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09/01/2017 - 15:01

Barche da sogno

L'ultimo Briand
davvero "Egoist"

Uno yacht di 100 piedi per il puro piacere di navigare. "Concentrati sull'armatore", dice il progettista francese Philippe Briand che vive a Londra. "E abbiamo fatto una barca che finalmente non prova a fare tutto, ma solo quello che vuole lui!" Ne esce fuori una barca essenzialmente bella - FOTO

 

In un periodo nel quale molti yacht sono progettati per soddisfare contemporaneamente una grande varietà di programmi differenti tra loro, dal charter alle regate alle crociere di lungo raggio, il risultato finale è un compromesso che rovina l'effetto artistico del disegno, e la sua originalità. Partendo da questa (facile) verità, il progettista Philippe Briand si è lanciato nell'esercizio che ogni architetto sognerebbe di fare un giorno o l'altro: disegnare una barca dei sogni, che parta dalla principale esigenza del suo armatore. L'obiettivo ambizioso? Recuperare l'essenza del costruire una barca, che si rischia di perdere nell'epoca delle barche-fotocopia.

E allora ecco il 100 piedi Egoist: unica esigenza, rispondere al bisogno di puro divertimento del suo armatore. Uno scafo che porta con se lo stile dei classici della East Coast USA e del Nordeuropa, ma che nelle mani di un equipaggio esperto (e ridotto, per portarla bastano poche persone) può diventare una sorprendente macchina da regata. E qui già ci sembra di leggere una sottile contraddizione: non si era partiti dal voler fare solo una cosa e farla bene?

Gli interni sono spaziosi (in 30 metri non stentiamo a crederlo...) con una grande dinette e tanto comfort per gli ospiti, compresi due membri di equipaggio. Alla fine, nel presentarla, lo studio Briand la definisce "ideale per day sailing o crociere", insomma per un armatore che vuole provare l'ebbrezza di un superyacht, che di solito necessità di un gran numero di braccia a bordo, ma restando tra pochi intimi.

Esteticamente, le linee classiche che del resto sono un marchio di fabbrica di Philippe Briand, si uniscono a dettagli moderni e attuali. A quanto pare dietro al progetto c'è una "mente" velica esperta e con competenze ed esperienze attuali. Egoist resta pienamente personalizzabile, sia nell'attrezzatura che negli interni, per rispondere "al puro piacere dell'armatore", diventando un progetto per realizzare le sue stese fantasie.

Alla fine: quante chiacchiere, è una gran bella barca, per un armatore super-super ricco, che ci farà quel che vuole. Non sono così anche gli altri 100 piedi o giù di lì?

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