazione, nel test di raddrizzamento, negli interni, con i foil in evidenza, con la nuova livrea di quest'anno UCAR St Michel

IL COMUNICATO STAMPA - Giancarlo PEDOTE annuncia il suo progetto Vendée Globe 2020 a bordo di un IMOCA a foil.

E’ chiamato l'Everest dei mari. Le regata più dura. Il giro del mondo in solitario, senza scalo e senza assistenza, su barche di 18 metri. La Vendée Globe è il sogno dei navigatori oceanici di tutto il mondo e, come noto, anche quello di Giancarlo Pedote. Un pensiero fisso, un’ossessione, un’ombra dalla quale non è possibile scappare; un sogno che adesso, finalmente, riesce a realizzare: oggi lo skipper toscano può annunciare il lancio del suo progetto Vendée Globe a bordo dell’ex StMichel-Virbac, il monoscafo con cui Jean-Pierre Dick è arrivato quarto nell'ultima Vendée Globe. 

« Sono fuori a mangiare una pizza con amici. Squilla il telefono: una conversazione che dura circa quattro minuti, quei quattro minuti che ti cambiano la vita. Sono euforico, ho un nodo allo stomaco, sono frastornato, sono felice: finalmente si delinea una strada sulla quale poter correre. Non c’è cosa peggiore per un competitivo come me di avere le gambe e non la strada: una frustrazione continua che scava ed ogni giorno ti prende qualcosa. Ma adesso basta. Da oggi le cose cambiano. Non posso dire niente ai miei commensali, uno mi guarda con sospetto: “Ma hai un’amante, che mi sembri tutto ringalluzzito?” . “No” rispondo io. “Ho una grande notizia”. Cerco di ricompormi sforzandomi di mettere ancora la forchetta in bocca completamente sconnesso da qualsiasi appetito. Avrei solo voglia di correre, correre fino allo sfinimento, sdraiarmi sull’erba e sorridere alle stelle ».

Giancarlo Pedote racconta così, con ancora un sorriso in volto, il momento in cui ha capito che il suo progetto Imoca partiva davvero. 

Mini 6.50, Figaro, Class 40, Multi 50, Moth a foil e IMOCA: Giancarlo Pedote ammette di aver lavorato tutti questi anni per tappe di avvicinamento all’obiettivo, come spiega lui stesso: « La Vendée l’ho vista nella mia mente dopo la Rotta del Rhum 2014. Quella regata, che per il suo 10° posto non è stata degna di nota per chi era abituato alle vittorie, ha avuto per me un grande significato e mi ha fatto scoprire cose nuove di me stesso. Poco dopo il rientro a casa, mentre ero in un parco con mia moglie ed i miei bambini, ho sentito che il sogno poteva diventare realtà. E ho iniziato a lavorare in quella direzione. L’anno successivo l’ho trascorso in Multi 50 per poi andare a giocare con il Moth l’anno successivo: tutto per me era legato da un filo conduttore ed è proprio questo filo che sarà propulsivo per la mia barca ».

La determinazione ha guidato Giancarlo Pedote in tutti questi anni, una determinazione generata dalla voglia di conoscere non solo sempre meglio la vela oceanica, ma anche e soprattutto se stesso.

« Questa regata in realtà è un’equazione molto difficile da risolvere, significa dover far fronte a tantissimi problemi di natura differente, non immaginabili da chi non ha mai fatto o tentato il giro. Percorrere il mare per circa tre mesi è una scoperta interiore durante la quale un uomo si trova a faccia a faccia con tutto se stesso: le sue paure, le sue gioie, i suoi punti fermi e quelli vacillanti. Tutto questo mi affascina. In fondo, come diceva Nietzsche, un filosofo è un uomo di conoscenza ».

Ma Giancarlo Pedote, oltre che essere un uomo che ama la conoscenza, è anche un marinaio e un professionista che sa che navigare significa armare un progetto globale, che include molteplici responsabilità.

