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Storia | Regata > Vela Oceanica

03/03/2017 - 19:00

Vendée Globe, il 16° posto dell'olandese, con la barca

Il mio giro miliardario,
a 65 anni che fatica

Pieter Hereema ha completato il Vendée con l'ex Vento di Sardegna costruita in Italia per Andrea Mura... Fino a nove mesi fa non aveva mai navigato in oceano da solo. Presidente del gruppo di famiglia leader nella costruzione e installazione di piattaforme petrolifere d'altomare, regatante su 470, J24, Dragone, RC44. All'arrivo ha detto: "Le parti migliori? La partenza e l'arrivo, in mezzo tanto freddo e fatica. Ora vendo la barca e torno sul Dragone!" - SU SAILY TV SPECIALE "SOLO" IL COMMENTO DI ANDREA MURA

 

di Fabio Colivicchi

Les Sables d'Olonne ha accolto anche l'altra faccia del Vendée Globe, o l'ennesima declinazione della passione sconfinata per la vela. Pieter Hereema è il navigatore che non ti aspetti, o se volete anche la dimostrazione che (quasi) qualunque velista medio, arrivando da esperienze di regate tra le boe con derive, monotipi e qualche one-design spinto come RC44, può osare l'impossibile, e con un solo anno di anticipo preparare la partecipazione al Vendée Globe, scalare l'Everest di questo sport.

Il "quasi" indica le condizioni che di fatto limitano il sogno a pochi: 1) avere i soldi sull'unghia per acquistare, in cinque minuti, l'ultimo IMOCA 60 in circolazione, che incidentalmente è anche l'ultimo costruito, potenzialmente il più performante; 2) avere il tempo e l'immensa dose di follia di imbarcarsi in una impresa del genere; 3) avere un atteggiamento disincantato, quasi "superiore" rispetto alla propria vita, al proprio lavoro, ai propri affetti, condizione che può verificarsi all'età di Hereema (65 anni), e con la consistenza del suo conto in banca, che deriva da una attività tutta sua, per la quale non deve dispondere a nessuno. Neanche se la pazzia dovesse andare mare, in caso di naufragio o di ritiro.

Pieter ha lasciato parlare tutti, ma alla fine è arrivato alla partenza, ha fatto la sua regata, senza tirare anzi tirando il freno a mano, scarsissimo uso di spinnaker o gennaker, praticamente con vele bianche. Aveva una Ferrari e l'ha usata come si usa una station wagon. Del resto lo ha anche detto all'arrivo: "Questa è la barca più tecnologica della vela oceanica, e forse della fotta al via, ma anche la meno adatta a me e alla mia età. A bordo indossavo sempre le ginocchiere, sulla barca non si cammina, si nuota, è uno yacht estremo, fisico. Ma non avevo alternative, c'era solo questa a disposizione."

SU SAILY TV IN ARRIVO UNA PUNTATA SPECIALE DELLA WEBSERIE "SOLO": ANDREA MURA COMMENTA L'ARRIVO DELLA "SUA" BARCA AL VENDÉE, PARLA DI PIETER HEREEMA E DEL SUO FUTURO ("FARÒ LA OSTAR, POI SI VEDRÀ") - DA VEDERE

116 giorni, 9 ore, 24 minuti e 26 secondi. 29.747 miglia percorse sull'acqua alla media di 10,60 nodi. "Sono il primo olandese a completare il Vendée? Sono contento ma non è davvero importante. Se è per questo, sono nato in Venezuela e ho anche il passaporto venezuelano, quindi sono anche il primo sudamericano ad aver fatto la regata... So che in Olanda la regata è stata molto seguita e spero che questo possa portare in futuro altri navigatori olandesi al via. E poi i tre grandi capi sono olandesi: Horn, Leeuwin, Good Hope, tutte scoperte olandesi..."

Perchè la barca si chiama "No Way Back"? Perchè altre sue barche si chiamano così ma anche perchè sottolinea un'idea della vita: "Se hai iniziato una cosa, devi farla fino in fondo, indietro non si torna." Una volta scoperto cos'è la vela oceanica in solitario, Pieter non sembra intenzionato a restare nel giro: "Tanto di cappello a Armel, Alex, gli altri, anche Didac, Alan, sono grandi navigatori, gente speciale, adesso posso capire fino in fondo cosa hanno fatto. Per quanto mi riguarda, la priorità è vendere la barca e tornare sul mio amato Dragone... Il giro è una grande esperienza, indimenticabile. Ma durissima. Le parti migliori restano per me la partenza e l'arrivo, Les Sables e il suo calore. Quello che c'è in mezzo... si può dimenticare! Tanto freddo, bagnato, caldo, fatica, davvero pochi momenti di piacere. Ci devono essere altri modi per stare bene. O forse io non ero pronto a tanto."

Ecco, questo è il miliardario velista che senza sponsor ha preso una bella barca e ci ha fatto la più importante regata oceanica tutto solo. Scegliete voi quanto c'è da invidiarlo, rispettarlo o biasimarlo. Hereema ha scoperto la vela con un 470 a Maracaibo, in Venezuela, e non ha mai smesso: J22, J24, Dragoni, RC44 (tra i primi ad acquistare il tecnologico e costoso giocattolo stile Coppa America di Russell Coutts). Proprio a una regata di Dragoni l'incontro con Michel Desjouyeaux: i due parlano del giro del mondo in solitario, e Pieter decide di provare a togliersi questo super-sfizio che da tempo lo affascina. Che bello poter prendere un sogno, irraggiungibile ai più, e trasformarlo in realtà con le proprie forze (anche economiche, ma non solo), no?

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