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09/02/2017 - 00:35

Inchiesta, calendario, approfondimento: uno spazio in movimento

Il 2017? Sarà l'anno della vela

REPORT ESCLUSIVO - L'America's Cup (brutta, ma più decisiva che mai). La Volvo Ocean Race, la Mini Transat, la Ostar e la Jacques Vabre. L'anniversario dei 90 anni della FIV, e dei 50 anni dello Yacht Club Costa Smeralda. Le elezioni allo Yacht Club Italiano. Le decisioni del CIO e di World Sailing sulla vela olimpica. Il CICO a primavera. L'industria, i saloni nautici e la crisi italiana da risolvere. Eventi, temi, prodotti, uomini, trend e passaggi chiave. Vi spieghiamo perchè il 2017 può decidere il futuro della vela

 

Un anno importante, il 2017, per la vela. Molto importante. Forse decisivo per il futuro della vela, come sport e come stile di vita. Appuntamenti, scadenze, eventi-clou, dall'oceano alle classi olimpiche, dal mondo all'Italia, barche, industria, personaggi, istituzioni e singoli appassionati in cerca di quei momenti di felicità che l'andar per mare a vela può dare come poche altre cose. La redazione di Saily.it è andata a scoprire, in anteprima per voi, i megatrend del 2017, intorno al mondo della vela e delle sue istituzioni di riferimento.

Questo spazio nasce come una inchiesta aperta, e resterà in movimento, con aggiornamenti continui su eventi, calendari e personaggi, diventando uno spazio speciale evidenziato nella homepage del portale, al quale potete contribuire anche voi lettori. Perchè il grande 2017 della vela è più bello se vissuto e raccontato insieme.

 

35 America's Cup (26 maggio-27 giugno), Hamilton (Bermuda)

Non è la "nostra" Coppa, questa 35ma AC, lo abbiamo scritto e sottolineato col nostro bollino rosso che continua a raccogliere adesioni. Ma il 2017 è l'anno del match, dello scontro finale, un club vincerà la Coppa, diventerà (o resterà) il defender. Non si può mancare di capire cosa sta succedendo, anche se non è bello veder conteso il trofeo più antico dello sport con regate di mezzora su catamarani di 15 metri che volano sull'acqua portati da 5 persone di equipaggio, con poca tattica e ancor meno colpi di scena.

Le ultime news dalla coppa non sono incoraggianti. 1) Annullata la prevista ultima tappa delle World Series a Auckland (Nuova Zelanda) e spostata a Bermuda (dove peraltro ci sono state proteste sindacali intorno all'organizzazione, conseguenze e budget dell'evento, con minacce di scioperi per bloccarlo), con reazione e ricorso dei kiwi all'Arbitration Panel, che si concluderà probabilmente con un rimborso economico, ma intanto ha avuto una conseguenza pratica nel divieto per 28 giorni a tutti i team di allenarsi con le nuove barche AC50. Lo "sgarbo" di ACEA (America's Cup Event Authority, che di fatto dipende dal detentore Oracle, quindi Russell Coutts per conto di Larry Ellison) è l'ennesimo atteggiamento contro uno sfidante competitivo, e che non si arrende ai diktat. 2) L'accordo-quadro presentato a Londra a fine gennaio, tra Oracle e 4 dei 5 sfidanti (Ben Ainslie Racing, SoftBank Team Japan, Groupama Team France e Artemis) e col no di Emirates Team New Zealand, punta a bloccare le prossime due edizioni della Coppa, con le stesse barche (ormai quasi dei monotipi), con edizioni ogni due anni, con World Series ogni due mesi. Un Grand Prix come tanti, cioè monotono. Della Coppa non resterebbe più nulla. 3) I kiwi, come detto, non hanno firmato, anzi hanno detto: vogliamo vincere e poi rifare le regole come defender. Probabilmente tornare ai valori fondanti che hanno reso leggendaria la Coppa America. Vedremo: certo conviene fare il tifo per loro, anche vista la presenza di Max Sirena. L'altro italiano in Coppa è Checco Bruni, con Artemis. 4) Il punto "tecnico". Terminato il blocco di 28 giorni, a Bermuda c'è stato un "race period" che ha consentito ai team che hanno già la base sull'isola (Oracle, Artemis, Ben Ainslie (BAR), SoftBank Japan) di effettuare dei veri e propri test in gara (con gli AC45 "Turbo", modificati e con prove di varie configurazioni) con percorso e persino lo stesso Comitato di Regata (diretto dal solito Iain Murray). Dalle ultime osservazioni, lo skipper defender James Spithill ha riferito: "Queste regate di prova sono un test ottimo. Sia noi che Artemis e SoftBank abbiamo vinto e perso regate, e stiamo migliorando. Purtroppo gli inglesi sembrano avere qualche problema e non sono competitivi, una vera sorpresa."

