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Storia | Regata > Altura

18/04/2017 - 16:47

Riva di Traiano, coda polemica

Transtirrenica al veleno

Due anni fa la protesta al solitario che aveva usato il motore, con esito poi ribaltato in appello. Quest'anno, barche che hanno navigato in zone interdette e proteste senza esito per motivi formali. La lettera dell'armatore di Sir Biss Giuliano Perego, e il racconto del navigatore di Shirlaf Stefano Pellizza. Come si rovina una bella regata. E cosa si può fare per evitarlo

 

Il day after della Roma per 2, per Tutti e per 1, la Transtirrenica per coppie, equipaggi e solitari, è di quelli poco piacevoli. Ancora una volta coda polemica, recriminazioni per il comportamento scorretto in mare da parte di alcune barche, e sistema delle proteste che si rivela inadeguato a rispondere alle esigenze. Uno vede alcune barche navigare in zona vietata, e avvantaggiarsene, annuncia una protesta, e poi a terra si ritrova quasi impotente a perseguire i propri diritti sportivi, per ragioni (per quanto oggettive) di regolamento.

Qua sotto potete leggere ampi brani della lettera che ci ha inviato un armatore che ha partecipato alla regata di Riva di Traiano. E anche il punto di vista del navigatore si Shirlaf Stefano Pellizza, che tra l'altro ha fatto mezza regata con una costola rotta. Pare evidente che alcune barche hanno navigato in una zona che secondo le Istruzioni di regata era interdetta, per ragioni di sicurezza. E che da quella rotta le stesse barche abbiamo avuto un vantaggio enorme, anche viste le condizioni di vento leggero. Tra le barche avvantaggiate dal comportamento non corretto, ci sarebbero anche due vincitori delle classifiche: Junoplano (x tutti) e Aeronautica Militare (x2).

Il circolo ha comunicato in una breve nota i vincitori di categoria. Il caso è chiuso perchè le proteste sono state respinte e non ci sono appelli. Ma resta da chiedersi se queste vicende avranno un impatto sui velisti: un armatore è invogliato a partecipare a regate dove non si riesce a garantire il rispetto delle regole? Ovviamente il sistema è chiaro: circolo organizzatore, comitato di regata, giuria, concorrenti. Ciascuno è attore della propria parte e deve seguire le regole. Ma come si è visto altre volte, il controllo e la giurisdizione si rivelano insufficienti: così è stato per i problemi di stazza all'Italiano e all'Europeo Altura, così due anni fa per la vicenda del solitario Carlo Potestà, e così quest'anno.

Se fosse vero ciò che scrivono e raccontano qua sotto due protagonisti della regata - e rispetto ai quali il dibattito è aperto e la redazione di Saily auspica le repliche degli interessati chiamati in causa - ci troveremmo con barche e velisti che hanno navigato in zone vietate, avvantaggiandosi rispetto a chi ha seguito le regole, salendo alla fine sul podio nella premiazione.

Legittimo il disappunto di chi non ha visto neanche possibile spiegare le proprie ragioni. E interessante, dal punto di vista sportivo, quanto proposto in particolare da Giuliano Perego: sfruttiamo la tecnologia per dare a tutti regole del gioco più facili da rispettare. In Coppa America se una barca finisce fuori dal campo di regata è penalizzata, al Vendée Globe anche: perchè non sfruttare i costosi (per i club organizzatori) sistemi di tracking anche per dare strumenti concreti alla Giuria?

A Riva di Traiano forse sono stati sfortunati nelle ultime edizioni, con vicende extra sportive. Ma l'impressione è che il club faccia fatica, recentemente, ad arginare tensioni e polemiche. Probabilmente serve fermarsi un momento, fare mente locale, riposizionarsi e ripartire. Un club, un marina e una regata così prestigiosi e dalla storia intensa, lo meritano e ne hanno bisogno.