« Adesso siamo ad un nuovo punto di partenza: tutta la mia concentrazione è rivolta a cercare di mettere le giuste basi per poter sviluppare il progetto al meglio delle possibilità che mi verranno date, per poter crescere rapidamente e nella direzione giusta in una classe così affascinante », ammette con fermezza.

La Classe IMOCA rappresenta i più grandi monoscafi da regata: lunghi 60 piedi, pari a 18,28 metri, gli Imoca sono degli “Open Class”, barche cioè per le quali ci sono pochi limiti di progettazione, legati alla lunghezza e, principalmente, alla sicurezza.

La possibilità di realizzare imbarcazioni “Open” e la continua ricerca di performance, hanno fatto evolvere molto velocemente progetti e realizzazioni. Per questo motivo esistono grandi differenze tra la flotta attiva degli Imoca, tanto che nell’ultima edizione della Vendée Globe è come se si fossero corse 3 regate in una: quella degli Imoca di cosidetta “vecchia generazione”, costruiti intorno al 2007, quella degli Imoca chiamati di “ultima generazione”, dotati di foil, e gli altri.

Ulteriori sviluppi sono attesi, con una serie di barche in costruzione che parteciperanno al Vendée Globe 2020 formando la nuova ultima generazione.

Giancarlo Pedote entrerà nella Classe IMOCA nella stagione 2019, quando potrà recuperare la barca che gli sarà assegnata, oggi condotta da Yann Elies.

Per tutto il resto del 2018, lo skipper continuerà a cercare di integrare il suo team e i suoi partner, ma soprattutto potrà studiare il suo prossimo Imoca in cantiere e in allenamento, grazie al sostegno del suo storico sponsor Prysmian Group che ha deciso di supportarlo in questa fase di apprendimento e preparazione del progetto.

« Gli Imoca al giorno d’oggi sono imbarcazioni piuttosto complesse in termini di funzionamento e manutenzione. E’ necessario prepararsi al meglio nella conoscenza generale della propria barca per poter far fronte a tutti gli imprevisti che possono capitare in una regata come la Vendée Globe. In questo senso per me il 2018 sarà un anno molto importante, durante il quale avrò la possibilità di conoscere, studiare, entrare nel cuore della barca che mi sarà affidata dal prossimo anno »  spiega Giancarlo Pedote, che prosegue raccontando il suo legame con Prysmian Group, un legame iniziato nel 2007.

« E’ grazie a Prysmian Group che potrò allenarmi e regatare come equipaggio quest’anno. Prysmian ha sempre creduto nell’importanza dell’apprendimento e non solo con le parole. Nel 2016 mi ha sostenuto in un’improbabile campagna Moth per apprendere i foil. In quell’occasione molti sono rimasti stupiti, ma gli uomini di Prysmian hanno creduto in me. Lo scorso anno hanno deciso di lasciarmi partire per la Transat Jacques Vabre sotto altri colori: si sono messi da parte, hanno accettato di non essere più protagonisti per permettermi di avvicinarmi ad un progetto IMOCA e studiarlo.

Quest’anno hanno deciso di riunire le due cose in una e mi sosterranno personalmente al fine di permettermi allenamenti e partecipazioni alle regate in equipaggio. In cambio avranno solo un piccolo spazio sulla barca, ma un grande merito nella mia crescita ».

Giancarlo Pedote ha già iniziato a studiare la sua prossima barca e ad allenarsi su essa: al cantiere di Absolut Dreamer, alla Base di Lorient, lo skipper italiano apprende le caratteristiche della barca, studia il suo impianto elettrico e elettronico, cerca di conoscerla nei più piccoli dettagli; sui mari bretoni partecipa agli allenamenti, inizia ad effettuare le prime manovre, ed ha fatto parte dell’equipaggio che ha visto Yann Elies vincere l’ultimo Grand Prix de Guyader, che si è tenuto il primo weekend di maggio a Douarnenez.

La barca - La barca che Giancarlo Pedote condurrà nel 2019, l’IMOCA battezzato “Absolut Dreamer 5”, è una di quelle barche che nell’ultimo Vendée Globe erano chiamate di “ultima generazione”. Dotata di foil, le derive che permettono alle barche di sollevarsi completamente dall’acqua e di veleggiare sopra il mare riducendo l’attrito dell’acqua, è stata varata a settembre 2015.