La novità di Ben Ainslie che va piano, sembra l'ultimo colpo di scena preparato ad arte per dare un po' di succo a un evento del tutto spremuto. In molti non ci credono. In realtà tutti i team sono alle prese con l'esordio delle AC50, che richiedono come ogni barca nuova lunga messa a punto. Lunghe giornate per testare i sistemi di bordo, i layout di coperta, persino la logistica che impegna lo shore team per mettere in acqua una barca con la randa che è come un'ala di aereo. Molto dipenderà dalla gestione corretta della potenza richiesta alle barche nei diversi momenti della regata: avere potenza consentirà agli equipaggi di restare in foiling anche di bolina, anche in virata e in strambata, quindi di poter essere più aggressivi in regata. La partenza resta un momento importante ma non decisivo, anche se le opportunità di sorpasso restano legate alla velocità di base e agli errori dell'avversario. Oracle varerà la sua nuova barca il 14 febbraio (anniversario della vittoria della Coppa col trimarano nel 2010), e l'unveiling di tutte le nuove barche seguirà sempre nelle prossime settimane.

LE DATE: dal 26 maggio al 27 giugno a Bermuda: Louis Vuitton Qualifier dal 26 maggio al 3 giugno; Louis Vuitton America's Cup Play Off dal 6 all'8 giugno; Louis Vuitton Cup dal 10 al 12 giugno. Quindi il vero e proprio XXXV America's Cup Match dal 17 al 27 giugno (regate 17-18-24-25-26-27). Alla fine della giostra avremo il nuovo (?) detentore della Coppa.

35 IT'S NOT MY CUP: LO ABBIAMO DETTO E SCRITTO NEL BOLLINO ROSSO, MA SAILY SEGUIRA' OGNI NEWS E OGNI SEGRETO DELL'AMERICA'S CUP, CON APPROFONDIMENTI E CONTRIBUTI

 

OSTAR (29 maggio) partenza, Plymouth (Gran Bretagna)

E' la prima storica regata transatlantica che ha poi ispirato tutte le altre regate oceaniche sorte negli anni. Ha una carica di tradizione legata ai grandi nomi di navigatori che l'hanno nobilitata. Il 29 maggio parte da Plymouth e arriva a Newport con una rotta fredda e pericolosa nel Nord Atlantico, tuut'altra musica rispetto gli alisei portanti della Mini Transat e dell'ARC... La vela italiana ha già un iscritto confermato, Michele Zambelli, con il Class 40 Illumia 12. E spera di vedere al via anche un altro grosso nome, Andrea Mura e il suo Vento di Sardegna.

DA SEGUIRE SU SAILY E SAILY TV

 

Mini Transat 2017 (La Mini) - 1 ottobre partenza, La Rochelle (Francia)

Dove comincia l'oceano... "La Mini" (quest'anno si chiama proprio così) fa salire la febbre della vela nei grandi spazi. Numero chiuso, interesse in tutto il mondo, tanti giovani che si affacciano a un sogno e forse a una carriera. La doppia classifica Prototipi e Serie è sempre più in favore dei secondi: le spese sono ridotte e la soddisfazione è persino maggiore, con una flotta ben più numerosa. Quest'anno per bilanciare la crisi dei Proto, gli organizzatori hanno creato delle quote minime, che stanno cambiando un po' le cose. L'esempio più emblematico riguarda proprio un velista italiano: Andrea Fornaro. Dopo l'esordio nel 2015, Andrea aveva acquistato e già navigato con un Ofcet 650 di Serie. Ma con le nuove regole rischiava di non avere l'eleggibilità per essere al via. Così ha venduto il serie e acquistato un Proto, dello stesso progettista Etienne Bertrand, e sarà al via nella categoria meno numerosa.

