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24/04/2018 - 17:04

Cosa aspettarci dalla tappa francese, a 4 mesi da Aarhus?

Benvenuti a Hyeres
Paradiso vela olimpica

RISULTATI DAY 1 - Scordiamoci per una settimana dei problemi sulla scelta delle future classi olimpiche, e della lotta tra interessi economici e spirito olimpico dei velisti. Collegatevi, mentalmente e fisicamente, alla baia di Hyeres, poco dopo la Costa Azzurra, famosa per il Mistral (ma questa settimana forse brezzoline). E' l'ultima World Cup di qualifica per la finale (come sarà Genova nel 2019-2020). Ci sono 460 barche e 579 atleti. E 47 italiani. Con quali aspettative? - PREVIEW - VIDEO - GUIDA - MEDAL LIVE

 

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Dicevamo di Hyeres, di Genova e della Coppa del Mondo della vela olimpica. Ecco qua: il cinquantennale della Semaine Olympique Francoise a Hyeres è anche l'ultima tappa della World Cup, ultima selezione per la Finale, che sarà a inizio giugno a Marsiglia, la città olimpica di Parigi 2024. Guarda come passa la storia e bisogna prenderla al volo sennò la perdi. Eravamo a un passo dal sogno olimpico di Roma 2024, e Cagliari sarebbe diventata la capitale della vela a cinque cerchi. Invece ha prevalso la miopia, et-voilà, si va dai cugini francesi che gongolano. Per consolarci (si fa per dire) ci hanno dato il brodino della tappa finale di World Cup a Genova, per due anni 2019 e 2020. Quindi questa Hyeres numero 50 prefigura quello che potrebbe essere Genova 2019.

Ci sono 451 barche delle classi olimpiche e 9 2.4 Paralimpici, per un totale di 579 atlete e atleti, da 45 nazioni. Gli italiani sono 48 (due dei quali paralimpici), in tutte le classi tranne il Finn. Mancano alcuni assi della nostra squadra come Flavia Tartaglini e Francesco Marrai, gli altri ci sono più o meno tutti.

In questa nostra copertina su regata, posto, atleti che è tutto un inno alla bellezza, trovate sparsi nel testo alcuni video prodotti dall'ufficio comunicazione di World Sailing. Niente di speciale, ma ben fatte e sentite occasioni per approfondire la conoscenza con alcuni dei protagonisti di questo sport così bistrattato da sembrare talvolta incredulo della sua stessa completezza. Ci vorrebbe tanto a pensare e realizzare qualcosa del genere anche per i nostri velisti della squadra olimpica? Lasciamo perdere.

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Oltre a immaginarci Genova 2019, cosa dobbiamo attenderci da Hyeres 2018? A cosa serve una tappa di Coppa del Mondo nell'anno che deve servire soprattutto alle prime importanti (perchè scacciapensieri) qualifiche olimpiche per nazione a Tokyo 2020? Se diciamo che la preparazione va curata pensando al picco di forma ad Aarhus in agosto, e che non si può sempre performare al massimo, perchè allora guardando le classifiche i migliori sembrano sempre vincenti? E come sta l'Italvela olimpica? I due podi di Palma sono una base da cui partire per migliorare, o un waypoint da tenersi stretto? Chi sale e chi scende nel borsino delle varie classi? In attesa di sentire le versioni dello staff tecnico e politico federale (a cominciare dal DT Michele Marchesini e poi dal presidente Francesco Ettorre), guardiamo dentro alle classi.

RSX M (50 concorrenti; 5 italiani) - Antonino Cangemi, Carlo Ciabatti, Luca Di Tomassi, Matteo Evangelisti e Mattia Camboni. Rispetto a Palma, torna l'oro olimpico Dorian Van Rijsselberghe (NED), ci sono ben 11 francesi, i cinesi, gli inglesi, i super-polacchi, il greco Kikkalanis, lo spagnolo Pastor. Insomma si fa piuttosto sul serio. E' un test attendibile da pre-mondiale. E per scoprire il vero Mattia Camboni 2018.