 

LA LETTERA DELL'ARMATORE DI SIR BISS (SYDNEY 39 CR)

(...) "Il precorso di questa bellissima regata, che da Riva di Traiano porta a passare tra Ventotene e Santo Stefano, per poi passare tra Lipari e vulcano e fare ritorno al porto di partenza, passa a fianco di due poligoni militari, quello di Furbara subito a sud di Capo Linaro, a poche miglia da Riva di Traiano, ed un altro presso Anzio.

"Per prevenire incidenti e garantire la sicurezza durante eventuali esercitazioni di tiro le capitanerie di Civitavecchia ed Anzio hanno regolato con delle specifiche ordinanze la navigazione in quelle aree. In particolare per il poligono di Furbara vi sono due ordinanze della Capitaneria di Civitavecchia, la 33 e la 34 del 2017, che specificano le coordinate in cui è interdetta la navigazione durante i giorni feriali.

"Il Comitato di Regata della Roma X, per evitare differenze e disparità di percorso, in funzione del momento di passaggio delle diverse imbarcazioni, ha giustamente  inserito nelle IdR il divieto per i partecipanti alla regata di navigare nelle suddette aree per tutta la durata della manifestazione.

"Poiché negli anni passati, sia per quelle aree che per l’area protetta di Santo Stefano, si erano verificate numerose violazioni di navigazione, detto divieto è stato ampiamente illustrato e sottolineato dal presidente del Circolo Nautico di Riva si Traiano e dal Presidente del CdR nel briefing pre regata.

"Purtroppo invece, in presenza di una situazione meteo che dava un forte vantaggio a chi fosse passato nell’area interdetta, subito dopo la partenza, appena passato Capo Linaro, parecchie imbarcazioni hanno messo la prua verso l'area interdetta. Una imbarcazione, Artemisia, le ha richiamate via VHF, e quasi tutte le barche che erano entrate o stavano per entrare hanno virato. Stessa cosa ha fatto Stefano Chiarotti, armatore di Lunatika e Campione Italiano Offshore,

"Io, sempre via Vhf, ho dichiarato che avrei protestato chi entrava. Alcune imbarcazioni, nonostante il richiamo, hanno tirato dritto, accorciando di parecchie miglia la rotta e godendo di una rotazione favorevole del vento. L'infrazione e' facilmente verificabile da chiunque sull'ottimo tracker della regata. Le imbarcazioni che hanno violato le prescrizioni di navigazione, da me viste, sono state Aeronautica Militare, Constellation, e Ottavo Peccato.

"Violazioni analoghe si sono verificate anche durante la rotta di ritorno. In questo caso, data la lontananza tra le diverse imbarcazioni, il riscontro è possibile soltanto via Tracker. Dall’analisi dei tracciati emerge che a navigare dentro l’area prescritta, in questo caso, sono state le imbarcazioni Junoplano, Andromeda ed ancora Ottavo Peccato.

"Al mio arrivo a fine regata ho regolarmente protestato le cinque imbarcazioni suddette per violazione della regola 28 del regolamento di regata, ed ho poi provveduto ad informare della protesta (che avevo già notificato al Comitato di regata al passaggio a Lipari)  i protestati  (tutti tranne Aeronautica Militare, che quando mi sono recato al suo ormeggio ho trovato chiusa e di cui non sono riuscito a contattare lo skipper Giancarlo Simeoli).

"Come me analoga protesta, per le stesse barche e credo alcune altre è stata presentata da Shirlaf. L’imbarcazione O’Guerriero, che mi aveva dichiarato intenzione di protestare anch’essa e si era offerta come testimone per la mia protesta, non è riuscita a farlo per scadenza dei termini temporali.

"La mia protesta purtroppo non è stata ammessa alla discussione di merito perché non ho potuto essere presente all'udienza, convocata alle 12 di sabato 15 Aprile per le 15 dello stesso giorno, a causa di impegni familiari non differibili, dopo 5 giorni passati in mare. (...) Analogamente alla mia, anche la protesta di Shirlaf è in parte decaduta per vizi di forma, in parte è stata respinta perché mancavano testimoni, ed il tracciato del tracker non è stato ritenuto prova valida. 

