Articolo | Oceano

16/12/2010

Varato a Fiumicino l'Est Eco per il giro del mondo in solitario senza scalo

Un nuovo Class40
per Miceli

di Emanuele Isonio

In una grande festa ai Cantieri d'Este di Fiumicino è stato varato l'Est Eco, la nuova barca (a impatto zero) con cui il velista romano tenterà l'impresa del giro del mondo in solitario senza scalo né assistenza. Partner dell'impresa, lo Yacht Club Favignana.


Chi era presente può testimoniare il gran freddo che le centinaia di persone presenti hanno dovuto sopportare (la colonnina di mercurio non superava i due gradi). Ma anche l’atmosfera elettrizzante che si respirava. In effetti non capita molto spesso di festeggiare un neo-quarantenne e, al tempo stesso, il suo “regalo di compleanno”: un Class 40 che gli permetterà di realizzare un sogno.
 
Ai Cantieri d’Este di Fiumicino è stato varato il nuovo EstEco di Matteo Miceli, con il quale il velista di Ostia compirà il giro del mondo in solitario senza scalo né assistenza nel 2012, atto finale del progetto “Roma Ocean World 2009/2012” (ROW), un percorso attraverso tutti gli oceani che porterà Miceli da Roma a Roma, in piena  autosufficienza energetica e senza lasciare alcuna impronta ambientale.

Una barca per l'ambiente e la vittoria
La peculiarità della nuova EstEco” di Miceli è di essere un’imbarcazione (lunga 12,190 mt e larga 4,490), altamente tecnologica, che non ha alcun impatto sull’ambiente tanto da non utilizzare combustibili fossili e non ha supporto esterno di acqua, luce e gas. È una barca completamente “green”: nel ciclo produttivo (dalla creazione alla dismissione), nell’accumulo e utilizzo dell’energia (per la propulsione) e nella strumentazione.
 
«Gli oceani – ha spiegato Matteo Miceli nel corso della cerimonia del varo - rappresentano il 71% della superficie terrestre e sono le prime vittime dell’inquinamento diretto (rifiuti di ogni genere, maree nere) o indiretto (emissioni dei gas ad effetto serra), veri attentati al delicato equilibrio della terra e di ogni creatura vivente. Per questo abbiamo messo in piedi un’operazione con la quale fare da cassa di risonanza a tutto ciò che significhi rispetto dell’ambiente in questo aiutati da tante aziende a tante istituzioni, con in prima fila la Provincia di Roma. Se con la nostra impresa riusciremo a trasferire alle persone un atteggiamento mentale di rispetto per l’ambiente, allora avremo vinto. L’onda del cambiamento sarà partita e noi saremo stati gli artefici di tutto questo».
 
Ma non è solo l’amore per la Natura a spingere Miceli. La sua nuova barca ha infatti tutto per soddisfare la voglia di vittoria del velista: ”Sarà pure una barca ecologica – ammicca Matteo – ma anche tiratissima e iperperformante. E’ una barca solida perché deve affrontare l’oceano, ma studiata per essere possibilmente al top della Class 40. Non nego che un pensierino alla prossima Jacques Vabre lo sto facendo. Per novembre del 2011 EstEco dovrebbe essere a posto”.
Dopo il varo, infatti, inizieranno a bordo i lavori per tutte quelle dotazioni tecnologiche d’avanguardia che renderanno questa Class 40 unico e soprattutto molto “eco”. Si lavorerà per la strumentazione fotovoltaica, per l’eolico, per l’accumulo dell’energia. Una chicca sarà l’energia umana, perché sarà sempre possibile trovarsi senza vento e coperti dalle nuvole e la sola soluzione sarà allora quella di pedalare.      
 
Un'impresa targata Yacht Club Favignana
A sostenere Miceli nell’impresa, lo Yacht Club Favignana. Sotto il suo guidone infatti il velista romano corre da anni, sia nelle regate italiane sia nelle sue imprese oceaniche. Non a caso, è stata proprio la presidente dello Yacht Club Favignana, Chiara Zarlocco, a rompere (con gran decisione, per giunta) la tradizionale bottiglia di champagne sul bulbo del Class40: “Siamo sempre stati vicini alle imprese di Matteo – ha dichiarato Chiara Zarlocco presidente dello Yacht Club Favignana – e ancora di più lo abbiamo voluto sostenere per questa Roma Ocean World, un’impresa insieme sportiva e culturale, con la quale è possibile dimostrare che la tecnologia può e deve essere al servizio dell’uomo e dell’ambiente. E ci fa poi piacere associare il nome del nostro Yacht Club e della Sicilia ad un’impresa tutta italiana, nella concezione e nelle tecnologie. Un vero esempio di quel Made in Italy che ci fa essere apprezzati nel mondo”.

Commenti

guobzsd 27 Set 2011 10:46

XeDev0 mkppofhwotqf

fbzebxg 30 Set 2011 14:36

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oeokol 01 Ott 2011 19:02

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