RSX W (44 concorrenti; 1 italiana) - Veronica Fanciulli. Manca Flavia Tartaglini, come previsto dai programmi a tavolino della sua attività: è una veterana, inutile stressarla con ripetuti impegni, tanto più che nella World Cup la romana non ha nulla da dimostrare. Anche Marta Maggetti, che pure era nella lista degli iscritti, ha dato forfait, per il riacutizzarsi di un problema fisico. Così la surfista sarda: "Purtroppo un imprevisto mi costringe a saltare la Coppa del Mondo di Hyeres. Si tratta di un piccolo imprevisto di salute che per, una più veloce risoluzione, necessita di qualche giorno di riposo. Dopo la consultazione con lo staff medico che mi sta seguendo, preferisco accelerare la risoluzione, in modo da essere al top per il prossimo appuntamento, a Maggio per i Giochi del Mediterraneo." Marta, dopo una sessione di allenamenti appena conclusa sul Lago di Garda, si trova ora a Cagliari. E' una flotta piuttosto competitiva, anche se mancano parecchie delle migliori, non certo una inutile sgambata, ma poco più. L'olandese De Geus, le francesi guidate dalla Picon, le polacche in riga dietro la Klepachka, la russa Elfutina, le cinesi sempre temibili, due giovani inglesi.

LASER STANDARD (68 timonieri; 4 italiani) - Marco Benini, Marco Gallo, Nicolò Villa, Zeno Gregorin. Mancano sia Francesco Marrai (ancora convalescente) che Giovanni Coccoluto (motivi famigliari), cause diverse ma a quanto pare non scelte tecniche, dunque largo a tre giovani più il veterano Gallo. I nostri "perdono" una buona occasione di confronto con il top della classe, dal podio di Rio 2016 (Burton, AUS, Stipanovic, CRO e Meech, NZL), agli astri nascenti di inizio quadriennio, il tedesco Buhl, l'inglese Thompson, il cipriota Kontides, il francese Bernaz, l'americano Barnard.

LASER RADIAL (64 timoniere, 5 italiane) - Carolina Albano, Francesca Frazza, Joyce Floridia, Silvia Zennaro e Valentina Balbi. Le nostre al completo, le altre quasi. Bouwemeester (NED) e Rindon (DEN) in rappresentanza del podio di Rio (manca solo l'irlandese Murphy, che naviga in Atlantico alla Volvo Ocean Race su Turn The Tide on Plastic con Francesca Clapcich), il prospetto britannico Allison Young (ottava a Rio con vittoria della Medal), la francese De Kerangat (seconda nella ranking mondiale), la consistente giapponese Doi, l'americana Reineke, la crescente greca Karachaliou...

49er (40 equipaggi, 3 dei quali italiani) - Jacopo Plazzi Marzotto e Andrea Tesei, Simone Ferrarese e Valerio Galati, Uberto Crivelli Visconti e Gianmarco Togni. Tornato alla sua vita di Coppa America Pietro Sibello, dopo l'apparizione (notevole) di Palma, lo skiff azzurro va all'ennesima ricerca di se stesso e del suo reale valore. Conferme per Crivelli e Togni, ottavi della ranking mondiale a oggi, stato di forma per Plazzi e Tesei dopo la lenta ripresa seguita all'infortunio del prodiere. E poi i baresi Ferrarese e Galati.

David Gilmour figlio d'arte di papà Peter (plurimondiale di match racing e veterano di Coppa America) per ora in assenza dell'argento olimpico 2016 Nathan Outteridge è in cima alle gerarchie australiane. Mancano anche Burling & Tuke, i kiwi d'oro attualmente impegnati nella Volvo Ocean Race. Ci sono in compenso i leader della ranking mondiale Dylan Fletcher e Stuart Bithell (GBR) che a Rio furono sesti, e altri bei nomi di atleti e team notevoli, compresi i fratelli argentini Yago e Klaus Lange, figli di Santiago (settimi a Rio, recenti vincitori a Palma).