Gli altri italiani iscritti comprendono anche, per il momento: Ambrogio Beccaria (categoria Serie con il Pogo 2 Alla Grande Ambeco 539), Federico Cuciuc (con il Dingo di Serie Ostrogo 556), Andrea Pendibene (categoria Serie con il Pogo 3 Pegaso Marina Militare 883), Giuliano Riccardo (con il Proto JRata 414, Berret Racopeau del 2003), Luca Sabiu (con il Pogo 2 di Serie Jolly Roger Luca Sabiu 538). Ma La Mini 2017 non è "femminile" solo per la grammatica: con ben 10 skipper donne iscritte è record di categoria e segna una svolta.

SAILY e SAILY TV PER VOI ALLA MINI TRANSAT: SARA' UNO DEI GRANDI TEMI DELL'ANNO E SAILY VE LO RACCONTERA' DAL VIVO CON AGGIORNAMENTI E DIRETTE CONTINUE, SUL MAGAZINE E SULLA TV. UN FORMAT INNOVATIVO E SORPRENDENTE PER PORTARVI IN PRIMA FILA DENTRO LA REGATA PIU' COOL DELL'ANNO

 

Volvo Ocean Race - (22 ottobre) partenza, Alicante (Spagna)

La città spagnola di Alicante sarà il centro della scena di apertura del giro: l'11 ottobre apre il villaggio, il 14 ottobre prima regata In-Port, e il 22 ottobre la partenza della prima breve ma intensa tappa con destinazione Lisbona. Al momento di scrivere gli iscritti sono 3 (Team AkzoNobel, Dongfeng e Mapfre), ma gli organizzatori guidati dal CEO Mark Turner sono certi di schierare al via 9 barche. Il giro in equipaggio è cambiato con l'introduzione due anni fa delle barche monotipo, ma il suo fascino di maratona di quasi 10 mesi intorno al globo resta intatto. Questa edizione sarà ancora più lunga, con più stopover, più località, più miglia. Tappe brevi e tapponi leggendari. Barche bagnatissime, media crew a bordo per raccontare tutto, obbligo (persino) di telecamere subacquee su ogni barca! Partecipanti italiani? Si continua a parlarne sotto traccia, più di un gruppo ci sta provando, è in contatto con Turner e il team organizzatore, ma è una scommessa difficile...

SEGUI LA VOLVO OCEAN RACE, PRIMA E DURANTE, SU SAILY MAGAZINE E SU SAILY TV, DOVE TORNERA' LA PLURIPREMIATA WEBSERIE "VOR STORIES", CON LE MIGLIORI IMMAGINI DAGLI OCEANI E IL COMMENTO IN STUDIO E LA PARTECIPAZIONE DI OSPITI. QUEST'ANNO ANCHE ALTRO SORPRESE...

 

Transat Jacques Vabre - (5 novembre) partenza, Le Havre (Francia)

L'altra grande super regata transatlantica, divenuta un evento monstre, con tante classi e tantissimi volti big della vela oceanica. Le quattro classi al via sono il condensato della vela oceanica di oggi: due monoscafi, Class 40 e IMOCA 60, e due trimarani, Multi50 e Ultime. I grandi navigatori ci saranno tutti. Lecito attendersi anche la presenza di più di un italiano. E COME SEMPRE SAILY VI RACCONTERA' TUTTO, NON POTRETE PERDERVI NEANCHE UNO SCHIZZO!

 

90 anni FIV

La Federazione Italiana Vela compie 90 anni, avvia l'ultimo decennio che la porterà al secolo di vita nel 2027, e lo fa con un impianto di governo tutto nuovo, rinnovato al 100%, a Genova e nelle 15 Zone. Uomini e idee nuove, un po' di inesperienza mista a buona volontà. Chissà cosa ci riserverà il quadriennio verso Tokyio 2020. Intanto, però c'è da festeggiare i novant'anni. Come? Dieci anni fa la FIV coniò un "logo" degli 80 anni, e fece una grande festa nel Salone d'Onore del CONI, che assegnò tra l'altro gli Oscar FIV della Vela (statuette appositamente coniate da un artigiano del bronzo, che riprendevano la raffigurazione marmorea dell'atleta della Vela allo Stadio dei Marmi al Foro Italico): fu un momento che durò tutto l'anno, di quelli che servono a dare l'impronta e l'immagine di una istituzione sportiva, il senso di appartenenza a una famiglia. Chissà se fu un caso che due anni dopo a Pechino (Qingdao) 2008 la vela azzurra conquistò due medaglie olimpiche...

