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Storia | Regata > Vela Olimpica

11/01/2018 - 17:14

Occasione per fare spettacolo

Italiani Olimpiche
in Fiera a Genova!

I Campionati Italiani Classi olimpiche (CICO) 2018 si svolgeranno dal 21 al 25 marzo a Genova, le barche e i velisti saranno ospitati nel famoso Padiglione B della Fiera di Genova, quello blu disegnato da Jean Nouvel. Le barche si potranno lasciare completamente armate all'interno del padiglione. Ecco perchè può essere una occasione per aprire le porte della vela olimpica al pubblico

 

Genova ha vinto il ballotaggio con Ostia (c'era la candidatura del Porto di Roma per una seconda edizione del CICO dopo il buon successo del 2017), e si appresta a ospitare la più importante regate di classi olimpiche della stagione. Passaggio obbligato stabilito anche dalle normative della preparazione olimpica, occasione per vedere tutti insieme gli azzurri delle squadre federali, e i giovani ricambi che si affacciano alla vela agonisticamente più dura che porta al sogno a cinque cerchi, il CICO è (o dovrebbe essere) anche il momento dell'orgoglio e della visibilità per un segmento del nostro sport spesso colpevolmente sottovalutato.

Velisti, allenatori, sponsor, circoli, Federazione, gruppi sportivi militari: tutto in realtà ruota intorno alla vela olimpica sin dall'età giovanile, i sacrifici richiesti a tutti sono notevoli, i risultati arrivano con il contagocce, è vero, ma il rispetto che si deve a chi sceglie l'impegno lacrime e sangue della vela olimpica non deve mai venire meno. Ecco allora che il CICO 2018 a Genova, per la speciale conformazione logistica, si presta a diventare un'ottima occasione di promozione.

L'organizzazione del CICO è affidata a un consorzio di circoli velici genovesi, capeggiati dallo Yacht Club Italiano del nuovo presidente Nico Reggio e del direttore sportivo Riccardo Simoneschi. La scelta logistica per il campionato è straordinaria: barche e velisti saranno ospitati nelle strutture della Fiera di Genova, proprio dove si allestisce il salone nautico. Di più: le barche potranno restare completamente armate perchè la notte resteranno al coperto all'interno del Padiglione B. Lo stesso scenografico quartiere fieristico disegnato dall'archistar Jean Nouvel farà da sfondo alla base delle regate. 

Le barche usciranno dagli scivoli predisposti lungo la banchina davanti al Padiglione B, e regateranno sullo specchio d'acqua davanti al Lido D'Albaro, alla foce del Bisagno, con la città a fare da background. Un panorama già visto in tante edizioni delle regate preolimpiche di Genova, famose soprattutto per le sventolate nei giorni di Tramontana. Sarà così anche dal 21 al 25 marzo?

Al di là di tutto, comunque, il CICO che assegna i titoli italiani delle classi olimpiche, a pochi mesi dall'appuntamento mondiale di Aarhus con le prime qualifiche dei posti nazione per Tokyo 2020, quindi alla presenza dei migliori azzurri, guidati dal Direttore Tecnico Michele Marchesini e da tutto lo staff tecnico, tra scenografia, grande città alle spalle, condizioni meteo, barche armate nel padiglione della Fiera, e mare puntellato di tante vele bianche... Insomma tutto congiura verso una idea da non farsi sfuggire: trasformare i tricolori in una grande passerella di visibilità per barche (classi e cantieri), atleti (circoli, sponsor), tecnici (Federazione e programmi federali), quindi tutto il circo del massimo agonistico del nostro sport.

Si può immaginare un orario aperto al pubblico, una specie di zona mista con atleti-personaggi a disposizione del pubblico. Magari le telecronache in diretta streaming delle regate trasmesse anche a terra. Conferenze stampa dei protagonisti alla fine di ogni giornata di regate. La Fiera e anche UCINA possono dare una mano. La FIV ha tutto da avvantaggiarsi dall'operazione, come lo YCI e gli altri circoli, per non parlare dei ragazzi, costretti spesso a fare sport quasi di nascosto. Per non parlare del fatto che la FIV ha sede proprio a Genova, e non sarebbe assurdo immaginare degli orari di "porte aperte" degli uffici federali, a disposizione di tutti.

Troppo? Non crediamo. Semmai il minimo indispensabile, a cui lavorare da subito, anche per gli aspetti di comunicazione e promozione, unendo le forze in campo.

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