E sempre in tema di fratelli, belli da vedere anche Sime e Mihovil Fantela, croati, il primo ancora con l'oro di Rio nel 470 al collo, esordiente di lusso sulla derivona acrobatica. Ma anche qui parecchie assenze rispetto al pienone di Palma. A dimostrazione che la World Cup è ancora lontana dall'appeal pieno sugli atleti.

49er FX (39 equipaggi femminili, 3 dei quali italiani) - Carlotta Omari e Matilda Di Stefano, Francesca Bergamo e Alice Sinno, Maria Ottavia Raggio e Jana Germani. Ci sono le olandesine volanti che hanno vinto a Palma (Bekkering-Duetz, che a Rio 2016 furono settime), e l'argento olimpico di Rio Alex Maloney con Molly Meech, che fanno un po' le capofila, insieme alle coppie in forma-quadriennio (e ranking), le inglesi Dobson-Tidey, le tedesche Jurczok-Lorenz e le argentine Travascio-Branz). Flotta da interpretare, anche per lo skiff femminile Hyeres 2018 è un passaggio molto complementare.

470 W (37 equipaggi femminili, 2 dei quali italiani) - Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini, Elena Berta e Sveva Carraro. Mancano le terze incomode (o comodissime) del terzetto di bei 470 azzurri in rosa, Ilaria Paternoster e Bianca Caruso, che fanno un pit-stop rigenerante che ci vuole pure in una stagione così intensa. Nella flotta spiccano le olandesi Afrodite Zegers e Annelos Van Veen, prime della ranking ed evidentemente ancora avvelenate per il quarto posto a Rio 2016. A caricarle ulteriormente la presenza di Hannah Mills, l'inglese che fu per l'appunto oro a Rio, pur con nuova prodiera, Eilidh McIntyre, e la francese Camille Lecointre, argento in Brasile, anche lei con rinnovata prodiera, Aloise Retornaz. Da tenere d'occhio le giapponesi Yoshida-Yoshoka, da capire il livello di kiwi e australiane, e il peso di parecchie assenze anche qui. Per le nostre due barche occasione ghiotta per fare il punto nave prima che la stagione entri nella sua fase caldissima.

470 M (40 equipaggi, 2 dei quali italiani) - Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò, Matteo Capurro e Matteo Puppo. G&G e M&M contro tutti. L'ora della verità si avvicina, per i due giovani team del 470 azzurro, capaci poco più che ventenni di farci rivedere sprazzi dei tempi che furono dei Chieffi, dei Montefusco, degli Ivaldi, e poi certo, del loro allenatore di oggi, Gabrio Zandonà con Andrea Trani, ultimo mondiale di deriva olimpica (era il 2003, a Cadice, quindici anni fa) e poi nel 2012, con Pietro Zucchetti a prua, il 4° alle Olimpiadi di Londra 2012. Giacomo e Giulio (nel 2017 sesti al mondiale assoluto) dopo averlo avuto tutto per se, adesso condividono il super coach con i due genovesi.

Matteo e Matteo, dal canto loro, sono partiti meno sfrenati, hanno pensato agli studi, e una volta tornati hanno beneficiato della riorganizzazione tecnica. Le due coppie si sono avvicinate parecchio, ci faranno divertire, speriamo guardino in alto e non all'altro tricolore, a Hyeres e durante l'anno. Qui a Hyeres intanto ci saranno i sovrani assoluti della classe, gli australiani Matt Belcher e Will Ryan, argento su oro, in testa alla ranking, primissimi anche a Palma. E i loro "vice": i greci Mantis-Kagialis, bronzo 2016 e secondi nella ranking attuale. E' una flotta con quasi tutti i migliori, qui davvero un mezzo warm-up per Europeo e Mondiale, con in più il fatto che le barche sono poche. Un test probante per i nostri.

