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09/03/2020 - 15:58

Epidemia & Economia

Confindustria Nautica si prepara alla crisi

Anche la nautica risente e risentirà dell'emergenza coronavirus. I primi dati sui rallentamenti, le disdette del charter, le mancate commesse e le iniziative dell'associazione confindustriale di categoria

 

Il dato sul turismo è stato solo il primo allarme sulle conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria in atto e dei necessari provvedimenti del Governo per rallentare l'epidemia del coronavirus. Un po' tutti i settori stanno iniziando a fare i conti con una brusca frenata e probabilmente con una nuova crisi da assorbire. In questi giorni abbiamo sentito e letto le comunicazioni di varie associazioni di categoria, dai taxi all'editoria, dagli alberghi a bari e ristoranti, dallo sport alla cultura e spettacolo... Nessuno è immune. Neanche la nautica.

Nelle crisi si è spesso osservato un andamento leggermente anticiclico del settore nautico: la depressione tende ad arrivare  in leggero ritardo rispetto alla prima ondata, ma il più delle volte poi resta più lungo a manifestare i propri effetti nefasti su aziende, mercato, occupazione.

I primi segnali li raccogliamo da Confindustria Nautica, l'ex Ucina, oggi nuovo nome dopo la fusione con gli ex transfughi di Nautica Italiana, di fatto finalmente unica associazione di riferimento per il settore, almeno in Confindustria.

Il primo segmento del mercato nautico a soffrire è quello più legato al turismo, quindi il charter: con un pesante 23% di disdette sui noleggi estivi, destinato probabilmente ad aumentare. Da CN si evidenzia come in gran parte queste disdette siano frutto di panico più che di scelte razionali, dal momento che nel periodo estivo tutti si augurano e prevedono che l'emergenza sanitaria possa essere cessata o almeno sotto controllo. Però intanto esiste e viene monitorata con attenzione oltre che dalle aziende dalla stessa Confindustria.

L'altro segmento nautico di cui si intravede una sofferenza in arrivo è quello della vendita di yacht, di medie e grandi dimensioni. Un problema più logistico che di disdette: i clienti esteri che hanno già acquistato le imbarcazioni non riescono a venire in Italia a firmare i contratti a causa delle restrizioni ai viaggi da e per l'Italia.

L'accessoristica da parte sua segnala casi di difficoltà di approvvigionamento e di consegna a causa del mancato o rallentato traffico di mezzi di trasporto da e per l'Italia in rapporto agli altri paesi europei.

Confindustria Nautica annuncia di aver segnalato queste difficoltà al Ministero dello Sviluppo Economico, e si attende di capire se, come e quando anche le aziende della nautica potranno essere soggetti beneficiari dei provvedimenti di sostegno economico previsti dai decreti governativi, per il momento relativi alle cosiddette zone rosse, ma presto estesi al resto d'Italia e a tutti i settori produttivi. Di sicuro essendo il turismo la filiera nazionale più colpita su tutto il territorio, acquista importanza la richiesta di provvedimenti riguardanti il turismo nautico, ovvero charter e porti, per i quali c'era già sul tavolo la questione dell'applicazione dell'aliquota Iva ridotta.

In CN si nota come la crisi avrà effetti immediati sul commercio e sul trasporto, settori che però faranno presto a rialzarsi con la ripresa, mentre la nautica è una industria che nella crisi subirà effetti più durevoli legati alla perdita di commesse e clientela che andrà poi riconquistata daccapo. Però resta la voglia di guardare avanti, preparare già i venti di ripresa: tra qualche mese le aziende che vedranno un rimbalzo tecnico dopo la crisi riprenderanno a investire anche con campagne pubblicitarie.

Inoltre Confindustria Nautica ex Ucina partecipa alla task force sull'emergenza istituita in Confindustria e in Federturismo Confindustria, associazione alla quale aderisce. Nei prossimi giorni si avrà un quadro più completo e aggiornato, anche per l'apertura delle iscrizioni al salone nautico di settembre a Genova.

Sezione ANSA: 
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