Il presidente Francesco Ettorre si è detto intenzionato a festeggiare in qualche modo la ricorrenza dei 90 anni. Speriamo in qualcosa di adeguato: siamo in tempi di informazione mordi e fuggi, di fake news, di confusioni social, di eventi, personaggi e premi fasulli. L'ente che presiede a tutta la vela deve ergersi al di sopra di questi mormorii, e lasciare un segnale chiaro, condivisibile e rilanciabile da tutti coloro che la vela la amano e la vivono.

Oltre alle feste e ai simboli, però, la FIV del "nuovo governo" può e deve vivere da arzilla novantenne anche facendo semplicemente il suo lavoro: gestire la vela, dalla promozione a livello giovanile, alla filiera che porta alle classi olimpiche, dai circoli alle classi, dalla burocrazia ai rapporti istituzionali, dalle regole alle facilitazioni, ai contributi, alla visibilità. Auguri.

 

50 anni YCCS

Lo Yacht Club Costa Smeralda, 50 anni e non sentirli, anzi ricordarli con gioia e rispetto, filtrando la storia attraverso le finestre dell'oggi. Dal fondatore Aga Khan alla principessa Zhara, oggi presidentessa del club. Dal comandante Alberini al commodoro Riccardo Bonadeo, da Azzurra al Destriero, dalla Sardinia Cup alla Rolex Maxi e Swan, la club house delle meraviglie, il fiordo da sogno, il guidone più elegante, storie, regate, avventure, personaggi, albe e tramonti. Cosa sarebbero Porto Cervo e Sardegna senza YCCS? Quest'anno stagione di feste che culmineranno con un big event, presentazione dell'anno il 21 febbraio a Milano. Lo YCCS organizza anche l'atteso Mondiale J70 a settembre.

 

Elezioni nuovo Direttivo Yacht Club Italiano

Il 9 marzo si aprono le schede elettorali allo YCI di Genova. Carlo Emilio Croce, presidente del club da 20 anni, si ripresenta e fa quadrato per difendere l'ultimo incarico dopo aver perso quello mondiale (World Sailing) e quello italiano (FIV). La sua storia personale, di atleta e di dirigente sportivo è talmente legata al club che pare impossibile che non possa restare al timone. Anche se si moltiplicano voci di correnti contrarie e di squadre volte a portare in carica un nuovo presidente. Saily seguirà da vicino e con equilibrio la vicenda, non per curiosità da gossip, ma perchè il più prestigioso yacht club del paese merita la giusta attenzione.

 

World Sailing, CIO e Vela Olimpica (decisioni sulle classi e le attrezzature per Tokyo 2020)

Dopo i tentennamenti, le decisioni prese e revocate, la sudditanza o la resistenza nei confronti del CIO, la vela olimpica e la federvela mondiale World Sailing, si preparano alle decisioni di primavera che disegneranno in modo definitivo le classi e le medaglie dei Giochi di Tokyo 2020. Ecco perchè il 2017 è il più importante anno del quadriennio.

Le previsioni e le voci di dentro sembrano concordi: per Tokio le classi per la vela resteranno 10 e saranno le stesse di Rio 2016, con due novità: l'aggiunta dei foil al catamarano misto Nacra 17, e la nuova Medal Race (non più unica e a punteggio doppio, ma tripla a punteggio normale, tra i top-10) che sarà adottata da alcune classi. Resta ai margini e in attesa di sviluppi il Kite (che però quasi certamente sarà sport dimostrativo e pronto per il salto olimpico nel 2024, specie se farà bella figura alle Olimpiadi Giovanili YOG 2018 di Buenos Aires), così come le ipotesi più o meno fantasiose che andavano dal ritorno agli antichi fasti con Star e Match Race, all'ingresso olimpico dell'Altura (non si sa come). Senza undicesima medaglia, le fantasie possono attendere. Due "showcase" in pista sono Kite e Keelboat. Una proposta del Board di WS introdurrà probabilmente il pompaggio libero per tutte le classi e in tutte le condizioni, lo scopo è incrementare l'aspetto atletico e lo spettacolo.

