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20/03/2019 - 12:29

I grandi marinai sono sempre fonte di ispirazione: lui poi...

Knox-Johnston e 80 anni oceanici

Occhi iniettati di mare, pelle di sale e cervello pieno di onde: deve essere così il compleanno di un vecchio marinaio semplice diventato leggenda della vela. Il baronetto Robin Knox-Johnston compie 80 anni. A 30 vinse la Golden Globe Race 1968, quella che ha dato origine a tutto. Con la barca portata da solo dall'India (e causa di un divorzio...). Dopo quei 312 giorni, non si è fermato più. Whitbread, Verne, Rhum, Clipper, musei. E oggi è ancora un punto di riferimento - GUARDA 4 VIDEO IMPERDIBILI SUL PIU' GRANDE MARINAIO

 

Sir William Robert Patrick “Robin” Knox-Johnston, CBE (Ordine dell'Impero Britannico), RD (Reserve Decoration, medaglia della Royal Navy), primo uomo a circumnavigare il globo in solitario a vela senza scalo (312 giorni, la Golden Globe 1968). Cos'altro ha fatto e sta ancora facendo lo leggete qua sotto. Ma bastano quei 312 giorni a dare un senso a tutto, anche ai suoi occhi. Buon compleanno Sir RKJ!

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IMPRESE VELICHE - Nel 1977 è alla Whitbread Round The World Race su Heat's Condor. Nel 1994 è il secondo a conquistare il Trofeo Jules Verne, con Peter Blake sul catamarano Enza New Zealand in 74 giorni (nominato Rolex ISAF Sailor of the year quello stesso anno). Nel 2006 a 67 anni è stato il più vecchio navigatore a completare il giro del mondo in solitario a tappe Velux 5 Ocean Race. Nel 2014 è tornato alla mitica Route du Rhum con un IMOCA 60.

Nel 1996 ha creato la Clipper Round the World Race, regata nata per offrire a persone comuni anche senza l’esperienza di regate d’altura, la possibilità di completare una circumnavigazione. Più di 4.000 persone hanno da allora partecipato a questa avventura di navigazione di 40 mila miglia, ancora oggi considerata la più lunga regata al mondo.

Dal 1992 al 2001 è stato presidente della Sail Training Association e trustee del National Maritime Museum di Greenwich e di Falmouth in Cornovaglia, dove tutt'oggi è ormeggiato il leggendario Suhaili. Nel 2008-2009 partecipò al programma tv della BBC chiamato "Top Dogs: Adventires in War, Sea and Ice", insieme al celebre avventuriero Ranulph Fiennes. E' tuttora presidente onorario della Cruising Association che ha presieduto due anni.

LA VITA - Nato a Putney nei sobborghi di Londra, cresciuto nella penisola del Wirral, nel Nordovest dell'Inghilterra, verso Liverpool, ha servito sia la Merchant Navy che la Royal Navy, la Marina commerciale e militare britannica, dal 1957 al 1965.

Nel 1962 sposa Suzanne, che conosceva da quando aveva 8 anni. Nel 1965, parte su un Colin Archer di 9,80 metri, il Suhaili, da Bombay (India) per raggiungere l'Inghilterra. Dovrà fermarsi in Sud Africa e completare il viaggio solo due anni dopo. La figlia Sara nasce a Bombay mentre Robin è in mare. Suzanne nel 1967 divorzia da lui quando le propone di riportarla in Inghilterra con la figlioletta via mare con il Suhaili. Ma i due si risposeranno nel 1972 (quattro anni dopo il trionfo Golden Globe) e avranno cinque nipoti. Suzanne è morta nel 2003.

IL GIRO - Il 14 giugno del 1968 Robin Knox-Johnston lascia Falmouth sul suo 32 piedi Suhaili. E' una delle barche più piccole iscritte a una regata di cui tutti parlano e che fa anche discutere molto, la Sunday Times Golden Globe Race, il primo giro del mondo a vela in solitario senza scalo. Pare a tutti una follia. Robin perde il timone a vento sotto all'Australia, ma gira Caopo Horn il 17 gennaio 1969, con 20 giorni di vantaggio sul secondo concorrente, Bernard Moitessier sul Joshua (che passato Capo Horn proseguirà abbandonando la gara, girando ancora Buona Speranza e fermandosi a Tahiti: la Lunga Rotta).

Gli altri concorrenti abbandonarono la regata in vari diversi momenti e per diverse ragioni, lasciando Knox-Johnston tagliare il traguardo: il 22 aprile 1969, primo uomo nella storia a circumnavigare il globo da solo senza sosta. Donò il premio in denaro alla famiglia di Donald Crowhurst, il concorrente che si suicidò in Atlantico durante una folle avventura nella quale mirava a fingere di compiere il giro del mondo.

"La gente all’epoca credeva che una circumnavigazione in solitario non-stop non potesse essere compiuta da un solo uomo in barca, e questo mi ha solo spronato moltissimo. La sfida era irresistibile per me."

 

"Poter dire che sono stato il primo a fare qualcosa su un pianeta di sette miliardi di persone è bello. Ha cambiato la mia vita. Ero un giovane ragazzo ambizioso e sono tornato una persona completamente diversa. Il mio amore di andare per mare da solo non è mai cambiato, né la mia fame di avventura."

 

Sezione ANSA: 
Saily - Altomare

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