FINN (40 timonieri e nessun italiano). Una bella flotta con tanti grandi atleti, speriamo il vento non sia troppo leggero come si prevede, perchè il Finn fa meraviglie con il vento. Peccato non vedere italiani all'opera specie dopo l'ottima prova di Alessio Spadoni a Palma. Ma si sa che nel Finn l'Italia da tempo non produce numeri da capogiro.

NACRA 17 (30 equipaggi misti, 5 dei quali italiani) - Erica Ratti e Francesco Porro, Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei, Lorenzo Bressani e Cecilia Zorzi, Ruggero Tita e Caterina Banti, Vittorio Bissaro e Maelle Frascari. Un sesto della flotta di catamarani misti alla Coppa del Mondo di Hyeres batte bandiera italiana: giusta conseguenza di un gran bel lavoro fatto dalla nascita del N17 come classe olimpica, sia per la fortuna di aver trovato un talento come Vittorio Bissaro (nel quadriennio scorso con Silvia Sicouri sono stati tra i primissimi al mondo e la medaglia sfiorata a Rio ne è stata la conferma, per quanto amara), sia perchè evidentemente la barca si prestava a tipologie diverse di velisti e giovani, di provenienza "multiclasse". Il prototipo di questa filiera è Ruggero Tita, talentino già dall'Optimist, poi olimpico giovanissimo sul 49er, e adesso considerato l'enfant-prodige del Nacra 17 versione 2020, quello che vola sui foil. Ma anche la storia di Rufo Bressani non è male: uno che da ragazzino ha tentato campagne olimpiche in 470, poi ha seguito le sirene della vela professionistica vincendo di tutto e di più, ma quando è tornato sulla classe olimpica, avesse pure due scafi e una prodiera femmina, non ha sentito nessun disagio e oggi è lì nel gruppo dei migliori in ottima compagnia. Poi c'è la storia del valzer di prodiere, tutte giovani e in gran parte ex laseriste, ragazze di carattere e prestanza. Erica addirittura sta al timone. E Gianluigi (non Gianluca, come sta scritto su un "comunicato stampa FIV"...) e Maria sono la dietro che bruciano le tappe.

Oltre a tanta Italia, la flotta N17 di Hyeres ha tante qualità davvero, a cominciare dal podio olimpico in carica al completo, con Lange-Carranza (ARG), Waterhouse-Darmanin (AUS) e Zajac-Matz (AUT). Ma ci sono in gara anche i quarti, Jones-Saunders (NZL), i quinti (il nostro Bissaro con nuova prodiera), l'ottavo (lo statunitense Bora Gulari, a sua volta nuova prodiera e... nuove dita dopo l'incidente de La Grande Motte). E poi c'è la coppia inglese campione del mondo, Ben Saxton e Nicola Boniface, e il solito "codazzo" di grande stelle in cerca dell'ultimo ruggito: Iker Martinez e Fernando Echavarri (tre medaglie olimpiche in due). Se poi si spulcia bene, si trova in gara anche il britannico Rupert White, vi dice niente? Ebbene si, suo nonno era il grande Reg White, un gigante della vela. Nono Reginald vinse l'oro olimpico nel Tornado a Montreal 1976, il Mondiale della stessa classe olimpica nel 1976 e nel 1979, e fu iridato in altre classi. Ha lavorato col designer Rodney March a disegnare il Tornado per portare il multiscafo alle Olimpiadi. Poi ha fondato la Sailcraft che ha costruito i migliori Tornado per anni, e ha segnato una profonda influenza nel progresso e nel design dei moderni piccoli catamarani sportivi. Capito Rupert? Niente male anche papà Robert, due volte olimpico di Tornado a Los Angeles 1984 e Seul 1988.

2.4 NORLIN OD (9 timonieri, 2 italiani) - Antonio Squizzato, Stefano Garganigo. Antonio ha già due partecipazioni paralimpiche, è di quelli che non ha mai smesso anche dopo l'uscita della Vela dalle Paralimpiadi 2020, e oggi si può dire che per esperienza e perseveranza sia tra i primi al mondo nel caro vecchio "Mini 12". A Hyeres solo 9 barche non è un granchè, ma sono altri gli appuntamenti che contano per il rilancio della vela sul panorama paralimpico.