Certamente la WS di Kim Andersen ha il delicato compito di ridare certezze al movimento: ai media, ai velisti, alle nazioni. Una vela comprensibile e seguibile, non solo a livello olimpico. C'è attesa anche per capire la quantità e qualità del "pacchetto" di delegati italiani, dopo l'uscita di scena di Croce. Al Mid-Year Meeting di maggio Kim Andersen presenterà anche un nuovo lay-out nei rapporti e nelle comunicazioni tra nazioni membre e governo centrale. E da settembre la sede si sposterà da Southampton a Londra.

 

Mondiali ed Europei delle classi olimpiche nel 2017

- 49er e FX: Europei 30 luglio-4 agosto in Germania; Mondiali 28 agosto-3 settembre a Porto (Portogallo)

- 470 maschile e femminile: Europeo dal 6 al 13 maggio a Monaco; Mondiali 7-15 luglio a Thessaloniki (Grecia) - In Italia: Europeo Junior 6-13 agosto a Riva del Garda (Fraglia Vela Riva)

- Nacra 17: Europeo 30 luglio-4 agosto a Kiel (Germania); Mondiale 5-10 settembre La Grande Motte (Francia)

- Laser Standard: Europeo 1-8 ottobre Barcellona (Spagna); Mondiale 12-19 settembre Spalato (Croazia)

- Laser Radial: Europeo 1-8 ottobre Barcellona (Spagna); Mondiale 19-26 agosto Medemblik (Olanda)

- Finn: Europeo 5-13 maggio Marsiglia (Francia); Mondiale 1-10 settembre Balaton (Ungheria)

- RSX maschile e femminile: Europeo 6-13 maggio Marsiglia (Francia); Mondiale 16-23 settembre Enoshima (Giappone)

 

Olimpiadi 2024 (decisione settembre)

A settembre il CIO decide anche sulle Olimpiadi 2024. Se Roma fosse rimasta in corsa avrebbe avuto molte chanche, e staremmo qui a parlare di attese, speranze. E invece no, perchè la politica (e in particolare la sua ultima faccia) non ha voluto, il nuovo Sindaco di Roma ha rigettato la precedente decisione del Comune e Roma ha chiuso la porta in faccia alla speranza olimpica, che per la vela si chiamava Cagliari. Chissà quando tornerà. Per i Giochi del 2024 restano in corsa: Parigi, Budapest e Los Angeles.

Le location della vela delle tre candidate sono Marsiglia (affascinante l'idea dell'Olimpiade Mediterranea a due passi dalla Liguria, nella città cosmopolita e marinara, ma con l'incognita meteo); il Lago Balaton (storica location velica con meteo accettabile, a un'ora e mezza da Budapest, il lago offrirebbe forse qualche possibilità in più dal punto di vista degli spettatori che potrebbero seguire le regate. L'acqua grigio-marrone e i bassi fondali non stimolano la fantasia, ma non si può avere tutto); Long Beach (un ritorno, con strutture e contorno tutti nuovi, alla sede della vela olimpica 1984).

 

Coppa del Mondo e circuito vela olimpica

Il 2017 è il primo anno del quadriennio olimpico, non va dimenticato. Come qualcuno ha detto, il primo è anche l'anno più importante della preparazione verso i prossimi Giochi. Come la partenza lo è per una regata. Storie recenti lo confermano. Se partire bene è garanzia di buoni risultati olimpici in prospettiva, come vanno le cose in Italia? A Miami in Coppa del Mondo i nostri (molti giovani) sono andati benino. Ricambi pronti ce ne sono, le "squadre" restano per il momento aperte come voluto dal nuovo progetto targato Ettorre-Marchesini, c'è aria fresca con facce decisamente giovani e una serie di rinforzi di lusso nello staff tecnico.

Quello che preoccupa semmai è il quadro degli atleti di alto livello. Uscita di scena Giulia Conti (con Francesca Clapcich tornata da sola sul durissimo Laser): spacchettata (per ora) la coppia Nacra con Vittorio Bissaro che si divide tra Classe A sui foil e trimarano oceanico con Giovanni Soldini su Maserati, mentre Silvia Sicouri proverà al timone di un FX; forse saltato il 49er delle Fiamme Gialle di Ruggero Tita e Pietro Zucchetti; in semestre sabbatico post-olimpico Flavia Tartaglini e Francesco Marrai... Quali sono, se ci sono, gli equipaggi in campo a inizio quadriennio con realistici obiettivi di podio a Tokyo? Per una volta però, possiamo aspettare e valutare: chissà che la quantità (con i tanti giovani e ricambi, nel Laser, Radial, RSX, 470 maschile e femminile, 49er e Nacra) possa alla fine produrre anche la qualità che serve per le medaglie. Il CICO 2017 in programma dal 16 al 19 marzo a Ostia (Roma) ha il compito di dare le prime risposte.