"Dato l’esito, e le modalità di rigetto, ho deciso di non fare appello contro questa sentenza, magari formalmente corretta, ma che non penalizza chi ha tratto illecito vantaggio dalla violazione di rotta, e soprattutto è venuto meno alla correttezza sportiva. Penso, forse ingenuamente, che a fronte di una scorrettezza di questo tipo dovrebbero essere gli stessi autori dell’infrazione ad autodenunciarsi e chiedere di essere penalizzati, anziché infischiarsene.

"Mi dispiace anche particolarmente che una delle imbarcazioni in causa porti le insegne dell’Aeronautica Militare. Tale imbarcazione ha vinto la regata, altre tra le protestate sono andate sul podio. Con che onore? Provo grande amarezza per l’esito di questa vicenda, e dispiacere per l’impegno e la fatica profusi dal Circolo Riva di Traiano, di cui sono socio, che vede parzialmente compromesso l’esito di questa bellissima regata per la scorrettezza di pochi disonesti.

"Ma, al di là dell’episodio specifico, vorrei anche sollevare il problema del mancato rispetto delle prescrizioni di navigazione, che è un problema ricorrente nelle regate d’altura. Nonostante la generale diffusione dei tracking, che permettono di seguire in tempo (quasi) reale la regata e di aumentarne il richiamo mediatico, la normativa federale non ne consente ad oggi in modo adeguato l’uso per dimostrare violazioni di questo tipo.

"Ricordo che recentemente, durante la Vendée Globe, alcuni concorrenti sono stati costretti dal comitato a tornare indietro, facendo molte decine di miglia di bolina nei 40 Ruggenti, per aver violato una interdizione di navigazione anche di poche centinaio di metri. Le violazioni sono state verificate tramite l’uso di Tracking GPS.

" sia indispensabile, per migliorare la trasparenza ed il rigore di questo tipo di regate, che stanno avendo una grande crescita di numeri e di interesse, rivedere e modernizzare la normativa, definendo meglio le norme da inserire nei bandi e nelle Istruzioni di Regata e utilizzando quanto la tecnologia mette a disposizione (oltre al GPS, ad esempio, l’AIS, che ormai moltissime imbarcazioni hanno a bordo come dispositivo di sicurezza). Deve essere possibile per i Comitati rilevare direttamente tali violazioni e sanzionarle, come avviene in caso di salto di boa per i bastoni, senza dover fare affidamento sulle proteste di altri concorrenti e sull’onere della prova secondo il formale processo di protesta, ideato per regate ove si naviga a stretto contatto ma non per quelle di altura."- Giuliano Perego

 

IL COMUNICATO STAMPA DI SHIRLAF

Barche all'interno di zone interdette alla navigazione -  
Prima di raccontare la regata di Shirlaf, Stefano Pelizza ha voluto esprimere il suo rammarico nell'avere osservato alcuni avversari non rispettare le istruzioni di regata: "Per noi è stata una bellissima regata. Unica nota dolente, il fatto che alcune barche non abbiano rispettato le zone interdette alla navigazione, ben evidenziate nelle istruzioni della regata, di fatto accorciando il loro percorso e sfalsando il reale svolgimento della regata. Abbiamo presentato una protesta in merito a questo fatto, con le posizioni delle imbarcazioni all’interno delle zone interdette, ma questo non è bastato al Comitato di Regata a prendere i giusti provvedimenti".