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RISULTATI DAY 1 - Vento leggero come previsto, inizialmente 10 nodi di speranza, andati in calo repentino nel pomeriggio fino a scombussolare un po' il programma, e lasciando senza prove qualche classe. Vediamo nel dettaglio in breve.

470 M - Due prove col ventarello, in testa gli svedesi Dahlberg e Bergstrom (3-4), davanti ai cinesi Lan-Zhou (2-7) e subito al terzo gli azzurri G&G (Giacomo Ferrari e Giulio Calabò, 9-2, ottimo avvio). Classifica molto corta fino al settimo posto, poi gli altri azzurri M&M (Matteo Capurro e Matteo Puppo) sono al 16° posto (19-19). Per il coach Gabrio Zandonà: "Entrambi i nostri vanno bene con vento tra i 10 - 12 nodi con pompaggio libero sia di bolina che di poppa, hanno svolto due belle regate senza prendere rischi, che era l'obiettivo che ci eravamo posti, ma il risultato di oggi ha superato le aspettative. Da qui ad Aarhus, che è l'obiettivo di stagione, vorremmo focalizzarci più sugli allenamenti che sulle regate, sta diventando una classe molto fisica soprattutto per i prodieri e ci vogliono dei tempi di recupero. Dobbiamo anche approfittare dell'ingresso di Pietro Zucchetti tra i tecnici, che da prodiere può dare un valido contributo a prua."

470 W - Due manhe anche per le ragazze. Partono forte le forti, in testa il terzetto Wei-Ghao (CHN, 6-1), Mills-McIntyre (GBR, 5-4) e Lecointre-Retornaz (FRA, 1-11). Poi una sfilza di equipaggi con due prove contrastanti e quindi le due barche azzurre presenti che sono ai margini della zona Medal Race: 1l 12° Elena Berta e Sveva Carraro (11-15) e al 13° Benny Di Salle e Ale Dubbini (10-18), col sospetto (da fugare) di regate-fotocopia.

49er - Tre prove per gli acrobatici, in testa i polacchi Buksak-Wierzbicki (3-5-1), gli australiani Gilmour-Turner (2-2-27) e i kiwi (tra gli eredi scalpitanti di Peter Burling e Blair Tuke, oggi in oceano) Beck-Gunn (4-3-6). Il primo equipaggio azzurro è al 10°, Jacopo Plazzi e Andrea Tesei (24-7-14). Poi 25° Uberto Crivelli e Jimmy Togni (8-27-36) e 34° Simone Ferrarese e Valerio Galati (37-26-25). Un gap eccessivo tra i nostri e l'alta classifica, almeno stando ai numeri.

49er FX - Due manche per le ragazze dello skiff. In testa perentorie le danesi di turno Ida Marie Baad Nielsen e Marie Thusgaard Olsen (1-1), poi norvegesi, australiane, tedesche, le varie gerarchie ancora da definire. Le azzurre iniziano più che in sordina, forse più soddisfatte sono Francesca Bergamo e Alice Sinno che sono al 22° con una buona seconda prova (31-11), le altre: Carlotta Omari e Matilda Distefano 28 (22-26) e infine Maria Ottavia Raggio e Jana Germani 31 (15-36), dimenticate dal solito confusissimo comunicato stampa FIV, come accaduto ad alcune delle laseriste radiali. Da rivedere.

Laser - I migliori subito in testa: Stipanovic (1-1), Kontides (2-5), l'inglese di origini italiane Lorenzo Chiavarini (13-3). I nostri, mancando tra l'altro i migliori, si battono per fare bella figura ed esperienza, ci riesce tutto sommato Marco Benini, 24 (17-38), un po' meno Marco Gallo 37 (42-31), Zeno Gregorin 58 (46-64) e Nicolò Villa 66 (64-55).