 

Il volo del Kite

In attesa di notizie "olimpiche" il mondo del Kite cerca un po' di pace e una casa che lo accolga senza remore. Volenti o nolenti, il Kite sarà al centro della scena, del dibattito e, grazie al cielo, in mare. Appuntamento da non perdere il campionato del mondo Kiteboarding, Kiteboard Race Foil e Fornula Kite in Italia, a Cagliari dal 14 al 18 giugno.

 

Offshore & Altura

Fa discutere la nuova Normativa Altomare che innalza da 4 a 5 prove del circuito il minimo per concorrere al campionato italiano offshore, ma gli appuntamenti sono tanti, ovunque in Italia e per tutti i gusti.

Per l'Altura il Mondiale ORC in Italia a Porto San Rocco (Muggia, Trieste) dall'1 all'8 luglio è l'appuntamento da non perdere. L'Italiano assoluto è invece anticipato dal 21 al 24 giugno a Monfalcone.

 

Calendario completo delle regate 2017: http://www.federvela.it/calendario_fiv

 

Barche e saloni nautici

Che anno sarà per le barche in produzione, quali novità e quali trend aspettarsi, da un mercato in risveglio dal torpore della lunga crisi? I cantieri si sfidano su questi binari: 1) VERSATILITA': crescono le barche "multi-purpose" per fare tutto, regata, crociera e oceano; 2) PERFORMANCE: arrivano nella produzione di serie le prime diavolerie da Coppa America e dintorni: foil di serie, o dynamic stability system, derive laterali, sempre maggior uso di carbonio; 3) QUALITA': finito il periodo delle barche-roulotte fatte a taglia e cuci, adesso i cantieri devono proporre, e dimostrare, barche vere, forti, con i contenuti, sostanza e non forma; 4) MULTISCAFI: seguendo anche in questo caso un trend che arriva dalla Coppa America, il mondo dei cat da crociera è in crescita, con modelli che vanno dal diporto puro, abitabilità e funzionalità sempre più curate, alla velocità e alla navigazione, dove non manca chi tenta la carta dei foil o altre soluzioni estreme; 5) DESIGN: tema a doppia direzione, c'è chi sceglie il futuro remoto, con disegni avveniristici, e chi guarda al passato prossimo, con le linee della bellezza senza tempo (e persino delle attrezzature, torna di moda il catboat) applicate però a costruzioni, materiali e accessori moderni. Ne vengono fuori barche speciali, quasi prototipi, un altro modo per conquistare i clienti; 6) DAY SAILING: la materia prima "tempo" scarseggia, settimane o mesi di crociera non ci sono più? Niente paura, oggi il mercato pullula di day-sailer di ogni dimensione e stile. E' un trend che non si fermerà; 7) SEMPLICITA': non ci sono più le mezze stagioni, e non ci sono più neanche le barche a vela di una volta: scomode, bagnate, sbandate, difficili da usare. La vela di oggi è per tutti (a cominciare da chi viene dal motore), con pozzetti ampi, larghezza anti-sbandamento, discese in cabina con scale dolci e confortevoli, deck-saloon, doppi livelli, finestrature luminosissime, rigging automatizzato per issare, ammainare, cazzare e lascare con un dito. Tutti i maggiori cantieri sono impegnati nella corsa, e ne vedremo delle belle.

LA REDAZIONE DI SAILY AI MAGGIORI SALONI NAUTICI, SPECIALI SU SAILY TV, E ANTEPRIME SU BARCHE E MERCATO

Su nautica e saloni, il 2017 sarà delicatissimo per l'Italia. C'è da salvare (letteralmente) il salone nautico internazionale di Genova, attaccato dalla concorrenza straniera e dalle polemiche e divisioni interne.