Il racconto tecnico della regata di Shirlaf
 - Stefano Pelizza ha affrontato gli ultimi due giorni di navigazione con una costola fratturata per via di una caduta in coperta durante una manovra. Eppure, al termine della regata, ha dichiarato: "La Roma per Tutti 2017 è stata una regata fantastica! Poco vento, è vero, ma tatticamente è stata una partita a scacchi. Shirlaf non è una favorita in queste condizioni, pesa 34 tonnellate ed ha scarsa superficie velica. In una regata dove il vento non ha praticamente mai superato i 9-10 nodi di intensità e spesso è stato sotto i 5, avremmo dovuto soccombere. Fortunatamente il vento di direzione non costante ci ha permesso di interpretare la tattica con molta fantasia e ci ha permesso di passare prima di tutti a Ventotene, nonostante la bonaccia della notte. Il lato Ventotene-Lipari è stato quasi tutto con vento di direzione costante, utile per guadagnare il sottovento appena usciti da Ventotene da rispendere poi nel calo d’aria. Il giro di Lipari è stato un incubo. Quando il vento cala sotto i 4 nodi, noi non manovriamo più.

"Abbiamo perso praticamente tutto il vantaggio che avevamo accumulato sulle barche inseguitrici. Non ci siamo persi d’animo, con una risalita che ci ha portato a essere quelli più ad est della flotta, siamo andati ad agganciare una leggerissima brezza da nord est che ci ha tirato bene avanti. Poi abbiamo attraversato tutto il campo lasciando Ponza a dritta, per prendere una rotazione antioraria del vento, che puntualmente c’è stata e che ci ha fatto fare un buon recupero su Junoplano e su Scricca, sul quale abbiamo guadagnato un bel sopravvento. L’arrivo dell’onda da ponente, dovuta al forte vento in Sardegna, ha completamente fermato la nostra barca, facendoci perdere nuovamente quanto faticosamente guadagnato. Poi è entrato lo scirocco di intensità media che ci ha portato all’arrivo e ha permesso alle barche inseguitrici di arrivare ad alta velocità e di colmare il distacco in poco tempo. Il risultato ci vede secondi in tempo reale, primi in IRC Classe I e ORC Classe I e secondi in IRC e ORC assoluti. Un risultato sopra ogni aspettativa, viste le condizioni meteo, che ha sicuramente premiato la tattica aggressiva adottata. Devo anche ammettere che la barca è stata portata con assoluta concentrazione, nonostante la difficoltà delle condizioni meteo. Questo ci ha permesso di navigare sempre alla massima velocità".

 

IL COMUNICATO DEL CN RIVA DI TRAIANO

E' Alberto Bona a vincere questa 4a edizione della "Roma per 1" e potrà portarsi a casa il Trofeo Challenge messo in palio da Cino Ricci, Luigi Aldini e Giulio Guazzini. Passerà dalle mani di Andrea Mura a quelle di Alberto Bona, quasi un passaggio di consegne tra due generazione di velisti. Seguono il Class 40, YFFAR Viva Mozart di Angelo Ciciriello e il Class 9.50 di Maurizio Vettorato Extremelife.

Nella Roma per 2 Line Honours per Giancarlo Simeoli e Michele Vaccari su Aeronautica Militare, ma vittoria Overall inIRC degli austriaci Harald Wolf e Martin Harlt sul J109 2Hard, che hanno preceduto il Sunfast 3600 Bora Fast di 47'e 11" e il Gran Soleil 37B Zigo Zago di 3h19' 47". 

In ORC, classifica che conta per il Campionato Italiano Offshore, vincono Stefano Chiarotti e Ambrogio Beccaria su Lunatika-NTT Data, primi davanti a Bora Fast con un vantaggio di 39'15", e a 2Hard di 1h35'22".

Nella Roma per Tutti Line Honours per Junoplano, ma vittoria schiacciante, in IRC e ORC, diLeonardo Servi e del suo Comet 38S Scricca, con a bordo anche Ciccio Manzoli. In IRC ha preceduto Shirlaf, Swan 65 di Giuseppe Puttini, di 1h36'56" e Super Atax di Marco Bertozzi di 2h42'35".  In ORC, cambiano i distacchi, ma la classifica è sempre la stessa: 1° Scricca, 2°Shirlaf, 3°Super Atax.

www.romaper2.com

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