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09/06/2017 - 18:08

Vela Olimpica alle corde

Il CIO: meno velisti
a Tokyo 2020

Il Comitato Olimpico Internazionale ha comunicato a World Sailing, la federvela mondiale, la decisione di confermare le 10 classi di Rio 2016 anche a Tokyo 2020, ma anche della decisione di ridurre il numero dei velisti da 380 a 350. Reazione di Kim Andersen, presidente WS: "C'è disappunto, questi numeri mettono a rischio i programmi di sviluppo della vela che proprio il CIO richiede al nostro sport"

 

Vela olimpica sotto torchio al CIO. La federazione vela internazionale World Sailing ha ricevuto una comunicazione ufficiale dal CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, in relazione all'Agenda 2020, che contiene una notizia buona (o neutra, comunque prevista) e una bruttissima. Quella neutra è la conferma delle 10 classi olimpiche di Rio 2016 anche a Tokyo 2020 (con la modifica dei foil sul Nacra 17 e alcuni aggiornamenti nei formati che saranno chiariti nelle prossime settimane). 

La pessima notizia, che toglierà il sonno a molti anche in Italia, è la decisione del CIO di ridurre la quota atleti della vela da 380 a 350, quindi 30 velisti in meno. Ferme le classi, ridurre gli atleti significa rivedere tutto il sistema delle selezioni e delle quote-barche in ciascuna classe. Un lavoraccio, lungo e doloroso. La reazione di World Sailing è contenuta in un comunicato stampa. Il presidente danese Kim Andersen attacca duramente in avvio la decisione del CIO: "C'è grande dissappunto da parte nostra, questa riduzione metterà a repentaglio gli stessi obiettivi di sviluppo dello sport della vela, a partire dal numero di nazioni coinvolte, che proprio il CIO ci richiede. World Sailing ha una lunga tradizione di collaborazione con il CIO e di adesione ai vari obiettivi proposti dall'Agenda 2020, e quindi discuteremo con il CIO questi problemi nei prossimi giorni."

"Per raggiungere la parità di genere proposta dal CIO, la vela sta lavorando in particolare sulle classi femminili RSX e Laser Radial, le più diffuse e popolari, puntando ad aumentare il numero di nazioni che realisticamente possono qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo."

Poi Kim Andersen si fa più morbido: "Comprendiamo le richieste del CIO e lavoriamo insieme per raggiungere gli obiettivi che sono comuni. Le strategie della vela olimpica per Tokyo 2020 da parte di WS non cambiano, e siamo lieti della conferma delle 10 classi olimpiche, dell'adesione alla proposta dei foil per il Nacra 17, nonchè di alcune modifiche ai formati per rendere la vela più spettacolare e comprensibile agli appasionati di vela e non solo. Aspettiamo anche con fiducia - ha detto Andersen - la decisioni sull'inserimento tra gli sport dimostrativi del Kiteboard e della vela offshore."

Al di là delle dichiarazioni, però, World Sailing inizierà da subito una revisione delle quote olimpiche 2020 per ciascuna classe, e si consulterà col CIO per il programma olimpico di Tokyo. I cambi nelle quote in ciascun evento olimpico richiedono l'intervento dell'Events Commitee di World Sailing, che dovrà fare una "recomandation" al Council per l'approvazione, la quale poi sarà inviata all'Executive Board del CIO per la definitiva ratifica. In questo percorso WS può avere una flebile speranza di una revisione della riduzione degli atleti da 380 a 350, quasi il 10% in meno...

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