 

Saily.it, il vostro media globale

Il 2016 è stato un anno eccezionale per noi di Saily: crescita di audience e autorevolezza, seguito eccezionale su magazine, TV, pagine social, grande interazione con i lettori. Siamo contenti, ma non ci basta. Vogliamo di più, e faremo di più. Continueremo a innovare il modo di raccontare la vela, di darvi notizie e contenuti. Innoveremo i formati, le produzioni e i mezzi di trasmissione. Come per le barche, anche per l'informazione ci sono dei trend: noi di Saily quei trend abbiamo contribuito a crearli, e anche per questo oggi siamo leader.

Commenti

guido burattini (non verificato)

E non dimentichiamo i 40 anni di attività della Scuola Vela Utopia ; 40 anni di vento in compagnia di migliaia di piccoli e grandi velisti.

Dado Castelli (non verificato)

Dove va la vela? Se continuiamo così ho proprio paura che vada a morire... Ciao Fabio. Sono appena tornato dalla prima zonale Laser dell'anno. Quando riesco le faccio sempre volentieri, così come le regate Master, che sono in assoluto le più divertenti. Ho quasi 50 anni, regato in Laser da 34 e sono almeno 20 anni che ho smesso di arrabbiarmi per gli errori dei giudici di regata. So che la maggior parte non sono dei fulmini ma penso anche che dobbiamo ringraziarli che si rendono disponibili per permettere a noi regatanti di divertirci. Inoltre, non avendo in Laser più alcuna velleità agonistica, riesco a godermi il puro divertimento delle regate in mezzo agli amici senza preoccuparmi del risultato. Oggi però ho assistito ad una scena proprio brutta, che mi ha confermato una sensazione che ho ormai da qualche anno. Mentre prima i giudici di regata erano bene o male ex regatanti (anche se raramente competenti sulle specificità di una singola classe), adesso capita spesso che siano persone che non hanno la minima idea di cosa stia succedendo sul campo, e di conseguenza agiscano in modo deleterio per il buon esito della regata. Mi dà l'idea che abbiano fatto solo i corsi sul regolamento senza mai avere fatto una regata in vita loro. L'esempio di oggi è eclatante, e mi ha spinto a scriverti. Per la zonale Laser c'erano ben 9 gudici del Comitato delle proteste (adesso la giuria la chiamano così) divisi in 3 o 4 gommoni. Durante la regata sentivo che fischiavano spesso i ragazzacci delle tre classi Standard, Radial e 4.7, ma io avevo i fatti miei a cui pensare e non so dirti se lo facessero a sproposito o meno. Durante la seconda prova cala il vento del mattino ed il comitato di regata decide di accorciare il percorso in fondo alla boa di poppa. Niente vento, si cerca di sfruttare gli ultimi refolini per fare gli ultimi 100 m che mancano. Un ragazzo della classe in cui regato io comincia ad andare avanti a virate con rollio, ovviamente andando ben più veloce di chi non lo faceva. Gommone farcito di giudici a 20 m di distanza che lo guardava. Nessuna reazione. Dopo un attimo un bel po' di altri ragazzi anche delle altre classi cominciano a fare lo stesso. Faccio presente a tutti che non si può, e richiamo l'attenzione della giuria. Nessuna reazione. Io continuo ad incazzarmi ed uno dei ragazzi mi risponde: "Ma tanto non ci fischiano e lo fanno tutti, fallo anche tu". Dopo l'arrivo vado a chiedere conto al giudice sul gommone che guardava la scena senza reagire, faccia mai vista prima. Ha biascicato delle giustificazioni che ne hanno confermato la totale incompetenza in materia. Non è mia intenzione colpevolizzare nessuno, né giudici né regatanti. Voglio solo attirare l'attenzione della comunità velica sul problema della preparazione dei giudici, che a mio avviso è peggiorata molto negli ultimi anni. Da questa situazione ne escono sconfitti lo sport della vela e l'educazione dei nostri ragazzi, che si abituano all'impunità. Nel mio caso il risultato finale non mi importava, ma penso con terrore ad una situazione simile per un ragazzo che si gioca una selezione od un campionato, oppure ad una regata che faccio come professionista dove l'esito finale ha delle implicazioni ecnomiche. C'è un problema grave, cerchiamo di migliorare le cose. Forse anche questa è una delle ragioni della crisi di regatanti in molte classi. Saluti, Dado