Laser Radial - Tra le laseriste fiammata della vecchia gloria Paige Railey (USA, 1-1), che lascia indietro la regina Bouwemeester (NED, 4-2) e la lituana Andrulyte (7-6). Delle azzurre poche tracce e confuse: 27 Valentina Balbi (26-35), 34 Carolina Albano (45-23), 37 Silvia Zennaro (40-31), 41 Francesca Frazza (27-52), 45 Joyce Floridna (43-46). Che il vento leggero non piaccia più, proprio a noi italiani? Aspettiamo colpi d'ala.

Nacra 17 - Una sola prova perchè il Comitato di Regata non è riuscito a fare meglio, per i cat misti. Sul traguardo i protagonisti annunciati: primi i campioni del mondo in carica Ben Saxton e Nicola Boniface (GBR), secondi i campioni europei i carica gli azzurri Ruggi Tita e Cate Banti, terzo il pluriolimpionico e oceanico Iker Martinez, quarto Rupert White con tutto il codazzo di storie di famiglia (vedi sopra), e ottimi sesti Rufo Bressani e Cecilia Zorzi, che confermano per ora il livello (notevole) di Palma, subito a ridosso degli (attualmente) inarrivabili. 11 Vittorio Bissaro e Maelle Frascari, 13 Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei, 21 Erica Ratti e Francesco Porro. Tra i DNF anche quello eccellente di Bora Gulari.

RSX M - Quattro francesi ai primi cinque posti, troppa grazia! Mattia Camboni manda segnali di risveglio dopo un avvio disastroso ed è 14° a 5 punti dalla zona Medal (31-9-5). 25 Luca Di Tomassi (24-18-42), 26 Carlo Ciabatti, volitivo (41-33-10), 37 Matteo Evangelisti (44-41-20), 46 Antonino Cangemi (42-37-43).

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ITALIANI IN RANKING MONDIALE (primi 50 posti) - Ecco l'ultima release delle Ranking List mondiali di World Sailing. Un riferimento e niente più, ma pur sempre una classifica che qualcosa vorrà dire. Abbiamo velisti (o equipaggi) azzurri nei primi 10 in sette classi su dieci. Il miglior piazzamento è il 6° di Mattia Camboni nel RSX M.

RSX M

6 Mattia Camboni

19 Daniele Benedetti

31 Carlo Ciabatti

41 Matteo Evangelisti

48 Antonino Cangemi

 

RSX W

12 Marta Maggetti

19 Flavia Tartaglini

24 Veronica Fanciulli

 

49er

8 Uberto Crivelli Visconti, Gianmarco Togni

11 Jacopo Plazzi Marzotto, Andrea Tesei

 

FX

35 Maria Ottavia Raggio (Paola Bergamaschi, Alice Sinno, Jana Germani)

37 Francesca Bergamo (Jana Germani, Alice Sinno)

47 Carlotta Omari, Matilda Distefano

50 Giulia Conti, Francesca Clapcich

 

NACRA 17

10 Ruggero Tita, Caterina Banti

11 Lorenzo Bressani, Cecilia Zorzi

18 Vittorio Bissaro, Maelle Frascari

29 Erica Ratti, Francesco Porro

37 Gianluigi Ugolini, Maria Giubilei

 

470 M

8 Giacomo Ferrari, Giulio Calabrò

20 Matteo Capurro, Matteo Puppo

 

470 W

8 Elena Berta, Sveva Carraro

13 Benedetta Di Salle, Alessandra Dubbini

22 Ilaria Paternoster, Bianca Caruso

 

LASER STANDARD

8 Francesco Marrai

14 Giovanni Coccoluto

25 Marco Gallo

 

LASER RADIAL

9 Silvia Zennaro

27 Joyce Floridia

41 Valentina Balbi

46 Carolina Albano

 

FINN

35 Enrico Voltolini

36 Filippo Baldassari

38 Alessio Spadoni

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