Realizzata su progetto Verdier VPLP, è stato costruito al cantiere Multiplast, un cantiere ha realizzato numerosi progetti di successo nel mondo della vela, con imbarcazioni vincenti alla Vendée Globe, alla Volvo Ocean Race, al Record dell'Atlantico, al Trophée Jules Verne, alla Rotta del Rum. Lo stesso cantiere, tra l’altro, lavora su progetti altamente tecnologici nel settore aerospaziale.

Il Vendée Globe - Il Vendée Globe è considerata da tutti la più dura regata, un vero e proprio test di resistenza fisica, emotiva e mentale. Consiste in un giro del mondo in solitario (con la circumnavigazione completa dell'Antartide), senza possibilità di attracco o di assistenza esterna, con partenza e arrivo dal porto francese di Les Sables-d'Olonne, nella Loira. E’ una regata che ha un fascino particolare, e che fino ad oggi ha visto partecipare l’Italia solo nella seconda edizione del 1992-93 con Vittorio Malingri, che purtroppo non riuscì a concludere per un’avaria al timone; nel 2000-01 con Simone Bianchetti, dodicesimo al traguardo, e Pasquale Di Gregorio, quindicesimo; e nel 2012-13 con Alessandro Di Benedetto, che ha segnato il miglior risultato italiano con un undicesimo posto.

Il progetto inizia nel 2019; l'apprendimento inizia oggi.

PRYSMIAN GROUP - La pluriennale partnership che lega il Gruppo Prysmian a Giancarlo Pedote combina gli ideali della vela e del Gruppo: valori come lavoro di squadra, strategia, impegno e capacità di adattamento sono infatti condivisi.

Vela è sinonimo di spirito di imprenditorialità e di scoperta, assieme a grande passione per la natura. Il Gruppo, allo stesso modo, persegue l'eccellenza in termini di prestazioni, qualità, competitività e innovazione, tentando sempre di rispettare l'ambiente e utilizzando le sue risorse in modo responsabile con l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile nel rispetto dei diritti delle generazioni future.

Prysmian Group è leader mondiale nel settore dei cavi e sistemi per energia e telecomunicazioni. Con quasi 140 anni di esperienza, un fatturato di oltre 11 miliardi di euro nel 2017, oltre 30.000 dipendenti in 50 Paesi e 112 impianti produttivi, il Gruppo vanta una solida presenza nei mercati tecnologicamente avanzati e offre la più ampia gamma di prodotti, servizi, tecnologie e know-how. La società opera nel business dei cavi e sistemi terrestri e sottomarini per la trasmissione e distribuzione di energia, cavi speciali per applicazioni in diversi comparti industriali e cavi di media e bassa tensione nell’ambito delle costruzioni e delle infrastrutture. Per le telecomunicazioni il Gruppo produce cavi e accessori per la trasmissione di voce, video e dati, con un'offerta completa di fibra ottica, cavi ottici e in rame e sistemi di connettività. Prysmian è una public company, quotata alla Borsa Italiana nell’indice FTSE MIB. www.prysmiangroup.com

SPONSOR TECNICO - Helly Hansen è il marchio leader dello Scandinavian Design e da oltre 140 anni il punto di riferimento per tutti i professionisti nell’ambito nautico. TRUSTED BY PROFESSIONALS. www.hellyhansen.com

E ADESSO TRE VIDEO PER CONOSCERE DA VICINO LA BARCA DI GIANCARLO...

VIDEO: LA CLIP DI ST MICHEL VIRBAC PER IL VENDEE GLOBE 2018

 

VIDEO, LA VITA A BORDO DI ST MICHEL VIRBAC

 

VIDEO, IL GIORNO DEL VARO DI ST MICHEL VIRBAC

Sezione ANSA: 
Saily - News

Commenti

Adriatico Jack (non verificato)

Fantastico !!! Finalmente un italiano ! Vai Gianca ...sempre a tutta come sai fare !!!